Storia del ciclismo
Storia del ciclismo
7. Coppi & Bartali
A correre si torner� solo alla fine del 1945,verso quella che sar� l'epopea del ciclismo,
soprattutto in Italia. Un dualismo accesissimo,Coppi o Bartali,Bartali o Coppi.
Perch� in quegli anni ebbe un cos� vasto successo il ciclismo ? La risposta giusta sembra darla Sandro Picchi,nella sua "Storia Illustrata": "La formula � semplice e fragorosa:i campioni giusti al momento giusto.Agli italiani appena usciti dalla guerra,il ciclismo propone non solo i suoi uomini pi� straordinari,ma anche gli stessi identici sapori,le stesse identiche componenti del quotidiano vivere di quei giorni.La strada,la fatica,la bicicletta,la discussione,la divisione,vale a dire gli elementi fondamentali del ciclismo-e soprattutto di quel ciclismo-sono in fondo gli stessi in cui s'imbatte la gente tutti i momenti,in quei giorni che sono cos� semplici nei modi,e cos� complicati nei fatti."
L'inverno del 1946 Fausto Coppi lo passa ad allenarsi in modo rigoroso,quasi scientifico, aprendo quasi un'epoca nuova sotto questo punto di vista.Il Campionissimo,che nel frattempo ha abbandonato la squadra di Bartali per passare alla Bianchi, si presenta all'apertura della stagione,alla Milano-Sanremo,con 7000 chilometri di allenamento nelle gambe.La rivoluzione di Coppi da questo punto di vista non � solo nel modo di allenarsi,ma anche nella sua cura meticolosa della bicicletta e nell'attenzione all'alimentazione.
Decide di attaccare in partenza,sperando che gli altri grossi calibri del plotone non reagiscano alla sua iniziativa. Fausto fugge in partenza con alcuni altri corridori,ma gi� sul Turchino decide di abbandonare la compagnia del francese Teisseire,ultimo a resistergli,per volare solitario verso Sanremo."Un uomo solo al comando:la sua maglia � bianco-celeste,il suo nome � Fausto Coppi":cos� Mario Ferretti apre la sua radiocronaca con una frase destinata a rimanere celebre.Tutto solo lungo le strade della Riviera,al traguardo precede di 14 minuti proprio Tesseire e di 18 minuti il gruppo battuto in volata da Ricci.
Sempre nel 1946 torna il vero Giro d'Italia,gi� ribattezzato Giro della Rinascita.
E' Bartali ad avvantaggiarsi nella prima parte,pur senza vincere nessuna tappa.Sulle Dolomiti � per� Coppi a preparare il contrattacco.Nella tappa Auronzo-Bassano,sul Falzarego,Bartali attacca,Coppi risponde,ed i due si staccano dal resto del gruppo.Ma al momento di affrontare le scale di Pocol,dovendo cambiare rapporto,Bartali "s'imbriglia con le dita" e perde terreno.Di colpo va in crisi e Coppi arriva ad avere anche 5 minuti di vantaggio e virtualmente la maglia rosa.Ma qui esce la tenacia di Gino:aspetta un gruppetto di corridori che sono dietro di lui,e approfitta della loro collaborazione,in particolare di quella dell'ex-nemico Bini,per limitare i danni a 1 minuto e 12 secondi.
Anche nella successiva tappa,la Bassano-Trento,vinta da Ronconi,c'� un attacco di Coppi, che guadagna altro terreno su Bartali,che per� riesce,per soli 47 secondi,a mantenere la maglia rosa. Ed alla fine sar� proprio Bartali,il vecchio Bartali,a vincere il Giro sul pi� giovane Coppi.Che si rifar� a fine stagione col Giro di Lombardia e il gran Premio delle Nazioni,gara a cronometro nella quale Fausto conferma la grande prestazione del record dell'ora.Per ritrovare il Tour de France in versione ufficiale dovr� passare ancora un anno.
Nel 1947 Fausto Coppi si consacra definitivamente.Stupisce soprattutto la sua capacit� di vincere su ogni traguardo,specie con lunghe fughe solitarie.
