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26/8/2000L'album fantasma...

Estratti dall'intervista di Todd Richards a Jim Kerr del 6.7.00 in occasione della maratona Some Sweet Day 2000.

Naturalmente la prima domanda riguarda il nuovo album:
"Effettivamente abbiamo finito il nuovo disco proprio prima della fine dell'anno il che è ovviamente un po' di tempo fa. E' un disco di cui ci sentiamo veramente orgogliosi. Non so se "orgoglio" non sia una parola che abbiamo usato molto... decisamente qualcosa va avanti con questo nuovo staff. Il titolo dell'album è "Our Secrets Are The Same", l'abbiamo consegnato alla nostra etichetta, la EMI di Londra e ha suscitato veramente una buona reazione da parte loro. Contavamo che in Gennaio sarebbe cominciato tutto il processo commerciale, video, ecc. E poi, naturalmente in Gennaio, abbiamo avuto due eventi che hanno completamente cambiato l'ambiente dell'industria musicale, uno è stato la fusione Warner Bros/EMI e poi, la più importante, la fusione AOL/Warner Bros. In realtà penso che il miglior modo di definire la cosa sia che proprio adesso all'interno della EMI ci sono molte questioni che possono avere dei contraccolpi e la campagna promozionale e la pubblicazione del nostro album ne ha sofferto. La EMI voleva pubblicarlo in Aprile/Maggio (?!) ma noi eravamo contrari allo scenario conseguente la politica dell'etichetta (gente preoccupata per il proprio posto di lavoro, ecc.), intuivamo che il nostro disco non avrebbe avuto il lancio migliore, il lancio che meritava così da allora è rimasto nel cassetto e quando ne parliamo si accende la discussione. Non è una situazione di cui siamo felici, nonostante non ci piaccia essere quella specie di... sai, "musicisti che vanno in giro a lamentarsi". Ma noi abbiamo bisogno di un album che abbia un appoggio totale da parte dell'etichetta e se la EMI, per una qualsiasi ragione, non può o non vuole farlo... (!) proprio adesso penso che saremmo riluttanti a... lasciargli pubblicare il disco, il che capisco sia indisponente per coloro che non vedono l'ora di ascoltare materiale nuovo, ma è questa la realtà di ciò che sta accadendo adesso".

Vi sono diverse contraddizioni nelle dichiarazioni di Jim, ma concediamogli il diritto del pudore. Successivamente Richards gli chiede se sono insoddisfatti della EMI come lo erano per la Virgin che pare non desse più alla band l'appoggio necessario provocando così il loro abbandono:
"Con la Virgin, voglio dire, per essere onesti sono un po' riluttante perché in complesso le cose sono andate... sai... relativamente lisce. Abbiamo lavorato con un mucchio di grandi personaggi nell'ambito dell'industria discografica. Penso che sia un po' indicativo di ciò che proprio adesso sta succedendo: tutti i tipi di compagnie o si comprano o si vendono l'un l'altra e cose del genere. A meno che tu non sia un lavoro facile come, certamente in Gran Bretagna, una girl band o boy band... il mercato per quelle cose è come un canestro già riuscito, ma se è una cosa a cui devi stare a pensare, allora abbiamo capito che... sai hanno rispetto per noi ma c'è un elemento di quando si entra nel meccanismo e... beh noi non vogliamo questo, sai noi vogliamo un disco che ottenga il massimo. Nel caso della Virgin penso che fosse più... probabilmente avevamo troppa familiarità e perciò stavamo cercando fuori... sai una nuova carica. La EMI era dello stesso gruppo così avevamo già il nostro rapporto con il catalogo arretrato, ecc. Ma adesso è così. Penso che la gente alla EMI che dice di apprezzare o amare in maniera genuina la musica lo faccia veramente ma in questo momento non hanno ancora fatto ordine nelle loro cose. Quella specie di team addetto alle vendite, tutti a chiedersi cosa ne sarà del loro lavoro. Non ci sembra la situazione ideale per far uscire il nostro disco... stiamo cercando delle alternative. Capisco che se sei un fan, un fan della musica e questo è tutto ciò che ti interessa, per te questo sembri piuttosto laborioso e noioso ma è la realtà di ciò che sta succedendo alla band in questo momento. L'ironia è che individualmente e come gruppo ci sentiamo super-creativi".

