Michele Antonelli (Bergamo)
DIO
Tristezza, ricerca, speranze e Ancora tristezza, ricerca e speranze. Il cerchio indefinito della vita è viaggio senza ritorno, Il quadrato perfetto di angoli monotoni e uguali, Il triangolo osceno e perfetto dove la fantasia è speranza di folli anarchici.
Siamo schegge impazzite nella logica e nel disegno Dell’Architetto dell’universo. Burattinaio!! Fantastico, assurdo e perverso è il tuo folle gioco di indurmi alla sfida eterna dove conosci con certezza il volto del vincitore, lasciando che il frutto della tua scienza soffra quello che tu conosci in eterno.
Padre mio questa volta Tu hai perso perché il mio errore è frutto Della tua diabolica perversione ed io ne prendo atto. Non ho scelto Te ma neppure il Tuo Diabolico frutto che hai riversato sul mondo Per mettermi alla prova ed inginocchiarmi davanti alla Tua vanità. Dio non sei grande, non sei potente, di me puoi prendere solo la mia vita Ma l’anima quella rimane solo a me anche se solo per un alito di vento, perché vedendo il Tuo volto vedo tanta gente soffrire e la tua potenza che nulla fa per mettere fine a questa saga infinita. Libero arbitrio o prigioniero delle proprie scelte?
Sensazione di piacere
Mi sono perso nei tuoi occhi scuri a ritrovare l’infinito gioco della vita Dove spazio e tempo si fondono e si annullano.
… percorro un’autostrada asfaltata di petali di rose E di allegre margherite danzanti al sole della primavera.
Mi sono perso sulle tue labbra carnose Cullato dal suono della tua voce come note alla Ricerca di uno spartito perso fra le nuvole.
Mi sono perso nelle curve armoniose del tuo corpo Che la mente ha ridisegnato per confortare la solitudine E ritrovarle in fantasiosi giochi onirici.
Mi sono perso nei tuoi rapidi sguardi e poco importa Se tutto questo è frutto della mia fantasia. Quando tornerò nell’arido bosco della mia esistenza Disegnerò i tuoi occhi scuri Per fondere e confondere la mia vita.
Gennaio 99
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