E Coppi questa volta il Giro d'Italia finalmente lo vince.Stesso scenario dell'anno precedente,il Falzarego,nella tappa Pieve di
Cadore-Trento. Bartali ha in classifica 3 minuti di vantaggio su Coppi,un vantaggio che ai pi� pare incolmabile su un terreno,la salita,che � il preferito da Gino.In cima alla salita a Bartali salta la catena,e il toscanaccio cade.Coppi ne approfitta per avvantaggiarsi,ma nella discesa anche a lui salta la
catena. Bartali si butta all'inseguimento ed arriva fino a poche centinaia di metri da Coppi.Lo vede,ma non riesce ad agganciarlo,cos� Coppi aumenta ancora il vantaggio sul Pordoi ed arriva,solo,al traguardo con 4 minuti e 24 secondi di vantaggio,e la maglia rosa sulle spalle.E' il suo secondo Giro.
Altre vittorie di Coppi sono bellissime quell'anno:il Giro dell'Emilia,vinto con 10 minuti di vantaggio su Bartali e 14 su Martini. Ancora primo,e solo,al Giro del Veneto dopo 170 chilometri di fuga.Ed ancora primo al Lombardia con 5 minuti su Bartali.
Un Bartali la cui impresa pi� bella quell'anno � nella Milano-Sanremo,vinta in una giornata di bufera,dopo avere recuperato 8 minuti di svantaggio nei confronti del fuggitivo Cecchi.
Al Tour de France non va una squadra italiana ufficiale,ma una guidata dal giornalista Giardini dall'ammiraglia. In quella squadra non ci sono n� Coppi n� Bartali,ma prima dell'ultima tappa � in testa un italo-francese di quella
formazione,Brambilla. Ma proprio l'ultimo giorno,nella tappa che porta a Parigi,il bretone Jean Robic,il mitico "testa di vetro",con un attacco,riesce a scalzarlo e a vincere il Tour senza aver mai indossato la maglia gialla nei giorni precedenti.
Il 1948 si apre con la puntuale vittoria in solitario della Milano-Sanremo da parte di Fausto Coppi. Il Giro vede ai nastri di partenza un Bartali appannato,mentre Coppi,con tutta la sua squadra si ritira per protesta al termine della tappa che arriva a Trento.Motivo ? Facciamo un passo indietro. Il leader della classifica era in quel momento quello che diverr� in quegli anni il terzo uomo del ciclismo italiano: Fiorenzo Magni. Il quale,nella tappa Cortina d'Ampezzo-Trento,lungo i colli da scalare ricevette numerose spinte. La Giuria riconobbe il fatto che quelle spinte erano organizzate,a carattere preordinato,e penalizz� Magni di due minuti.Troppi pochi,a giudizio di Coppi,e del clan della Bianchi.
Magni poi vincer� quel Giro,ma all'arrivo dell'ultima tappa,al Vigorelli di Milano,fu subissato dai fischi della gente.
L'impresa dell'anno si verifica per� al Tour de France. Coppi non fa parte della squadra italiana,guidata per la prima volta dall'ammiraglia da Alfredo Binda. Il capitano � Bartali, che ormai ha 34
anni. E a 34 anni nel ciclismo � quasi tempo di pensare alla pensione.
La prima tappa per� � proprio appannaggio di Bartali,che indossa subito la maglia gialla.
Ma pian piano scivola indietro in classifica ,fino ad avere oltre venti minuti di ritardo dal leader Bobet,un giovane francese che diverr� un campione.
La prima tappa dei Pirenei arriva a Lourdes,e quella tappa non pu� che essere vinta proprio dal pio Bartali,che inizia cos� a recuperare anche in classifica.Vince anche il giorno seguente, approfittando anche del fatto che Bobet ha una infezione ad un piede.
