La Riserva Naturale Geologica del Piacenziano
 
La Riserva Naturale Geologica del Piacenziano è composta da un sistema di aree fisicamente disgiunte ma che presentano le stesse caratteristiche, ovvero la presenza di affioramenti rocciosi sedimentari costituiti dalle argille marnose fossilifere tipiche di queste colline.
Le nove aree della Riserva sono quelle di Rio Rosello (Gropparello), Badagnano (Carpaneto), Rio Carbonaro, Montezago, Monte Giogo e Rio Stramonte (Lugagnano), Castell'Arquato e Monte Padova (Castell'Arquato), Monte La Ciocca (Vernasca).
L'alveo dello Stirone è scavato negli affioramenti argillosi e sabbiosi del Pliocene e del Pleistocene e, per questo motivo, è notevole, negli strati formati dalle erosioni fluviali, la presenza di fossili delle ere Terziaria e Quaternaria, con una prevalenza di molluschi (gasteropodi e bivalvi) su coralli, crostacei, alghe calcaree ed echinodermi. L'intero ecosistema fluviale del torrente è in ogni modo meritevole di tutela per le sue caratteristiche naturali, notevolmente integre nonostante il territorio circostante sia da secoli marcatamente antropizzato. Le alte sponde sabbiose costituiscono l'habitat di numerose specie di uccelli scavatori, mentre la fitta vegetazione fluviale che cresce lungo il corso d'acqua è costituita in prevalenza da salici, ontani, pioppi, olmi, farnie ed aceri.
Il Parco del Monte Moria occupa una superficie di circa 15 ettari nel comune di Morfasso con una piccola porzione nel Comune di Lugagnano. L’area comunemente denominata Parco Provinciale rappresenta una zona naturale a difesa del patrimonio boschivo di questo versante dell’Appennino. Attualmente il Parco è gestito e tutelato da un Consorzio di privati che in sinergia con gli Enti Locali sta cercando di pianificare gli interventi di recupero dell’ecosistema che in passato, durante la metà del Novecento, a causa dei conflitti bellici ed allo sviluppo di attività estrattive come la produzione di carbone per il riscaldamento domestico ed il ricorso al legname per l’utilizzo nell’industria ferroviaria, ha subito danneggiamenti. La qualità ambientale e dell’ecosistema oggi presente qualifica quest’area come un punto di riferimento per itinerari naturalistici.

Oltre un terzo del territorio della provincia di Piacenza è costituito dai rilievi montuosi dell'Appennino e quasi altrettanto è formato da colline.
 
Nell'intero territorio piacentino una delle vallate più suggestive è proprio la Val d'Arda, straordinario libro di geologia a cielo aperto ma anche la valle più marcatamente emiliana della provincia per le sue caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali. La posizione della valle è infatti strategica perchè fa da unione tra le province di Parma e Piacenza. I parchi che il turista "verde" può trovare sono tre : Monte Moria, Stirone e Riserva del Piacenzano.
La Locanda dei 2 vi offre tutte le informazioni necessarie per poter vivere meglio questa esperienza incredibile di immersione totale nella natura.
Buone passeggiate.
Un’oasi naturale….
Il Parco del Monte Moria offre una interessante e quanto mai varia presenza boschiva. La copertura arborea arriva ai tre quarti della superficie e regala come traccia dominante la presenza di castagneti da frutto con esemplari centenari dalle forme strane ed originali. Nelle zone più rade le ginestre ed il ginepro disegnano giochi di tonalità sull’aspro terreno. La parte del Parco che comprende la Croce dei Segni presenta una distesa di faggi che scendendo si tramuta in un universo di arbusti come il carpino, il nocciolo, il maggiociondolo e il caprifoglio. Alcune zone si mostrano come oasi di sempreverdi come il pino silvestre e piccoli abeti .
Il sottobosco del Monte Moria è rinomato per la produzione di funghi e per la presenza di piante erbacee che, a seconda dell’altitudine, possono essere felci, erba fragolina, limodoro, gigli e splendide orchidee. Questa oasi naturale è percorsa e presidiata da cinghiali, tassi, daini, volpi, scoiattoli, poiane, picchi e sparvieri: “prede” ambite per gli appassionati di foto naturalistiche.
A piedi, in mountain bike, a cavallo …….
La Via Verde che collega idealmente Velleia con il Parco Provinciale del Monte Moria puo’ trovare un reale riferimento nella pratica di discipline sportive come il cicloturismo e l’escursionismo. Esistono differenti possibilità di percorso sia partendo dal centro di Lugagnano che iniziando dalla frazione di Rustigazzo. A seconda dell’equipaggiamento e del tempo a disposizione si possono scegliere diverse soluzioni: tenendo come punti di riferimento Velleia e il Monte Moria è possibile costeggiare le dolci pendici del Monte Croce dei Segni, godersi lo splendido panorama dal crinale di Monastero in comune di Morfasso e raggiungere la diga di Mignano.
I due grandi circuiti di equiturismo dell’Appennino piacentino (uno in Val Nure e l’altro nella parte orientale della Vald’Arda) indicano la zona di Velleia e del Parco del Monte Moria come itinerario di collegamento tra i due tracciati.
 
