E’ difficile
riuscire a spiegare in poche righe il nostro progetto di sviluppo, ma se ognuno
di noi, si concentra per pochi minuti, sulle considerazioni e sui dati
oggettivi che seguono, si renderà conto che chi scrive non persegue né fini
personali, né interessi di partito (i quali, ahinoi, troppe volte si sono
sovrapposti).
Il dato oggettivo è
che la nostra città è stata gestita secondo logiche distruttive, clientelari e
di scarsa e squallida cultura politica, oltre alla totale assenza di un
progetto di programmazione socioeconomica da parte delle forze politiche, ed i
risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se non ne siete convinti, fate un
paragone tra Bagnara ed altre realtà di aree di obiettivo 1 dell’Unione Europea
non necessariamente calabresi e se non è sufficiente allora provate a fare una
comparazione più semplice, con le realtà turistiche e produttive a noi più
vicine, considerando anche il trend di sviluppo che hanno intrapreso. Ma
andiamo con ordine.
Una città che vuole
prosperare , in primis, deve avere una classe politica che riesca ad elaborare
un progetto di sviluppo socioeconomico, fondato sui punti di forza e di
debolezza del territorio, supportato dalle relative analisi di fattibilità, di
una Amministrazione Pubblica che crea e cerca sinergie con tutti gli operatori,
e che faccia di tutto per garantire le condizioni ideali che favoriscano la
crescita della società in ogni sua espressione, soprattutto quella
culturale.
Tante volte quando
si parla di sviluppo si rischia di cadere nella trappola dei luoghi comuni, in
modo superficiale e inconcludente, ma la nostra idea oltre ad essere supportata
da dati analitici, nasce dall’entusiasmo razionale e dalla volontà di rivalsa
dei giovani bagnaresi.
La nostra idea di
sviluppo si fonda sulla convinzione che le potenzialità che questo paese
possiede vadano sfruttate nella direzione di un’espansione delle possibilità
occupazionali legate alla crescita turistica ed a strumenti di job creation.
Per crescita turistica si in tende la nascita di tutte quelle attività ed
imprese che operando secondo il classico modello di imprese a rete, e
forniscano ai potenziali ospiti tutti quei servizi e beni che essi richiedono.
La Ue, come la Regione Calabria mettono a disposizione dei fondi per finanziare
tutte le attività collegate a questo settore, che vanno dalle strutture di
ricezione turistica alla pesca turistica, dalla valorizzazione dei prodotti
tipici locali alla promozione di eventi e manifestazioni, dal Bed&Breakfast
all’agriturismo, oltre alle società di servizi, collettive o individuali.
Provate ad immaginare un porto funzionale ed attrezzato in senso bivalente, da
turismo e da pesca, o un piano spiagge che liberalizzi le concessioni per la
realizzazione di stabilimenti balneari degni di questo nome, o ad un lungomare
abbellito ed attrezzato, alla destinazione urbanistica per attività turistiche
di alcune aree, alla riqualificazione di alcuni angoli e percorsi
caratteristici del nostro paese, ad una maggiore attenzione delle esigenze degli
operatori commerciali, ad un piano di viabilità funzionale, ad uno Sportello
Unico per le imprese, al coinvolgimento di tour operator che “vendano” il
nostro prodotto con professionalità, alla ricerca di investitori o
finanziatori, si potrebbe continuare a lungo, ma a buon intenditore ….. A molti
questa idea potrebbe sembrare utopistica, ma fidatevi, dati alla mano questo è
quello che è successo in altri posti di Spagna, Grecia, Portogallo, ecc. che
fino a cinque o dieci anni fa versavano nella nostra stessa condizione di
degrado, e, con le dovute correzioni territoriali, potrebbe essere il modello
di sviluppo implementabile anche per la nostra città.
Si tratta di
elaborare un Master Plan, o più semplicemente un programma politico, che ogni
formazione politica seria dovrebbe preporre ai cittadini prima di proporsi o di
chiederne il consenso. Qualcuno sostiene che pensare in piccolo aiuta solo a
rimanere piccoli, a Voi le deduzioni…
A.Gioffré