La tappa successiva prevede la scalata del Col du Turini,che sar� poi reso celebre dal rally di Montecarlo.E qui a sorpresa Bobet si riscatta,rifilando 8 minuti al vecchio Gino,penalizzato da una foratura nella quale � stato male assistito,che ora ha 21 minuti di ritardo in classifica. Per Gino il Tour � perso,sembrano dire i giornalisti italiani,che gi� in massa ritornano a casa.
In Italia frattanto sono i terribili giorni dell'attentato al leader comunista Palmito Togliatti.
E' il 14 luglio,giorno di riposo al Tour. Bartali dice che se Togliatti muore la squadra ritorna in Italia:per cui la tappa del giorno seguente andava corsa alla morte,come se fosse l'ultima.
E la sera gli telefona anche De Gasperi,presidente del Consiglio,dicendogli che una sua vittoria sarebbe importante.
Nella Cannes-Brian�on cinque colli da scalare,e Gino segue lo scatenato Robic,per poi stravincere la tappa che prevede la scalata al Vars e all'Izoard. Bobet arriva al traguardo quando Bartali � gi� in albergo,e il francese conserva la maglia gialla per soli 51".
Il giorno seguente si arriva a Aix Les Bains,attraverso la scalata del col du Telegraphe,del Galibier,della Croix de Fer ,del Porte.
In una giornata infernale,con vento e neve, � ancora Bartali a stravincere,rifilando 8 minuti a Bobet e conquistando la sospirata maglia gialla.
E il giorno seguente a Losanna ancora un successo del toscano.Intanto le condizioni di Togliatti migliorano,e c'� chi sostiene che le sue imprese al Tour abbiano contribuito a lenire le tensioni enormi nel paese,che era sull'orlo della guerra civile.
Alla fine fu un trionfo di Bartali,che vinse in totale 7 tappe,e al ritorno in Italia fu ricevuto dal presidente Einaudi e dal Papa.Disse Pio XII:"Bartali � un campione dell'Italia e della fede".Bartali rivinceva il Tour a 10 anni di distanza dalla prima affermazione:nessuno riuscir� mai ad eguagliarlo.
Al mondiale del Valkenburg,raggiunge il culmine la rivalit� fra Coppi e Bartali,che si controllano inspiegabilmente a vicenda,pi� attenti a stare l'uno alla ruota dell'altro che a quello che avviene in corsa. Vince Schotte,con i due italiani che si ritirano; i due vengono puniti dalla Federazione con una squalifica,che non impedisce comunque a Coppi di vincere il Giro di Lombardia.
Il 1949 � la grande annata di Fausto Coppi.Comincia alla grande la stagione imponendosi nella Milano-Sanremo ancora una volta in solitario quasi con facilit�.
Il Giro d'Italia si decide praticamente in una tappa sola,la Cuneo-Pinerolo,che prevede la scalata dei colli della Maddalena,del Vars,dell'Izoard,del Monginevro e del Sestriere.
E' il 10 giugno,e Fausto Coppi fa una delle pi� grandi imprese della sua carriera.
Parte a met� della Maddalena,andando a riprendere e staccare il fuggitivo Volpi,per poi scalare da solo gli altri quattro colli. Alla fine saranno 192 chilometri di fuga. Coppi incanta tutti,precedendo di 12 minuti Gino Bartali. Primo Coppi,secondo Bartali,� anche l'ordine d'arrivo finale di quel Giro.
Si parte per il Tour,che allinea per la prima volta al via Coppi,e sia Coppi che Bartali.
Come potranno coesistere i due grandi campioni dopo i fatti del Valkenburg dell'anno prima? Qui � il commissario tecnico Alfredo Binda a fare un miracolo:fare andare d'accordo i due protagonisti.Per capire quanto accadde,facciamo il classico passo indietro.
Gi� nell'inverno Binda aveva pensato che al Tour si sarebbe potuti andare con due capitani, ma per evitare inconvenienti era meglio prendere accordi per tempo. Perci� a febbraio s'era svolto un "summit" a Chiavari,alla presenza di Rodoni,presidente della federazione,Binda, commissario tecnico,Coppi,Bartali,e Magni,capitano della formazione dei cadetti,una sorta di squadra B italiana.Gli accordi furono quelli che Coppi e Bartali non si sarebbero danneggiati fino ai Pirenei,e non si sarebbero inseguiti se uno dei due fosse stato in fuga,a meno che nella fuga stessa ci fosse stato qualche altro uomo pericoloso per la classifica.
