8.Fine di un'epoca
Nel 1954 avviene una vera e propria rivoluzione nel ciclismo.Grazie a un'idea di Fiorenzo Magni,per la prima volta la Federazione autorizza il fatto che le squadre possano essere sponsorizzate,oltre che da case costruttrici di biciclette,anche da altre industrie commerciali.
Cos�,accanto alle tradizionali squadre come Bianchi,Legnano,Bottecchia,Frejus,Atala,si va ad aggiungere la Nivea-Fuchs,formazione nella quale milita appunto Magni.
L'idea fu peraltro appoggiata da un po' tutti i corridori,che intravedevano nelle nuove sponsorizzazioni la possibilit� di avere stipendi pi� sostanziosi,esigenza sentita forte soprattutto dai gregari.
La stagione si apr� con la vittoria,a sua insaputa,di Rik Van Steenbergen nella Milano-Sanremo.Il belga,infatti,credeva di disputare un'accademica volata per il quarto posto,non essendosi accorto che i fuggitivi Filippi,Remy e Ockers erano stati ripresi.
Il Giro d'Italia vede la rivincita svizzera.Ma non � Koblet a vendicarsi dell'anno precedente.
Coppi perde 11 minuti in una tappa a causa da un'intossicazione creatagli dai frutti di mare che aveva mangiato il giorno prima. Poi nella Napoli-L'Aquila vanno via due corridori di secondo piano,Nino Assirelli e lo svizzero Carlo Clerici,che arrivano al traguardo con 34 minuti di vantaggio sul gruppo che inspiegabilmente lascia fare. Clerici conquista la maglia rosa,che non lascer� pi� fino a Milano. Coppi vince la tappa di Bolzano,ma ormai � troppo staccato per recuperare. In pi�,nella Bolzano-St.Moritz,arriva il cosiddetto "sciopero del Bernina". In pratica i corridori scalarono il temuto Bernina andando "a spasso",cio� ad andatura modesta,senza che ci fosse lotta,fra la delusione dei tifosi,che dopo la fuga-bidone di Clerici si aspettavano almeno qualche bella azione dai campioni che quel giorno avevano dormito. Addirittura la Federazione Italiana per alcuni mesi imped� ai corridori italiani di gareggiare all'estero,perch� riteneva non sussistere "le garanzie necessarie per un loro comportamento in corsa tale da tutelare il buon nome e il prestigio del ciclismo italiano".
Per la prima volta il ciclismo aveva deluso anche i tifosi,dopo annate epiche. E allora nessun italiano va al Tour che viene vinto,con un'altra azione decisiva sull'Izoard,da Louison Bobet, che si aggiudica poi anche il campionato del mondo.Nella fuga decisiva del mondiale c'� anche Coppi che deve difendere il suo titolo,ma al penultimo giro cade e perde il contatto dai migliori. Si rifar� a fine stagione vincendo il Giro di Lombardia.
La stagione 1955 si apre con la vittoria del belga Derijcke nella Milano-Sanremo.
Il vecchio Stan Ockers,ormai trentacinquenne,vince la Liegi-Bastogne-Liegi e la Freccia Vallone.Poi a fine stagione sorprender� tutti vincendo epicamente il Campionato del Mondo che si disputa a Frascati.Esce dal gruppo insieme al laziale Monti per andare a riacciuffare un gruppetto di fuggitivi che ha 8 minuti di vantaggio.Poi attacca ancora e vince.Il tutto negli ultimi 80 chilometri di gara.
