Storia del ciclismo
Storia del ciclismo




5. Bartali
Nel 1935 cominci� a mettersi in luce un corridore toscano di grande spessore: si trattava di Gino Bartali da Ponte a Ema. Da fattorino di un'officina meccanica,Gino disput� la sua prima gara in una corsa riservata ai ragazzi dai 14 ai 16 anni: puntualmente vinse,ma quella sua prima vittoria coincise con la prima polemica che lo coinvolse :infatti fu squalificato, perch�, seppure per 1 giorno,aveva superato i limiti di et� per la partecipazione a quella gara. Pass� professionista nel 1935 e gi� nella Milano-Sanremo si fece notare andando in fuga e passando solitario sul Capo Berta;qualcuno narra che fu ripreso anche perch� si fece distrarre dal direttore della "Gazzetta",Colombo,che improvvis� un'intervista in corsa. Inoltre una foratura lo releg� al quarto posto,e la corsa and� al ligure Giuseppe Olmo,detto "Gepin". Al Giro d'Italia attacc� spesso in salita,il suo terreno preferito,aggiudicandosi la maglia riservata al miglior scalatore,classifica che era stata introdotta due anni prima.La vittoria del Giro and� a Vasco Bergamaschi,che precedette Martano,Olmo e Guerra. Il 31 ottobre al velodromo Vigorelli di Milano, Giuseppe Olmo � il primo italiano ad impossessarsi del record dell'ora,percorrendo 45 chilometri e 90 metri. Il 22 marzo del 1936 Alfredo Binda conclude la sua carriera a trentaquattro anni,con una drammatica caduta nei pressi di Novi Ligure durante la Milano-Sanremo;Binda � raccolto esanime vicino ai binari del tram:al campione cittigliese viene riscontrata la frattura del femore,e a causa di quest'infortunio non torna pi� in sella. In quell'anno il Giro d'Italia,che vede al via pure il quarantatreenne Girardengo,ha un percorso assai duro. La lotta � fra Bartali e Olmo,che vince dieci tappe.Ma "Ginettaccio" si aggiudica la Campobasso-Aquila con 6 minuti di vantaggio,difendendosi a cronometro nelle quali Olmo lo distanzia sempre. Fu un'edizione nella quale per la prima ed unica volta si schierarono al via di una tappa due corridori in maglia rosa:si trattava di Olmo e di Bini,che avevano il medesimo tempo in classifica generale ed erano appaiati anche nella classifica a punti,che fungeva da discriminante. Ma dur� solo per un giorno,perch� poi,nella tappa di Bari , Olmo prese la maglia da solo.Per poi cederla alla fine a Bartali,come detto. Pochi giorni dopo la sua vittoria,per�,Gino perde il fratello Giulio in una caduta in una corsa per dilettanti,e cade nello sconforto fino quasi alla fine della stagione. Per motivi diplomatici la formazione italiana non partecipa al Tour de France (a causa della guerra d'Etiopia),come del resto non erano venuti stranieri a disputare il Giro d'Italia. Le corse in linea in Italia vertono spesso sul duello fra il toscano Bini,che all'inizio della carriera fu acerrimo nemico di Bartali, ed Olmo,che nel '36 vede battuto il suo record dell'ora dal francese Richard. Nel 1937 le Dolomiti fanno parte per la prima volta del percorso del Giro d'Italia. Fu un monologo di Gino Bartali,che gi� nella cronoscalata del Terminillo,aveva inferto un colpo letale ai suoi avversari. Successivamente batt� tutti anche nella Vittorio Veneto-Merano,la prima tappa dolomitica appunto,che proponeva la scalata dei passi Rolle e Costalunga. A luglio poi Bartali ha la grande occasione di fare l'accoppiata Giro-Tour nello stesso anno,ritenuta fino ad allora impossibile dai tecnici. Gino s'impone nella tappa che comprende il Col du Galibier,che si conclude a Grenoble, vestendo anche la maglia gialla. Il giorno dopo,per�,nella Grenoble-Brian�on, Bartali cade in un torrente insieme ad un altro corridore italiano,Giulio Rossi,che proprio quell'anno aveva vinto la Parigi-Roubaix,primo fra gli italiani ad aggiudicarsi la massacrante corsa delle pietre. Bartali � raccolto dal compagno Camusso e da un motociclista,che lo convincono a proseguire e concludere la tappa. Ma Gino arriva in fondo alla tappa perdendo 10 minuti e con la febbre. Vorrebbe