Nella quarta tappa,la Rouen-St.Mal�,Coppi � in fuga con un altro gruppetto di corridori con 9 minuti di vantaggio sul
gruppo. A un tratto uno spettatore si sporge per dare da bere al corridore Marinelli,che perde l'equilibrio e cade,coinvolgendo anche Coppi.
La bici del campionissimo ha la forcella rotta:qui Coppi,a volte fragilissimo nel morale,come tutti i campioni purosangue,� colto da una crisi di sconforto.Il suo tentativo sembra andare in fumo,gli forniscono una bici di riserva,quella del compagno Mario Ricci,ma lui non la vuole perch� non ha le sue misure e i rapporti del cambio non sono quelli che vuole lui.La sua bici di riserva � sull'ammiraglia di Binda,che per� � indietro a fornire il rifornimento agli altri corridori italiani ancora nel gruppo.Quando Binda arriva con la bicicletta,Coppi � in piena crisi:le gambe non ne vogliono pi� sapere di girare,vuole ritirarsi.Bartali e Magni lo incitano a continuare,poi lo lasciano al suo destino per non perdere le ruote dal gruppo,perch� ormai Fausto � alla deriva.
"E' colpa tua,caro Binda,che mi hai abbandonato"pensa Coppi,sempre pi� convinto ormai di fermarsi. "Anche lei"-urla a Binda-"� andato a casa,quando � venuto al Tour". La risposta di Binda � non meno vibrante:"Gi�,ma � la sola cosa di cui mi sono pentito in tutta la mia carriera". Il ritardo di Fausto aumenta fino ad arrivare al traguardo con un distacco di 36 minuti dalla maglia gialla che � diventato Marinelli.
Anche in albergo Coppi manifesta i suoi propositi di ritiro:ma lo convincono a continuare almeno fino alla prova a cronometro,specialit� nella quale Fausto eccelle,e pu� riprendersi.
E a cronometro Coppi vince infatti,e decide di continuare.Da qui in poi funziona la perfetta alleanza tra lui e Bartali. Nella tappa Cannes-Brian�on,i due partono in tandem e schiantano il francese Robic:addirittura Bartali fora,ma Coppi lo aspetta e gli lascia vincere la tappa:� del resto il giorno del compleanno di Gino,che cos� prende anche la maglia gialla.
Poi un'altra tappa di montagna,la Brian�on-Aosta vede ritrovarsi soli al comando Coppi e
Bartali. E ancora una foratura con caduta di Bartali in discesa:Gino si tocca la spalla,Binda lo soccorre,mentre Coppi rallenta:Bartali ci tarda a riprendersi,e gli avversari con Robic si riavvicinano:perci� Binda d� via libera a Coppi di proseguire da
solo. E Fausto vince la tappa e soffia la maglia gialla a Bartali. Vincer� anche la crono di Nancy,aggiudicandosi la vittoria finale,e realizzando l'accoppiata Giro-Tour per la prima volta.
E' una stagione nella quale nulla sfugge al campionissimo:come detto Sanremo,Giro,Tour e poi ancora Lombardia e campionato italiano. Agli altri rimane poco: Magni si aggiudica il Giro delle Fiandre,e Serse Coppi,fratello di Fausto,si aggiudica la Parigi-Roubaix.
E' una vittoria fortunosa obiettivamente:erano in testa tre corridori che,a causa di una errata segnalazione,sbagliarono strada negli ultimi chilometri:furono squalificati e la vittoria and� a Serse Coppi,che vinse la volata del
gruppo. A distanza di qualche mese,per�,al fianco di Serse fu posto,nell'albo d'oro,anche il nome di Mah�,che vinse la volata fra i tre sfortunati fuggitivi,e che senza quell'errore,di cui era incolpevole,avrebbe senz'altro vinto.