La beffa dell'anno si verifica per� al Giro d'Italia. Il venticinquenne Gastone Nencini � la maglia rosa e ormai sembra impossibile spodestarlo.Ha conquistato la maglia nella cronometro a squadre e l'ha difesa sulle Dolomiti.Nella tappa Trento-San Pellegrino,che � la penultima della corsa,Fiorenzo Magni,che � secondo in classifica,prova un ultimo disperato attacco.Lo raggiungono Coppi e proprio Nencini.La fuga riesce,ma ad un certo punto Nencini fora.I meccanici perdono troppo tempo per cambiare la ruota,cosicch� Magni decide di insistere con Coppi passivo a ruota. Nencini si lancia all'inseguimento ma il suo distacco dai primi due rimane costante intorno al minuto. Il suo direttore sportivo gli consiglia allora di aspettare il gruppo,che per� � distanziato di 4 minuti,per essere aiutato dai suoi compagni di squadra. Nencini trova l'aiuto dei compagni,e Magni quello di Coppi che nel frattempo si decide a collaborare. Nencini fora ancora due volte,proprio quando il suo distacco sembra calare. Alla fine i due "grandi vecchi" riescono nel loro tentativo:Coppi vince la tappa,Magni il Giro d'Italia,e a Nencini,che fa buon viso a cattiva sorte,non resta che accontentarsi del terzo posto finale. Ma quella di Magni fu una prodezza,una azione perfida o semplicemente, nel bene e nel male,la corsa ?
Bobet vince per la terza volta consecutiva il Tour de France,nel quale il miglior italiano � Fornara,quarto.Ma il buon Pasqualino Fornara
prediligeva soprattutto le corse elvetiche:vinse difatti per 4 volte il Giro di Svizzera e per 1 il Giro di Romandia.
Intanto Coppi alla fine della stagione riconquista il titolo italiano,aggiudicandosi la Tre Valli Varesine,il Giro di Campania e il Giro dell'Appennino.
Il Giro del 1956 sembra avviato ad essere vinto da Fornara.Almeno fino alla terz'ultima tappa,che porta i corridori da Merano alla cima del Monte Bondone. Sul passo Rolle � il lussemburghese Charly Gaul ad attaccare,ma � poi ripreso e staccato. Il tempo peggiora incredibilmente.Sul Bondone i corridori incontrano una vera tormenta di neve e di freddo polare.Molti corridori,colpiti da principio di assideramento si ritirarono:fra questi la maglia rosa Fornara,Defilippis(che era quarto in classifica),Astrua(sesto),Buratti(ottavo),Boni (nono) e Nencini(decimo).
Scrisse il giornalista Orio Vergani:"Ho visto piangere uomini ridotti a maschere di fango.Ne ho visti cadere di piombo come stecchiti,al margine della strada del loro forsennato calvario. Ho visto un gruppo di uomini,resi squallidi e quasi folli dalla pi� dura e dalla pi� spietata delle fatiche,resistere ai colpi di maglio della cattiva sorte".
Nella tormenta spunt� proprio quel lussemburghese Gaul,che al mattino era undicesimo in classifica,stremato e mezzo congelato ma vittorioso.Era un campione meteorologico:andava a gonfie vele col freddo,si scioglieva al sole.Storica fu in quel Giro l'immagine di Magni che concludeva la corsa con una spalla rotta:us� un nastro tenuto stretto fra i denti e legato al manubrio per governare la bicicletta.
Il record dell'ora di Coppi viene battuto per 2 volte:prima dal francese Anquetil,poi,a sorpresa,da un dilettante italiano:Ercole Baldini,che porta il record a km.46,394.A settembre poi,Baldini vincer� anche la prova in linea alle Olimpiadi.
Il Tour,orfano di Bobet,viene vinto clamorosamente dal francese di origine polacca Roger Walkowiak,che s'inserisce in una fuga bidone che gli permette di guadagnare 18 minuti sul gruppo dei migliori.Ma la sua stella smetter� di brillare in poco tempo.
Angelo Conterno � il primo italiano ad aggiudicarsi il Giro di Spagna.
A fine stagione il Lombardia:Coppi si lancia in fuga sul Ghisallo col giovane Ronchini. Forse pu� essere la sua quinta vittoria.Nel gruppo passa in macchina la "dama bianca",che rivolge agli altri corridori,in particolare a Magni,un gestaccio provocatorio. Ed allora � proprio Magni a scatenare l'inseguimento,che riesce,a 11 chilometri dall'arrivo. Per il grande Fausto c'� ancora la volata:sembra potercela fare,ma proprio negli ultimi metri � bruciato dal francese Derrigade.Il Campionissimo a fine gara � piangente:� forse stata la sua ultima possibilit� di vincere il Lombardia.
