Graziella Poluzzi (Bologna)
OPERAIO ANZIANO
Mentre lavoro stanco presto in pensione... meglio o peggio, non so... Morire senza tramandare A cosa son servito, io, un utensile pare, un uomo e un accessorio d'impianto industriale. Raccontare ai nipoti di aver vissuto con una macchina odiata: lei, sempre fredda, uguale, i pezzi di ricambio, le sole variazioni; non succede mai niente, l'opificio senza gli alberi, senza i fiori.
Ricordo: calpestavo la terra da bambino nei campi e c'erano le api e le formiche e lavavano al fiume e c'eran le fontane e sentivi un respiro, come uno scambio: la madre che capisce e non è sempre buona, comunque c'è qualcosa: un alito, una luce.
...Ma questa macchina è vuota ed essa mi contagia.
Mezzo di produzione sterile assetato di un olio che non trova non so cosa lasciare, a chi, se nessuno vorrà...un pacco di esperienze slegate, in eredità frammenti inconsistenti
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