Pietro Federico (Bologna)
La mia tristezza a non saperti amare si consuma come un fuoco d’artificio, quasi scompare nei pressi di Eindhoven, prima di arrivare. Cerchiamo e il mondo si cerchia di volti, di tanti occhi aperti come ombrelli mentre vengono avanti e le donne ticchettano sul cemento. E’ raro che tu faccia rumore quando cammini, eppure assomigli più di ogni altro passo a un picchio che fa il suo lavoro sulla quercia. L’infinito che divide è un’illusione, di lui ricordo che tiri su il sopracciglio sinistro dopo un sorriso.
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