Dopo un ora che Jim sta parlando delle grane con la EMI per cui non se la sentono di fare uscire l'album, Richards, molto acutamente, chiede se la data di Ottobre potrebbe essere ancora fattibile al che Jim non può fare a meno che armarsi di pazienza e rispondere:
"Si, beh , non vorrei andare troppo... beh, chi lo sa? Le case discografiche lavorano 3, 4 mesi in anticipo, a volte 6 mesi e più in proporzione. Ottobre è dietro l'angolo e... capito, noi dobbiamo essere davvero sicuri che la casa discografica sia pronta a promuovere il disco su scala mondiale e se no, allora forse dovremo cominciare a pensare di andare da qualche altra parte. Ma nello stesso tempo è... in realtà, sai, stiamo lavorando a della nuova musica...questo è il pericolo. A volte un album può fallire perché... tu vai avanti e normalmente un artista vuole o è più entusiasta di promuovere il suo lavoro più recente e... questa è solo una mia idea, che al momento in cui tutta questa faccenda sarà risolta avremo un nuovo album, un altro nuovo album ma se tu sei un fan credo che più ce ne sia e più sei contento".

Chi ha lavorato all'album?
"Al timone eravamo ovviamente io e Charlie Burchill (...) abbiamo lavorato con Kevin Hunter, un amico che precedentemente era conosciuto per una band di S. Francisco degli anni 80, i Wire Train. Kevin venne a trovarmi per qualche giorno (...) disse: scriviamo qualche pezzo, non necessariamente per i Simple Minds... tanto per vedere... scriviamo dei pezzi, prendiamo il toro per le corna. Più di un paio sono finite per diventare praticamente il cuore dell'album. Kevin ha suonato un po' di chitarra e ha contribuito alla composizione. Al basso avevamo un giovane di Glasgow, Eddy Duffy, alla batteria... in realtà ha suonato diversa gente, ma non Mel Gaynor. Rischio il nepotismo, mio fratello minore ha suonato, Mark Kerr, perché per me era economico e perché sono uno Scozzese... (ride). Penso che sia Kerr che Duffy abbiano portato la loro giovane energia e la loro passione... non hanno fatto molti dischi prima e così..."

Sperate che esca anche in USA e che sia seguito da un tour Americano?", chiede Richards:
"Naturalmente, voglio dire, ci fu chiesto un paio di anni fa... l'ironia è che siamo stati contattati da un certo numero di agenti, sai, promoters per fare un tour negli States, sia individualmente, sia come parte di pacchetti di più musicisti. Che dire? Amiamo suonare e certamente ameremmo suonare di nuovo in America, se le circostanze lo permetteranno, se ci sarà un nuovo prodotto da promuovere e così. Io sono veramente ottimista. Sono ottimista, ormai sappiamo come funzionano le cose e se sarà difficile trovare gente che pubblichi i nostri dischi come vorremmo noi allora, hey ce lo possiamo fare da noi" (giusto!).

Cosa è successo al simpleminds.com?
"L'errore che abbiamo fatto nell'ultimo... (Probabilmente come primo sito si riferisce a Helium) l'ultimo è stato un grande mezzo per comunicare ma il suo più grande difetto è stato che era un sito dei Simple Minds ma solo dei Simple Minds di quel periodo, in realtà. Penso che adesso dovremmo mettere insieme una specie di "madre di tutti i siti"... una madre di tutti i siti dei Simple Minds che... dobbiamo mettere insieme l'intero albero genealogico praticamente dal primo giorno perché se non lo facciamo noi lo potrebbe fare qualcun' altro e lo farebbe male. Certamente lo dovremmo mettere insieme come noi... beh, la nostra versione di esso. Voglio dire c'è... dovremmo svilupparlo nella maniera in cui noi abbiamo visto accadere le cose e come le cose apparivano in quel momento. Un lavoro colossale. Non è qualcosa che in realtà dobbiamo... certo il momento migliore per lanciarlo sarebbe in concomitanza con il nuovo disco... ma dobbiamo lavorare con gente che... e con la tecnologia che possa farlo riuscire nel modo migliore. Un lavoro di questo tipo: che venga pagato, mantenuto, dell'utilità necessaria; ci deve essere un flusso di entrate. Il punto è, ironicamente, che la band non possiede nulla... sai, sono le case discografiche che possiedono il materiale. Si sai, potremmo vendere qualche T-shirt o cose del genere ma non è questo il punto in realtà. Non possiamo aspettare di arrivare allo fase, che arriverà molto presto (?), in cui potremo trasmettere via etere, via Internet, scaricare tutto quel materiale e poi forse avere qualcosa che... sai, che abbia tutti quei fronzoli e che sia anche un centro commerciale dei Simple Minds perché... penso che alla fine sia quello che la gente vuole: vogliono ascoltare il materiale e vogliono averne l'accesso per acquisirlo".