ritirarsi,ma,anche per volere del regime,continua coraggiosamente, ma perde la maglia gialla a Digne,e dopo tre giorni si ritira;la vittoria finale va al francese Lapebie,fra mille polemiche tra belgi,che si ritirano per alcune decisioni della giuria che ritengono ingiuste,e francesi. Nel 1938 siamo ormai da un anno nel periodo di massimo splendore del ciclismo italiano. Olmo si aggiudica la sua seconda Milano-Sanremo,mentre tutti i componenti della squadra nazionale italiana che debbono partecipare al Tour,fra cui Bartali,vengono bloccati dal veto federale a partecipare al Giro d'Italia:devono essere in gran forma per il Tour,si dice. Cos� il Giro d'Italia diventa una specie di "corsa della giovent�" e viene vinta dal torinese Giovanni Valetti,ottimo scalatore che si difende bene anche sul passo,che poi vincer� anche il Giro della Svizzera. Il Tour de France vede nella parte iniziale gli attacchi dei belgi,che approfittano delle tappe di pianura,che sono il loro terreno preferito,per avvantaggiarsi,mentre gli italiani,guidati dal commissario tecnico Girardengo,si difendono. Bartali attacca nella tappa di Brian�on,che comprende la scalata dell'Allos,del Vars e dell'Izoard,con una impresa che entra subito nella leggenda. All'arrivo di quella tappa Ginettaccio ha 17 minuti di vantaggio sul secondo in classifica. Gino poi rischia di compromettere ancora tutto nella tappa che comprende il Galibier e l'Iseran,rimanendo attardato in cima all'Iseran:ma in discesa si butta gi� a capofitto e recupera il tempo perso. Ed alla fine,a tredici anni dal successo di Bottecchia,un altro italiano primeggia nella "Grande Boucle". Quella mitica stagione si chiude male al mondiale dove tutti gli italiani si ritirano,ma ci rifacciamo al Giro di Lombardia,con la vittoria di Cinelli. E le nostre forze sono ormai ottimamente distribuite su tutti i terreni: Bartali e Valetti per le corse a tappe, e Bini,Olmo e Cinelli per le corse in linea. Nel 1939 al Giro d'Italia i migliori italiani stavolta sono presenti. La lotta per la vittoria finale � fra Valetti,vincitore l'anno prima,ed il grande Bartali,che ormai � per tutti l'omino "di ferro". Valetti � a lungo in maglia rosa,ma nella Cortina d'Ampezzo-Trento ha un cedimento,e Bartali gli strappa la maglia rosa con 3'49" di vantaggio. Rimangono due tappe. Nella successiva Trento-Sondrio le condizioni atmosferiche sono difficili. Valetti,nella bufera che porta a Sondrio,attraverso l'Aprica,compie una gara straordinaria e riesce a staccare di 7 minuti Gino Bartali. Cos� Valetti vince il suo secondo Giro con Bartali al secondo posto finale:ma la guerra � ormai alle porte e la carriera di Valetti viene di fatto troncata. Gli italiani,ancora per questioni diplomatiche,non si presentano al Tour , ed allora Bartali ne approfitta per prendersi le sue rivincite nelle classiche in linea:si aggiudica la Sanremo, battendo allo sprint il suo acerrimo rivale Bini,che in teoria gli � nettamente superiore in volata,e poi anche il Giro di Lombardia,il Giro del Piemonte e il Giro di Toscana. Ma oramai la guerra � alle porte, e non c'� neppure la possibilit� di disputare il campionato del mondo.Le corse vennero interrotte quasi ovunque,ma in Italia per un po' si cerc� di continuare,facendo quasi finta che nulla fosse successo. E infatti nel 1940 viene allestita ancora un'edizione del Giro d'Italia.Il duello si presentava come una sorta di rivincita fra Valetti e Bartali. Valetti per� non appare in buone condizioni di forma,mentre Bartali cade in una delle prime tappe lungo la discesa della Scoffera,a causa di un cane che gli attraversa la strada. La gara si decide nella tappa Firenze-Modena,che prevede la scalata dell'Abetone e del Barigazzo. A sorpresa compie un'impresa magnifica Fausto Coppi,compagno di squadra di Bartali nella formazione della Legnano,arrivando da solo al traguardo e conquistando la maglia rosa che non ceder� pi� fino alla fine.

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