Il mondiale va a Rik Van Steenbergen,che batte allo sprint Kubler e il solito Coppi.
Il 1950 si apre con la vittoria del vecchio Gino Bartali nella Milano-Sanremo:il toscano beffa tutti in volata,fra cui fior di sprinters come Van Steenbergen. Magni rivince il Giro delle Fiandre,che presenta per la prima volta nel suo percorso la scalata del muro di Grammont,pendenza del 18%:e proprio qui Magni,non scalatore,riesce a fare la differenza. Anche Coppi inizia bene la stagione vincendo anche due importantissime corse del Nord:la Parigi-Roubaix e la Freccia Vallone,entrambe,come sempre,per distacco.
E proprio Coppi si presenta come favorito al Giro;nella tappa Brescia-Vicenza per� impressiona favorevolmente lo svizzero Hugo Koblet,che sul Pian delle Fugazze fa il vuoto insieme a Fornara,e si aggiudica la tappa,staccando di 1'20" Coppi e Bartali,e vestendo anche la maglia rosa.
Tutto si decide allora nella Vicenza-Bolzano:in prossimit� delle scale di Primolano Coppi cade e si procura una tripla frattura al bacino.Allora sul Rolle e sul Pordoi va in fuga il francese Robic,che per� � raggiunto da Bartali sul Gardena.Il toscano tenta l'impresa solitaria,ma una foratura lo rallenta ed � raggiunto da Koblet e Robic. Bartali alla fine vince la tappa,ma il Giro � vinto da Koblet su Bartali e Martini.
Al Tour vanno due squadre italiane:quella dei moschettieri,capitanata da Bartali,e quella dei cadetti,capitanata da Fiorenzo Magni. E qui succede il fattaccio.
Gli italiani vincono 5 delle prime 10 tappe,ma sono spesso accusati di essere dei succhiaruote. Bartali � aggredito sull'Aspin:scrive Gino nel suo libro "Tutto sbagliato,tutto da rifare": "La gente pareva impazzita:sputava,lanciava sassi,bastoni,cocci di bottiglia.
Tentai uno scatto,ma fui fermato da degli scalmanati:mi trattennero per il manubrio finch� riuscirono a buttarmi gi� dalla sella,mandandomi a cozzare contro Robic,che ruppe una ruota.Cominciarono a volare pugni e calci;io non potevo scappare e mi difendevo alla meglio". Alla fine,Bartali vince la tappa e Magni conquista la maglia gialla,ma la sera viene deciso,proprio sulla spinta insistente di Bartali,e fra il rincrescimento di Magni che tende a minimizzare l'episodio,di ritirare entrambe le squadre.La vittoria finale al Tour va allora allo svizzero Ferdy Kubler.
Il 1951 � per gli italiani l'anno di Fiorenzo Magni,che inizia col tris nel Giro delle Fiandre: diventa definitivamente il "leone delle Fiandre". La sua vittoria pi� importante � per� al Giro d'Italia,battendo un campo di concorrenti di tutto rispetto,e riabilitandosi ormai al pubblico dopo le polemiche del suo primo successo al Giro. Bartali esce di classifica subito a causa di una caduta nelle prime tappe;Coppi accusa una delle sue crisi nella tappa Roma-Napoli,e proprio qui Magni lo attacca con Kubler e Bobet;Koblet non � brillante come l'anno precedente. E allora Magni si difende con grande coraggio e tenacia sulle Dolomiti,facendo recuperi portentosi in discesa.Alla fine s'aggiudica la corsa rosa precedendo a sorpresa Van Steenbergen,velocista considerato non adatto alle corse a tappe,e Kubler. Ma non solo.Magni vince anche la Milano-Torino,il Giro di Romagna,il Giro del Lazio,il Trofeo Baracchi e il titolo di campione italiano dopo una lunga lotta con Bartali.
