Annamaria Renzi (Bologna)
Fiume
Più che professore, un compagno di sogni, un amico di sempre conosciuto per caso sulla cattedra di una scuola. Non ho mai visto le tue mani, ma ho incrociato il tuo sguardo e sono stata inghiottita dai gorghi scuri delle tue pupille e nel buio ho ascoltato il rosso lamento di un’utopia a cui non credi più: sogni dissolti in incubi divorati dalla realtà.
Ma la vita continua, ti scorre addosso, cascate di eventi, piene e secche di facili ottimismi raccolti bacini di preziose esperienze, argini per le tue sconfitte. E ogni giorno fai vibrare la tua vitalità tra colline assopite e apatiche sponde, mentre la vita scava nel tuo sorriso una smorfia amara.
Ma come un fiume continui, continui a cercare il mare il mare di tutti. Forse sei un rivoluzionario, un illuso o un mistico, o forse credi in qualcosa di buono e di strano che io non capisco ma che ogni notte sogno.
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