Estratti dall'intervista di Todd Richards a Jim Kerr del 6.7.00 in
occasione della maratona Some Sweet Day 2000.
Naturalmente la prima domanda riguarda il nuovo album:
"Effettivamente abbiamo finito il nuovo disco proprio prima della fine
dell'anno il che è ovviamente un po' di tempo fa. E' un disco di cui ci
sentiamo veramente orgogliosi. Non so se "orgoglio" non sia una parola che
abbiamo usato molto... decisamente qualcosa va avanti con questo nuovo
staff. Il titolo dell'album è "Our Secrets Are The Same", l'abbiamo
consegnato alla nostra etichetta, la EMI di Londra e ha suscitato veramente
una buona reazione da parte loro. Contavamo che in Gennaio sarebbe
cominciato tutto il processo commerciale, video, ecc. E poi, naturalmente
in Gennaio, abbiamo avuto due eventi che hanno completamente cambiato
l'ambiente dell'industria musicale, uno è stato la fusione Warner Bros/EMI
e poi, la più importante, la fusione AOL/Warner Bros. In realtà penso che
il miglior modo di definire la cosa sia che proprio adesso all'interno
della EMI ci sono molte questioni che possono avere dei contraccolpi e la
campagna promozionale e la pubblicazione del nostro album ne ha sofferto.
La EMI voleva pubblicarlo in Aprile/Maggio (?!) ma noi eravamo contrari
allo scenario conseguente la politica dell'etichetta (gente preoccupata per
il proprio posto di lavoro, ecc.), intuivamo che il nostro disco non
avrebbe avuto il lancio migliore, il lancio che meritava così da allora è
rimasto nel cassetto e quando ne parliamo si accende la discussione. Non è una situazione di cui siamo felici, nonostante non ci piaccia essere quella
specie di... sai, "musicisti che vanno in giro a lamentarsi". Ma noi abbiamo
bisogno di un album che abbia un appoggio totale da parte dell'etichetta e
se la EMI, per una qualsiasi ragione, non può o non vuole farlo... (!)
proprio adesso penso che saremmo riluttanti a... lasciargli pubblicare il
disco, il che capisco sia indisponente per coloro che non vedono l'ora di
ascoltare materiale nuovo, ma è questa la realtà di ciò che sta accadendo
adesso".
Vi sono diverse contraddizioni nelle dichiarazioni di Jim, ma concediamogli
il diritto del pudore. Successivamente Richards gli chiede se sono
insoddisfatti della EMI come lo erano per la Virgin che pare non desse più
alla band l'appoggio necessario provocando così il loro abbandono:
"Con la Virgin, voglio dire, per essere onesti sono un po' riluttante
perché in complesso le cose sono andate... sai... relativamente lisce.
Abbiamo lavorato con un mucchio di grandi personaggi nell'ambito
dell'industria discografica. Penso che sia un po' indicativo di ciò che
proprio adesso sta succedendo: tutti i tipi di compagnie o si comprano o si
vendono l'un l'altra e cose del genere. A meno che tu non sia un lavoro
facile come, certamente in Gran Bretagna, una girl band o boy band... il
mercato per quelle cose è come un canestro già riuscito, ma se è una cosa a
cui devi stare a pensare, allora abbiamo capito che... sai hanno rispetto
per noi ma c'è un elemento di quando si entra nel meccanismo e... beh noi
non vogliamo questo, sai noi vogliamo un disco che ottenga il massimo. Nel
caso della Virgin penso che fosse più... probabilmente avevamo troppa
familiarità e perciò stavamo cercando fuori... sai una nuova carica. La EMI
era dello stesso gruppo così avevamo già il nostro rapporto con il catalogo
arretrato, ecc. Ma adesso è così. Penso che la gente alla EMI che dice di
apprezzare o amare in maniera genuina la musica lo faccia veramente ma in
questo momento non hanno ancora fatto ordine nelle loro cose. Quella specie
di team addetto alle vendite, tutti a chiedersi cosa ne sarà del loro
lavoro. Non ci sembra la situazione ideale per far uscire il nostro
disco... stiamo cercando delle alternative. Capisco che se sei un fan, un
fan della musica e questo è tutto ciò che ti interessa, per te questo
sembri piuttosto laborioso e noioso ma è la realtà di ciò che sta
succedendo alla band in questo momento. L'ironia è che individualmente e
come gruppo ci sentiamo super-creativi".