Magni � il "terzo uomo" del ciclismo italiano.Come si destreggi� fra due campionissimi come Coppi e Bartali ? Senza lanciare mai apertamente il guanto di sfida a uno dei due,ma con profondo rispetto per entrambi.E quando in qualche corsa si trov� ad attaccare uno dei due,non trov� mai ostacolo dall'altro.
Poco prima del Tour de France,un grave lutto colpisce Coppi:la morte del fratello Serse.
Serse cadde durante il Giro del Piemonte investito da un'auto che procedeva in senso opposto ai corridori,quando si trovava gi� a Pino
Torinese. Riusc� anche a concludere la corsa,che fu vinta da Bartali,ma al ritorno all'albergo si sent� male e mor� in serata.
Fausto allora,sconvolto dalla notizia,non voleva partecipare al Tour.Non solo,voleva anche abbandonare la bicicletta.Alla fine fu convinto a malavoglia a partire per la Francia,ma il suo rendimento fu scadente,come quello di tutta la squadra italiana,il cui elemento migliore fu Bartali,ormai trentasettenne,che si piazz� quarto,alle spalle di Koblet,Geminiani e Lazarid�s.
Intanto grandi progressi fa il francese Louison Bobet,che si aggiudica sia la Milano-Sanremo che il Giro di Lombardia. Al mondiale,a Varese,Magni � beffato in volata da Kubler.
Il nostro potente passista Toni Bevilacqua vince la Parigi-Roubaix.
Nel 1952 Fausto Coppi torna prepotentemente alla ribalta,realizzando per la seconda volta la doppietta Giro-Tour.Nelle classiche di inizio anno,Loretto Petrucci vince la Milano-Sanremo,Ferdy Kubler la Liegi-Bastogne-Liegi e la Freccia Vallone,e Rik Van Steenbergen la Parigi-Roubaix,andando a riprendere Coppi in fuga e battendolo allo sprint.
Coppi al Giro ha ben poca resistenza,vince quasi con facilit�,i suoi avversari sono opachi:il
secondo,Magni,� relegato a 9 minuti di distacco in classifica. In vista del Tour,ancora polemiche fra Bartali e Coppi,che chiede che il toscano non faccia parte della squadra nazionale.Alla fine viene fatto un incontro risolutore della situazione a Recanati:tutti e due saranno in corsa. Nei primi giorni la maglia gialla cambia pi� volte padrone,ed � indossata,fra gli altri da Magni e da Carrea. Coppi vince la cronometro di Nancy,poi si impone all'Alpe d'Huez e prende la maglia. Altra tappa in salita al Sestriere,e Coppi si scatena ancora umiliando quasi gli avversari. Gli organizzatori del Tour decidono allora di raddoppiare il premio per il corridore che si classificher� al secondo posto,al fine di riuscire a creare ancora spunti interessanti per la corsa,visto che praticamente il Campionissimo � fuori concorso. Ed allora Robic compie una bella impresa vincendo ad Avignone,dopo aver scalato in solitudine il Mont Ventoux.Ma � un fuoco di paglia,perch� Coppi torna a vincere ancora a Pau e al Puy de Dome,dando il colpo di grazia definitivo agli avversari.Alla fine Ockers sar� secondo a 28 minuti,Ruiz terzo a 34 minuti e Bartali quarto a 35 minuti.
A Coppi sfugge solo ormai il campionato del mondo.Ma nel '52 il percorso � troppo facile, interamente pianeggiante,ed a vincere � il semi-sconosciuto svizzero Muller: anche Magni � in lotta per la vittoria,ma nella volata finale gli si rompe il sellino proprio a settanta metri dal traguardo e si piazza solo quarto. Qualche colpo di classe lo riserva ancora il vecchio Bartali:vince il campionato italiano a 38 anni e poi anche il Giro dell'Emilia.Qui stacca tutti -compreso Coppi-sull'Abetone,poi � raggiunto in discesa da Coppi e Minardi che per� batte in volata.