Interpellato riguardo alla rinascita di un fan club ufficiale Jim appare dubbioso:
"(...) Ci sono state tante false partenze con le varie cose per una moltitudine di ragioni. Voglio dire Travelling Man, senza nulla togliere a coloro che l'hanno prodotto, ma... sai, si parte con le migliori intenzioni e appare facile far uscire il # 1, il # 2, il # 3 ma subito dopo... sai che devi gestire un giornale. Devi avere qualcuno a tempo pieno... il pubblico richiede uno staff e tu hai bisogno di professionisti e i professionisti hanno bisogno di essere pagati... La band è una cosa strana, attraversiamo dei periodi in cui siamo estroversi e parleremmo di tutto e altri periodi in cui vorremmo dimenticare i Simple Minds semplicemente per poter tornare rinfrancati. Potrò sembrare evasivo o freddo... Se io voglio sparire sull'Himalaya per 6 mesi allora bisogna che ci vada".

Non si capisce cosa c'entri con il fan club. Comunque è naturale e necessario prendersi delle pause, sarebbe meglio però mettere l'avviso: "Chiuso per ferie" e non lasciare i clienti fuori dal negozio a grattarsi la pera e chiedersi cosa ne è di voi. Ma passiamo al prossimo argomento.
I fans sono stati molto entusiasti del CD che il club regalava. Già sognavano un CD ogni anno:

"Si, spero che... qualsiasi situazione si presenti con il nuovo disco ci dia la possibilit� di pubblicare ci� che vogliamo, se vogliamo e con la frequenza che vogliamo. Non vedo l'ora che arrivi il giorno in cui scriveremo un pezzo, lo metteremo online e tu lo potrai ascoltare quella notte stessa".

Un box, una compilation dei Simple Minds?
"Domanda molto appropriata. La prossima settimana devo incontrare Steve Prichard della Virgin per parlare proprio di questo. Lui mi piace molto, ha fatto un ottimo lavoro con il box dei Roxy Music e dei Genesis. Sia noi che lui abbiamo un mucchio di idee su questo... Saranno quasi 25 anni da quando Burchill ed io cominciammo a scrivere e suonare come Simple Minds. I Simple Minds hanno cominciato a scrivere e provare nel 1977 e il prossimo anno fanno 24 anni. Vogliamo cominciare a mettere insieme il materiale per il box così quando arriverà quest'anniversario tutta la cosa avr� un doppio significato, una doppia risonanza, un legame con esso invece di venire fuori cos� dal nulla con un: ecco un box".

Vorresti rifarti al tempo dei demo invece di una compilation di singoli?
"S�, s�! Vorrei fare cos� perché io ritengo che se non controlliamo ogni ritaglio... voglio dire, lo so che ci deve essere una fase di montaggio ma... se non controlliamo ogni ritaglio, se non lo facciamo lo farà qualcun' altro e lo faranno malamente o in maniera pretenziosa. La mia intenzione � di trovare anche delle rarit� perch� sai, per gente che ha già tutto è un piacere doppio avere qualcos'altro".

A questo punto Richards entra nell'argomento video, in particolare i video in DVD. Chiede a Jim se un video live potrebbe essere compreso nel materiale per celebrare il 25� anniversario della band, si mostra anche entusiasta della cosa ma Jim glissa come al solito buttandola sul fatto che servirebbe solo a confrontare quanti capelli avevano da giovani rispetto alle pelate di oggi. Richard invece, molto entusiasticamente ribatte elencando i pregi del DVD e parlando del recente video degli Eurythmics ma Jim appare assolutamente sordo. Dovremo metterci definitivamente una pietra sopra?
Jim si riaccende entrando nei particolari dei suoi attuali investimenti finanziari come il sito studentesco Inglese: stewed.com ma soprattutto il nuovo sushi bar OKO. Rivela che sta anche facendo costruire un hotel in Sicilia, molto probabilmente Taormina, e poi l'intervista termina con il brano di chiusura scelto da Jim: "All The Things She Said".

In conclusione abbiamo visto un Jim come sempre diplomatico, riluttante a confessarsi ma chiaramente a disagio per l'incertezza di un momento i cui effetti negativi pesano sul loro lavoro che per contro e paradossalmente parrebbe invece buono: una cosa di cui sono fieri, bloccata da questa situazione.
Comunque Jim & Charlie non sono rimasti con le mani in mano e hanno continuato a lavorare. Si spera che il futuro li veda finalmente indipendenti e padroni del loro materiale che non merita venga "usato" a questa maniera. Altri problemi non sembrano toccarli, il loro interesse è tutto incentrato sulla musica e questo in fondo èla cosa pi� importante.

Cris
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