Storia del ciclismo
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4. Binda
Sulle strade italiane intanto alla stella di Costante Girardengo s'andava opponendo un campione davvero fortissimo:si trattava di Alfredo Binda. Nel 1926 Binda spodesta proprio Girardengo della maglia tricolore,che l'omino di Novi s'era aggiudicato in 9 consecutive edizioni. Dal 1927 sar� poi imbattibile:grande su tutti i terreni,nessuno riusciva a fermarlo in salita. Detiene un record assoluto:� l'unico corridore che sia mai stato pagato per non gareggiare in una corsa: si tratt� del Giro d'Italia del 1930. Ma facciamo un passo indietro:Binda aveva vinto la corsa rosa nel 1925,nel 1927 (vincendo 12 tappe su 15), nel 1928 (vincendone 6 su 12),nel 1929 (vincendo 8 tappe,e consecutivamente, su 14), fallendo solo nel 1926 per una caduta. In quelle edizioni s'aggiudic� anche 26 tappe sulle 41 disputatesi e si piazz� in altre 8 tappe al secondo posto. Insomma,con tutto il rispetto per la bravura del campione c'era di che annoiarsi.Fu cos� che nel 1930 il direttore della Gazzetta dello Sport Emilio Colombo, che organizzava il Giro,convoc� Binda e gli firm� un assegno di 22.500 lire(pari al premio che sarebbe toccato al vincitore) in cambio della sua non partecipazione. Binda accett�. Poche furono le corse che sfuggirono a Binda in quegli anni.Tra gli episodi pi� curiosi di quel periodo va citata la Milano-Sanremo del '27:fu vinta dallo sconosciuto Pietro Chesi,un curioso personaggio ,fra lo stravagante e lo spaccone.Il giorno prima promise ai suoi compaesani la vittoria con frasi del tipo:"Binda ? Non lo vedo neppure". E mantenne la promessa con una fuga da lontanissimo,che,snobbata dai campioni,riusc� a portare a termine nonostante una crisi nel finale,precedendo di 9 minuti proprio Binda. E Girardengo nel frattempo che fa ? Continua a correre,e riesce a prendersi la soddisfazione di battere il grande Binda nella Sanremo del '28. Come detto,nel 1930 Binda non corre il Giro e ne approfitta per presentarsi al via al Tour de France per la prima volta nella sua carriera:sar� anche l'ultima. Dopo aver vinto 2 tappe infatti cade e si ritira,convinto d'aver dato al pubblico francese un sufficiente saggio della sua bravura. Alla corsa francese preferisce di gran lunga il campionato del mondo,che si aggiudica per 3 volte: nel 1927,alla prima edizione della corsa iridata,precede tre italiani sul traguardo di Adenau:Girardengo,Piemontesi e Belloni,in una giornata dal tempo inclemente.Poi rivince ancora il titolo a Liegi nel 1930,e a Roma nel 1932. Cos� Alfredo Martini descrive Alfredo Binda:"Le sue grandi doti di grimpeur gli permettevano di attaccare gli avversari appena iniziava la salita che lui riteneva risolutiva: la sua azione era caratterizzata da uno stile impeccabile che non faceva trasparire nessun segno di fatica.Egli staccava i suoi avversari senza mai scattare,ma con azione progressiva che gli permetteva di fare il vuoto intorno a s�. Difficilmente quando stacc� i suoi avversari in salita,si fece riprendere:conosceva troppo bene la sua forza e quella dei suoi rivali". Nel frattempo,nel 1930,ecco apparire quello che pu� essere il vero avversario di Binda:si tratta di Learco Guerra,che proprio in quell'anno si piazza al secondo posto al Tour de France (che per la prima volta si corre per squadre nazionali) e strappa la maglia tricolore a Binda. Guerra � un combattente nato,fortissimo sul passo,soffre in salita,ma fa poderosi recuperi in discesa. Nel 1931 � proprio Guerra a indossare la prima maglia rosa,che in quell'anno diventa il simbolo del primato al Giro d'Italia. E in quell'anno ottiene il suo pi� grande successo:la vittoria nel campionato del mondo,che si disputa,per la prima ed unica volta,con una prova a cronometro. Proprio le sue eccezionali qualit� sul passo,che gli consentono di primeggiare anche nelle prove contro il tempo, Learco Guerra verr� soprannominato "locomotiva umana". Binda aveva l'apparente freddezza e il naturale distacco dallo sforzo tipici dei fuoriclasse; Guerra era impulsivo e audace,dava l'idea di strappare la vittoria,di andarla a cercare con furore.Ma in realt� Guerra non era una vera alternativa tecnica a Binda. Intanto gli italiani cominciavano a frequentare con maggior successo le strade del Tour de France:proprio il gi� citato Guerra si piazz� al secondo posto sia nel 1930 che poi anche nel 1933,battuto da Speicher.Sempre in quell'edizione si piazz� terzo un italiano che correva nella categoria degli isolati: Martano. Numerose tappe vengono vinte in quegli anni anche dal nostro velocista Raffaele Di Paco, troppo sensibile al fascino femminile per poter dare continuit� al suo rendimento. Nel 1934 ancora Martano sfiora il successo:ma � frenato da una caduta,e si piazza secondo alle spalle del francese Magn�.

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