Fiorenzo Magni apre la stagione 1953 con la vittoria nella Sassari-Cagliari.Poi Petrucci riesce nel bis alla Milano-Sanremo. Al Giro il campo dei partenti � di tutto rispetto:il duello � fra gli italiani e la formazione nazionale svizzera con Hugo Koblet,guidata dall'ammiraglia da Learco Guerra. E Koblet arriva alle tappe dolomitiche con quasi 2 minuti di vantaggio su Coppi. Si � infatti aggiudicato la frazione a cronometro ed ha limitato i danni nella cronosquadre disputata all'autodromo di Modena.Rimangono due tappe dolomitiche:la prima � la Vicenza-Bolzano. Lo scalatore toscano Primo Volpi attacca a Misurina e sul Falzarego;ma Koblet si lancia in discesa e aggancia Volpi,staccandolo sul Pordoi,sul quale transita per primo.Coppi non si d� per vinto e riacciuffa Koblet sul passo Sella,staccandolo. Ma in discesa ancora Koblet raggiunge il Campionissimo,ed i due si avviano solitari al traguardo,dove Koblet lascia la vittoria a Coppi.Forse � una specie di messaggio pi� o meno implicito:caro Fausto,io ti lascio vincere la tappa,ma domani tu non mi attacchi pi�.
Coppi si dice ormai sicuro della sconfitta,sostenendo di averle provate tutte per distanziare Koblet,senza fortuna. La sera in albergo � assediato dai dirigenti della Bianchi,che gli strappano la promessa di provare almeno ad attaccare lo svizzero nell'ultima tappa di montagna,la Bolzano-Bormio. Si doveva scalare l'inedita salita dello Stelvio. E qui ,una volta preso atto della difficolt� in cui si era trovato Koblet,forse a causa di una bronchite,o di un'asma che si faceva sentire,Coppi stacc� il rivale,compiendo gli ultimi trenta chilometri circa in solitario.
Alla fine della tappa,Coppi � primo e precede a Bormio Pasqualino Fornara e l' intramon-tabile Gino Bartali. Nella classifica finale Coppi precede Koblet.
Al Tour il grande Fausto non va:prima chiede di andare a patto che nella formazione italiana non sia incluso
Bartali, poi preferisce rinunciare per preparare meglio il mondiale. E del resto in quel periodo nasce la sua relazione con la famosa "dama bianca".
Al Tour il migliore degli italiani � Astrua,che si classifica terzo,alle spalle di Bobet e di Mallejac.Il campione francese alla sesta partecipazione ha finalmente l'esperienza necessaria a conquistare il primo di una serie di grandi successi e di trionfi in
montagna. L'Izoard � ancora una volta la montagna decisiva per la corsa.In quel Tour,il grande campione svizzero Hugo Koblet in preda a una crisi sul Col di Soulor,si lancia in discesa,ma in una curva finisce contro un muretto,stramazzando a terra privo di sensi.Non sar� pi� lo stesso di prima.
Il mondiale si disputa sulle strade di Lugano. A met� gara,sono sette uomini di secondo piano in testa,con 3 minuti di vantaggio sul gruppo. Allora Fausto Coppi decide che � il momento di muovere le acque.Esce dal gruppo e rientra sui fuggitivi.Poi al 13�giro lo scossone che frantuma il gruppo di testa:il solo belga Derijcke riesce a stargli a ruota,ma al penultimo giro Coppi decide di lasciarlo sul posto e con una progressione irresistibile arriva,come sempre quando lo vuole,solitario al traguardo,con oltre 6 minuti di vantaggio sul belga. E' il suo ultimo grande successo,l'ultimo che oramai manca ad una carriera perfetta,giunto quando Fausto ha ormai 34 anni. Intanto a fine stagione in due gare a cronometro,a Lugano e al G.P. delle Nazioni,si mette in luce il francese Jacques Anquetil,che si aggiudica entrambe le corse. Ne sentiremo riparlare. A ottobre,mentre si reca a una gara,Gino Bartali ha un incidente in macchina.Come terapia decide di proseguire a correre ancora per un anno.
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