Lettera ai saggi
Cari Scalfari, Montanelli, Sartori, Panebianco, Galli Della
Loggia…..
Siamo un gruppo cospicuo di giovani che ha deciso di costituire,
in una delle aree più depresse del Mezzogiorno d’Italia (Bagnara Calabra è una
cittadina di appena 10.000 abitanti), un movimento civico giovanile trasversale
ma non qualunquista, denominato con arguto calembour, “Liberaleidee”,
avulso da collegamenti od appartenenze partitiche. Le finalità della nostra
aggregazione si possono ricondurre alla necessità di restituire la politica ai
cittadini, di coinvolgere risorse umane che offrano un contributo semplice e
disinteressato per affrontare fattivamente problematiche generali, tentando di
partecipare attivamente nei circuiti decisionali del potere apportando idee di
sviluppo e nuova progettualità. La realtà locale che ci circonda presenta un
dissesto generale, un degrado ambientale di immani proporzioni, una stagnazione
economica ed un impoverimento dell’offerta socio-culturale inquietanti.
L’emigrazione ha raggiunto cifre da capogiro e, nemmeno a dirlo, le opportunità
d’impiego sul posto allo stato attuale risultano esigue. Il Comune, come al
solito, è commissariato ed in primavera si svolgeranno le elezioni
amministrative. Fin da adesso, in una pre-campagna elettorale estenuante,
imperversano, salvo rare eccezioni, personaggi anacronistici, già compromessi
con il sistema. Le forze della conservazione, insomma, si riciclano su tutti i
fronti, tentando di formare un blocco sociale e di cristallizzare i vecchi equilibri,
o di ripristinarne di altri, in un territorio in cui la politica risente della
forte personalizzazione dei candidati. Ci domandiamo se valga la pena
impegnarsi fino in fondo per cercare di migliorare la società in cui si vive,
se sia necessario rassegnarsi, secondo il vetusto cliché dell’ineluttabile
fatalismo meridionalista, o intraprendere altre vie. Non è forse essenziale,
lasciare libero sfogo ad una passione civile e ad una creatività, troppo a
lungo soffocate dal lassismo, dal sonno della ragione e dal torpore delle
coscienze? Non sono le idee un’arma letale per combattere il disimpegno e
l’indifferenza? Un suo parere in merito sarebbe illuminante (non è una captatio
benevolentiae).