Maria Teresa
Urbanelli
Poeti Ad Alta Voce
l'uomo e la strada
Trascorre la nostalgia sulle labbra mie tumide
Diffonde l�Aurora il canto degli uccelli
Spara al primo venuto
Colui che ha perso l�arma
Per amare.

Vorrei solcare cieli, strade immense di periferia
Immaginare voli che non fanno pi�.
�E finito anche lui, l�ultimo bagliore dei miei sospiri
Amari, perso in un�immensit� che � come il buio.

Noi uomini di periferia volevamo divenire
Grandi come quelli di citt�, persi nelle pi� lontane
Configurazioni, magri d�una magrit� spettrale,
Fili come uncini, pronti ad agganciarsi per l�eternit�
D�un bacio o d�un abbraccio tuo, dati all�ultimo momento
Come schiocchi di felicit�.

Prendici sul tuo enorme seno, uomo che cammini e pensi
Che domani forse sar� un�altra et�, dove il piacere sar� oltre il dolore.
Prendici e non ci abbandonare, tienici stretto tra le tue mani
E i tuoi pensieri erranti lungo le pendici della modernit�.



AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA




Silente � il tuo respiro quando rade il suolo
Incerto nel suo andare, pallido ferace.
Vorremmo ascoltarti quando ti volti
Per ammiccare ad una donna le tue
Ombrosit�. Dicci come vuoi essere chiamato,
Se ramo d�ulivo, o vetta delle asperit�.
Ti abbiamo aspettato a lungo spiando
Il tuo cammino errante. Volevamo
Avvertire il tuo domani che hai celato
In un passato che ritorner�.
Perditi e rinasci, dopo l�aurora, in un bosco
D�incanto. Rimani sospeso attendendo l�alba
Sulla collina dietro una cascina, sognando
La citt�. Ti aspetteremo, ti cercheremo ancora
Per dirti che l�Aurora l�abbiamo vista
Andando al mercato per prendere un gelato
Una mattina d�estate senza mare che non c�� pi�.
Perch� prendi il treno quando basta una bici
Per arrivare lontano, sentire il vento al tramonto,
Il sibilo degli ontani, l�amaro-azzurro invariare
Dei sentimenti trionfanti nella campagna sperduta
Tra le mele e i carciofi, in una giornata d�autunno.
Perch� non prendi la bici e me la lasci guidare
Ignaro tramonto nelle sere che sai.


AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA



Ti ho veduto nel tuo manto di luce
Perso nei pensieri alti di giovanile et�.
Ti ho cercato a lungo nelle sere buie
Immaginando un contatto con le tue rotondit�.
Anche se breve, anche se fugace, ho desiderato
Un abbraccio nel tuo Amore raccolto
Come una ciliegia o una spiga che attendono
Il sole per rivelare al mondo la loro maest�.

Ti ho visto mutare nelle mattine di settembre
Cambiare volto, indossare la maschera obsoleta
Della meschinit�. Ti ho immaginato macchiato,
Piegato, invecchiato, eroso dall�ultimo inganno
Della nostra et�. Riprendi il cammino fiducioso
E contento d�un mondo migliore che tu pure
Vedrai al limitar di vita, su una stanca panca.
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