Per informazioni:
www.parcomontemoria.it
Il Parco Fluviale Regionale dello Stirone
 
Il torrente Stirone segna per un lungo tratto il confine amministrativo tra le Provincie di Piacenza e Parma e scava il proprio profondo alveo tra le morbide colline del paesaggio agrario circostante; una fascia fluviale del torrente lunga circa 14 km, compresa tra Fidenza e Vigoleno, è stata dichiarata nel 1988 Parco Fluviale Regionale poiché presenta notevoli elementi d'interesse sia dal punto di vista geologico che da quello naturalistico. La Riserva occupa una superficie di 1769 ettari suddivisi tra i Comuni di Alseno, Vernasca, Salsomaggiore Terme e Fidenza.
L'erosione fluviale in alcuni tratti è talmente accentuata da formare veri e propri "canyons" con pareti alte fino a dieci metri. In corrispondenza del più spettacolare di questi canyons, presso la località di S. Nicomede, è stato realizzato un "Museo all'aperto". All'interno dell'area protetta sono inoltre state predisposte aree attrezzate di sosta, percorsi di fruizione naturalistica ed un "percorso vita" per la pratica sportiva. Il Parco si presta, infatti, ad essere una meta ideale per il turismo sportivo, in particolare per l'escursionismo, l'equitazione ed il ciclismo; tuttavia la sua posizione geografica, al centro di un contesto ricco di emergenze storiche come Vigoleno, Castell'Arquato, Chiaravalle, Veleia, nonchè di centri termali quali Salsomaggiore, Tabiano e Bacedasco, consente di conciliare le attività sportive con quelle del turismo tradizionale.
Per informazioni
www.regione.emilia-romagna.it/parchi/stirone/
 
Il termine "Piacenziano" indica un periodo geologico appartenente al Pliocene (tra 5,3 e 1,8 milioni di anni fa) di cui le aree della Riserva costituiscono appunto lo stratotipo di riferimento. Nel periodo in questione la pianura padana era un golfo sommerso dalle acque popolato da una fauna marina inizialmente di tipo subtropicale, mentre nella zona collinare dell'Appennino (dove oggi sono situate le aree della Riserva) si trovava la linea di costa.
In questi affioramenti, ripide pareti di forma calanchiva, con colori che vanno dal grigio - azzurro al giallo, sono rimasti imprigionati in forma fossile un gran numero d'esseri viventi del periodo pliocenico, dai semplici e comunissimi molluschi di diverse specie allo scheletro di balenottera ritrovato nei pressi di Castell'Arquato nel 1934. La Riserva è stata istituita nel 1995 ed ha una superficie di 345 ettari divisi tra le zone A di tutela e le zone B di protezione; in tutte le aree è vietato raccogliere materiale paleontologico ed in alcune è consentito l'accesso solamente tramite visite guidate. La gestione scientifica della Riserva è a cura del Museo Geologico di Castell'Arquato, nel quale sono esposti anche numerosi reperti provenienti dalle medesime aree.
 
Per informazioni:
www.regione.emilia-romagna.it/parchi/piacenzano
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