A fine anno muore dopo un incidente sulla pista di Anversa l'ex-iridato Stan Ockers.
Nel 1957 Gastone Nencini riesce a vincere il Giro d'Italia,prendendosi una bella rivincita dopo la beffa di due anni prima. Ed anche questa volta il Giro si decide in maniera clamorosa. Nella Como-Bondone,diciannovesima tappa,Gaul � maglia rosa. In localit� Ospitaletto,Gaul si ferma a fare bisogni "fisiologici".Ed allora si scatena l'attacco di Bobet, cui si agganciano Nencini e il neoprofessionista Baldini.Il gruppo si fraziona,Gaul rimane attardato,alla fine arriver� in cima al Bondone con dieci minuti di ritardo dai primi. Nencini prende la maglia e la difende fino alla fine con 19" di vantaggio su Bobet,con Baldini terzo.
I corridori del Nord-Europa dominano ormai le gare in linea e le classiche:in particolare con Van Steenbergen,che vince per la terza volta il campionato del mondo,con De Bruyne e con Van Looy. Al Tour vince Jacques Anquetil.Imposta un modo di correre totalmente nuovo, che alla lunga si riveler� noioso.Attacca in pianura,dove � fortissimo,vince a cronometro e si difende sulle grandi montagne.
In Italia la gente vede in Ercole Baldini il nuovo campionissimo:si aggiudica il campionato italiano e il trofeo Baracchi,una cronometro a coppie insieme a Coppi.
E' il '58 l'anno in cui Baldini esplode.Conquista il Giro d'Italia,dominando le tappe di Boscochiesanuova e di Bolzano,dopo avere gi� sbaragliato il campo nella cronometro di Viareggio,dove va talmente forte da mandare fuori tempo massimo diversi corridori.
Si aggiudica il campionato italiano,e poi anche il Campionato del Mondo a Reims.
La fuga buona del mondiale va via dopo pochi giri con l'olandese Voorting,con Bobet e con Nencini. L'olandese ben presto perde contatto. Nencini si sacrifica e fa un ritmo forsennato per sfiancare Bobet.Quando Nencini non ha pi� forze,al penultimo giro del circuito,Baldini parte all'attacco e Bobet non riesce a stargli dietro.Al traguardo Baldini ha 2'9" su Bobet.
Ormai "la locomotiva di Forl�" � al suo apice. E' un passista potentissimo,che in quel 1958 va forte anche in montagna,terreno a lui non ideale. Ma la sua stella da l� in poi non briller� pi� cos� lucente. Gaul vince il Tour del '58 nella tappa di Aix-les-Bains,approfittando ancora una volta di una giornata tremenda dal punto di vista meteorologico. Il nostro Vito Favero alla fine si piazza secondo,davanti al francese Geminiani,che ormai sembrava avere la corsa in pugno.
Nel 1959 Gaul vince ancora il Giro d'Italia:Baldini non � pi� in forma,Nencini � in crisi sull'Abetone.Anquetil pare il favorito d'obbligo,ma il piccolo scalatore lussemburghese,che spinge sempre rapporti cortissimi,fugge sul Piccolo San Bernardo e fa sua la corsa.
Al Tour � la volta di un altro scalatore:Federico Martin Bahamontes. Si tratta d'un personaggio sul quale vale la pena di spendere qualche parola in pi�. Raramente un corridore che andava cos� forte in salita,riusciva poi ad andare altrettanto piano in discesa. Una specie di Don Chisciotte su due ruote:lasciava la compagnia su tutte le salite,per poi arrivare in vetta ed essere attanagliato da gigantesche paure.Le discese pirenaiche,alpine,dolomitiche gli parevano delle voragini. Preferiva aspettare allora qualche altro corridore,e con questo proseguire. Si narra che una volta,sul Col de la Romeyere,il "caballero dalla triste figura", come era soprannominato,aveva come al solito staccato tutti.In cima non soltanto si ferm�,ma scese dalla bicicletta,entr� in un bar,compr� un gelato,risal� in sella e lentamente affront� la discesa,leccando il suo sorbetto,finch�-come lui desiderava-non venne raggiunto.
