Storia del ciclismo
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6. Coppi

Fausto Coppi
Ma chi era questo Fausto Coppi ? Nacque a Castellania nel 1919,e gi� da giovane s'era impiegato in una macelleria,per la quale eseguiva delle consegne a bordo d'un catorcio di bicicletta.Gli amici lo segnalarono ad un Velo Club,e da l� inizi� la sua avventura nel mondo delle corse. Ben presto capit� fra le mani di Biagio Cavanna,il mitico massaggiatore cieco,che cap� le qualit� di quel ragazzo immediatamente. E il suo esordio fu conteso fra Cavanna e Girardengo,che nel frattempo era venuto a sapere di questo talento. Alla fine sar� "scritturato" da Cavanna,che lo mander� a correre aggregato alla Legnano di Bartali,diretta da Eberardo Pavesi. Debutt� in un Giro del Piemonte del 1939,vinto proprio da Bartali,nel quale Fausto concluse al terzo posto,e ricevette il suo primo stipendio da corridore.Sar� l'inizio di un mito. Dunque,Coppi vince il Giro,ma il giorno dopo la fine della corsa rosa,l'Italia entra in guerra. Bartali domina le classiche che nonostante tutto vengono disputate:in particolare vince la Milano-Sanremo, battendo in volata un gruppetto di 35 corridori,e poi i Giri di Lombardia,del Lazio,della Campania,della Toscana. Nessuna possibilit� di organizzare corse a tappe nel 1941;ma le corse in linea possono essere disputate.Perci� si decide di effettuare un "Giro d'Italia della guerra"nel 1942,una specie di corsa ideale,la cui classifica viene stilata in base ai piazzamenti ottenuti nelle principali classiche italiane:Milano-Sanremo,Giro del Lazio,Giro di Toscana,Giro dell'Emilia,Giro del Veneto,Giro del Piemonte,Giro della Campania e Giro di Lombardia. La vittoria finale va a Gino Bartali con 25 punti davanti a Favalli con 23. L'esperienza fu riprovata nel 1943,ma dopo 4 prove,gli eventi bellici precipitarono e anche il ciclismo dovette arrendersi a quella realt�. Non prima,per�,d'aver visto Fausto Coppi battere il record dell'ora nel 1942 al Velodromo Vigorelli di Milano. Sotto la paura dei bombardamenti,e in un impianto semideserto e buio,con una preparazione improvvisata,una bicicletta normalissima,una maglia di lana. Il record appartiene al francese Archambaud,e per gran parte della prova Coppi � in ritardo rispetto agli intertempi del francese. Poi,grazie pi� che altro alla sua grande classe,Fausto recupera e nonostante una crisi nel finale,riesce a battere il record seppure di soli 31 metri. Coppi il 7 novembre percorre nell'ora 45 chilometri e 798 metri. La fatica di questo record fu talmente tanta che il "Campionissimo" non ritent� mai pi�,neanche nel massimo periodo di fulgore della sua carriera,di migliorare ulteriormente il suo record. Ma,come detto,la guerra port� via tutto.Quel tentativo di Coppi,come altri tentativi di battere record di minore importanza da parte di altri corridori che furono tentati in quegli anni e in quei mesi,era un modo per ritardare un'eventuale partenza per il fronte. E proprio Coppi venne chiamato alle armi,e mandato in Africa,dove � fatto anche prigioniero dagli inglesi. Nessuna protezione,dunque,da parte dello Stato e della Federazione,di un patrimonio cos� importante per lo sport italiano come era il Campionissimo.

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