Annamaria Renzi (Bologna)

Fiume

Più che professore, un compagno di sogni,
un amico di sempre
conosciuto per caso sulla cattedra di una scuola.
Non ho mai visto le tue mani,
ma ho incrociato il tuo sguardo
e sono stata inghiottita
dai gorghi scuri delle tue pupille
e nel buio ho ascoltato
il rosso lamento di un’utopia a cui non credi più:
sogni dissolti in incubi
divorati dalla realtà.

Ma la vita continua, ti scorre addosso,
cascate di eventi, piene e secche di facili ottimismi
raccolti bacini di preziose esperienze,
argini per le tue sconfitte.
E ogni giorno fai vibrare la tua vitalità
tra colline assopite e apatiche sponde,
mentre la vita scava nel tuo sorriso
una smorfia amara.

Ma come un fiume continui, continui a cercare il mare
il mare di tutti.
Forse sei un rivoluzionario, un illuso o un mistico,
o forse credi in qualcosa
di buono e di strano
che io non capisco
ma che ogni notte sogno.

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