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LEGAMBIENTE
LANCIA L�ALLARME, MA E� L�ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA� CHE
LO SOSTANZIA:
A PADOVA 100 MORTI ALL�ANNO A CAUSA DELL�INQUINAMENTO ATMOSFERICO DA
PM10?
INVIATA UNA DIFFIDA GIUDIZIARIA ALL�ARPAV CHE NON CONTROLLA PROPRIO
QUESTO INQUINANTE: �HA IGNORATO UNA LEGGE IN VIGORE DA PIU� DI 5 ANNI�
Un recente e autorevole studio dell�Organizzazone Mondiale della Sanit�
e dall�ANPA autorizza Legambiente a lanciare un fondato l�allarme: a
Padova, ogni anno, potremmo avere un centinaio di morti causate all�inquinamento
atmosferico da PM10!
Come pu� Legambiente fare una simile, gravissima, affermazione? E� presto
spiegato: il Centro Europeo Ambiente e Salute di Roma dell'Organizzazione
Mondiale della Sanit� (OMS) ha recentemente realizzato uno studio, che
ha stimato l'impatto dell'inquinamento atmosferico urbano sulla salute
dei cittadini in otto citt� (Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze,
Roma, Napoli e Palermo) dove vivono circa 8,5 milioni di persone.
In particolare lo studio ha messo sotto la lente d�ingrandimento un
inquinante ancora poco conosciuto dalla maggioranza dei cittadini: il
PM10 (particelle di polvere di diametro inferiore ai 10 micron). Il
PM10 � utilizzato come indicatore affidabile per lo studio degli effetti
sulla salute dell'inquinamento atmosferico, in quanto numerosi studi
epidemiologici ne hanno dimostrato la pericolosit�. Gli effetti del
PM10 sono proporzionali alle concentrazioni e non sono noti meccanismi
"di soglia", cio� valori al di sotto dei quali non si verifichi un danno
alla salute.
Il PM10 interessa la totalit� dei cittadini (le particelle pi� fini
si diffondono efficacemente anche in luoghi chiusi), e le concentrazioni
riscontrate nelle citt� prese in considerazione dallo studio dell�OMS
sono molto elevate, oltre l�obiettivo di qualit� previsto dalla normativa
vigente.
Lo studio ha preso in considerazione la mortalit� a lungo termine ed
altri effetti a medio e breve termine osservati nel corso di un anno
(1998), come i ricoveri ospedalieri, l'incidenza di nuovi casi di bronchite
acuta negli adulti e gli attacchi d'asma.
Ebbene, i risultati sono drammatici: nel solo 1998, a causa del PM10,
in queste 8 citt�, cio� su una popolazione di 8,5 milioni di abitanti,
lo studio OMS ha stimato la morte di circa 3500 persone, oltre 4.500
ricoveri ospedalieri, 30.000 casi di bronchiti acute ed altrettanti
attacchi d�asma! Le concentrazioni medie di PM10 misurate nelle 8 citt�
sono riassunte nella seguente tabella.
Concentrazioni medie annuali PMIO nelle 8 citt� - 1999 ?g/mc ?g/mc
Limite di legge (obiettivo di qualit�) 40 ug/mc D.P.C.M. 25 novembre
1994
Tutte le citt� presentano concentrazioni di PM10 superiori agli attuali
obiettivi di qualit� dell'aria pari a 40 ?g/mc. (Per altro la futura
normativa europea prevede uno standard di 20 ?g/m). Gli effetti sanitari
considerati sono riportati nella prossima tabella.
Esiti sanitari attribuibili a PM10 (concentrazioni superiori a 30?g/M3),
anno 1998 Esiti sanitari Proporzione sul totale Numero casi attribuibili
sul totale
Mortalit� totale (et�>30) 4.7 3472 Ricoveri respiratori 3.0 1887 Ricoveri
cardiovascolari 1.7 2710 Bronchite cronica (et�>25) 14.1 606 Bronchite
acuta (et�< 15) 28.6 31524 Attacchi d'asma (et�<15) 8.7 29730
IL PM 10 A PADOVA: GRAVISSIMI SCENARI
Ora, supponendo che PADOVA abbia un inquinamento da PM10 simile a quello
delle 8 citt� prese in esame dall�OMS � possibile fare la seguente proporzione.
3500 morti da PM10 su una popolazione di 8.500.000 persone. Il Comune
di Padova ha circa 210.000 residenti, quindi in proporzione POTREBBERO
ESSERE OTTANTASEI I MORTI CAUSATI DAL PM10 OGNI ANNO (ma il dato crescerebbe
se si prendesse in considerazione, come andrebbe fatto, la popolazione
dell�area urbana composta da Padova e i 16 comuni contermini).
Ecco i dati presumibili per Padova per comparazione coi dati rilevati
nelle 8 citt� :
Esiti sanitari Numero casi attribuibili a PM10
Mortalit� totale (et�>30) 86
Ricoveri respiratori 47
Ricoveri cardiovascolari 67
Bronchite cronica (et�>25) 15
Bronchite acuta (et�<15) 779
Attacchi d'asma (et�<15) 735
Roma, Milano e Bologna sembrano citt� non commisurabili a Padova? Ebbene
il dato di una citt� molto pi� vicina a Padova, (e molto pi� piccola)
non � per niente confortante. Mestre registra una media, nel 1999, di
circa 50 ?g/mc di PM10, anche i se i dati sono limitati. Il timore che
a Padova il PM10 atmosferico sia elevato dunque ha un�ulteriore conferma.
Ma a questo punto un interrogativo sar� gi� sorto. Perch� affidarsi
a questo genere di calcoli e non verificare direttamente i dati dell�inquinamento
da PM10 di Padova?
E� quello che Legambiente non ha potuto fare, in quanto l�ARPAV a Padova
(e nel resto del Veneto, a parte i citati rilevamenti a Mestre) non
esegue il monitoraggio del PM10.
LA DIFFIDA CONTRO L�ARPAV
Per questo motivo Legambiente ha diffidato l�ARPAV, nella persona del
Direttore regionale Paolo Cadrobbi e del Direttore Provinciale Claudio
Baldan, dando tempo un mese per mettersi in regola con la legge che
prevede obbligatoriamente il monitoraggio del PM10. E puntualmente,
allo scadere del termine previsto dall�art. 328 c.p. (un mese appunto),
in difetto di risposta o di ottempreanza alla legge scatter� la denuncia
alla Magistratura.
Anche perch� in questo caso non ci possono essere scusanti di sorta:
infatti � evidente, alla luce dello studio OMS, che a fini del controllo
dell�inquinamento e della prevenzione collettiva di valenza ambientale
e sanitaria, compiti a cui l�ARPAV � tenuta dall�art. 5 della L.R. 18
ottobre 1996 n. 32 (Norme per l�istituzione ed il funzionamento dell�ARPAV
), il monitoraggio del PM10 risulta di fondamentale importanza.
Non solo, ma � almeno da 5 anni che la normativa in vigore sulla qualit�
dell�aria impone di monitorare il PM10: dal D.M. 25 novembre 1994, confermato
dal Decreto del Ministro dell�Ambiente 21 aprile 1999 n. 163, al Decreto
Legislativo 4 agosto 1999, n. 351 (Attuazione della direttiva 96/92
CE).
Infine � l�art. 3, comma 2, lettera b. della Legge Regionale istitutiva
dell�ARPAV (18 ottobre 1996 n. 32) e l�allegato 2 del regolamento attuativo
che sancisce come compito istituzionale obbligatorio da parte dell�ARPAV
effettuare il controllo della qualit� dell�aria.
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