Cos� facendo era difficile vincere i Tour de France.Ma in quel 1959,sullo stesso colle dove qualche anno prima aveva preferito il gelato alla vittoria,divent� un
leone. Vol� in picchiata verso Grenoble che pareva veramente un'aquila,"l'aquila di Toledo",appunto,un altro dei suoi soprannomi,e conquist� la maglia gialla.
Il 1960 si apr� con la drammatica notizia della morte di Fausto Coppi. Il Campionissimo si spense alle 8.45 del 2 gennaio,a causa di una malaria che i medici non riconobbero e non curarono.La malattia fu contratta durante un viaggio in Africa che Coppi fece alla fine di dicembre."L'Airone ha chiuso le ali",scrisse Orio Vergani.Va detto che Coppi era ancora in attivit�,ed anzi aveva in progetto quell'anno di correre in una squadra con Gino Bartali come direttore sportivo. Non gli fu possibile.Non riusc� mai a staccarsi dalla bicicletta. Fu molto amato dalla gente,che vedeva in lui realizzare imprese che nessun altro riusciva a fare. E vedeva anche quanto quelle fatiche gli costavano.Il suo volto infossato,il sorriso sempre sofferente anche dopo una vittoria.
Belle le corse a tappe disputate nel 1960. Al Giro,� Romeo Venturelli,quello che doveva diventare un nuovo campionissimo,a prendere la maglia rosa battendo a cronometro Anquetil. Ma dopo pochi giorni,quando si scalava il Terminillo,si ritir�,a causa di dolori intestinali.E l� fin� anche la sua carriera ad alto livello.
Il Giro sembrava deciso a favore del francese,e si arriv� alla tappa Trento-Bormio,con Anquetil che aveva 3 minuti di vantaggio su Nencini.Quella tappa prevedeva la scalta del Gavia. Il protagonista fu Imerio Massignan,che per� incontr� lungo la strada la sfortuna pi� nera:for� due volte e la tappa and� a Gaul.Intanto dietro gli uomini di classifica battagliavano:lungo la discesa del Gavia,terribile quanto la salita,Nencini,spericolato come sempre,tent� il tutto per tutto:e difatti stacc� Anquetil,ma non riusc� a togliergli il primato per soli 28 secondi.
Cos�,al Tour,il commissario tecnico Binda decide di puntare come capitano proprio sul toscano.
Nella tappa St.Mal�-Lorient,si buttano in una fuga proprio Nencini,con il francese Rivier�,
che due anni prima aveva battuto il record dell'ora di Baldini in due occasioni,il tedesco
Junkermann e Adriaenssens.Guadagnano un quarto d'ora sul gruppo. Il Tour si decide fra loro quattro. A Pau vince Rivi�re e Nencini conquista la maglia gialla. La sfida rimane aperta a loro due.Nella discesa di Perjuret,Nencini rischia come al
solito. Rivi�re tenta di seguire l'italiano che ha un passo troppo forte per lui.Finisce in un burrone e l� inizia il suo calvario,prima come atleta,perch� a soli 24 anni finisce la sua carriera,e poi come uomo. Rimane paralizzato. Nencini fila via verso la vittoria finale del Tour,precedendo un altro italiano,il ligure Graziano Battistini.
Per Nencini � la definitiva consacrazione.Fu un campione amato dalla gente,per il modo coraggioso di affrontare la corsa,sempre e comunque,dovunque vi fosse la possibilit� di attaccare,spendendo una quantit� di energie che per altri sarebbe stata insopportabile.
Forte in salita e sul passo,uno dei migliori discesisti di tutti i tempi nella storia del ciclismo.
Torna alla storia del ciclismo