Dopo un ora che Jim sta parlando delle grane con la EMI per cui non se la
sentono di fare uscire l'album, Richards, molto acutamente, chiede se la
data di Ottobre potrebbe essere ancora fattibile al che Jim non può fare a
meno che armarsi di pazienza e rispondere:
"Si, beh , non vorrei andare troppo... beh, chi lo sa? Le case
discografiche lavorano 3, 4 mesi in anticipo, a volte 6 mesi e più in
proporzione. Ottobre è dietro l'angolo e... capito, noi dobbiamo essere
davvero sicuri che la casa discografica sia pronta a promuovere il disco su
scala mondiale e se no, allora forse dovremo cominciare a pensare di andare
da qualche altra parte. Ma nello stesso tempo è... in realtà, sai, stiamo
lavorando a della nuova musica...questo è il pericolo. A volte un album può
fallire perché... tu vai avanti e normalmente un artista vuole o è più
entusiasta di promuovere il suo lavoro più recente e... questa è solo una
mia idea, che al momento in cui tutta questa faccenda sarà risolta avremo
un nuovo album, un altro nuovo album ma se tu sei un fan credo che più ce
ne sia e più sei contento".
Chi ha lavorato all'album?
"Al timone eravamo ovviamente io e Charlie Burchill (...) abbiamo lavorato
con Kevin Hunter, un amico che precedentemente era conosciuto per una band
di S. Francisco degli anni 80, i Wire Train. Kevin venne a trovarmi per
qualche giorno (...) disse: scriviamo qualche pezzo, non necessariamente
per i Simple Minds... tanto per vedere... scriviamo dei pezzi, prendiamo il
toro per le corna. Più di un paio sono finite per diventare praticamente il
cuore dell'album. Kevin ha suonato un po' di chitarra e ha contribuito alla
composizione. Al basso avevamo un giovane di Glasgow, Eddy Duffy, alla
batteria... in realtà ha suonato diversa gente, ma non Mel Gaynor. Rischio
il nepotismo, mio fratello minore ha suonato, Mark Kerr, perché per me era
economico e perché sono uno Scozzese... (ride). Penso che sia Kerr che Duffy
abbiano portato la loro giovane energia e la loro passione... non hanno
fatto molti dischi prima e così..."
Sperate che esca anche in USA e che sia seguito da un tour Americano?",
chiede Richards:
"Naturalmente, voglio dire, ci fu chiesto un paio di anni fa... l'ironia è
che siamo stati contattati da un certo numero di agenti, sai, promoters per
fare un tour negli States, sia individualmente, sia come parte di pacchetti
di più musicisti. Che dire? Amiamo suonare e certamente ameremmo suonare di
nuovo in America, se le circostanze lo permetteranno, se ci sarà un nuovo
prodotto da promuovere e così. Io sono veramente ottimista. Sono ottimista,
ormai sappiamo come funzionano le cose e se sarà difficile trovare gente
che pubblichi i nostri dischi come vorremmo noi allora, hey ce lo possiamo
fare da noi" (giusto!).
Cosa è successo al simpleminds.com?
"L'errore che abbiamo fatto nell'ultimo... (Probabilmente come primo sito
si riferisce a Helium) l'ultimo è stato un grande mezzo per comunicare ma
il suo più grande difetto è stato che era un sito dei Simple Minds ma solo
dei Simple Minds di quel periodo, in realtà. Penso che adesso dovremmo
mettere insieme una specie di "madre di tutti i siti"... una madre di tutti
i siti dei Simple Minds che... dobbiamo mettere insieme l'intero albero
genealogico praticamente dal primo giorno perché se non lo facciamo noi lo
potrebbe fare qualcun' altro e lo farebbe male. Certamente lo dovremmo
mettere insieme come noi... beh, la nostra versione di esso. Voglio dire
c'è... dovremmo svilupparlo nella maniera in cui noi abbiamo visto accadere
le cose e come le cose apparivano in quel momento. Un lavoro colossale. Non
è qualcosa che in realtà dobbiamo... certo il momento migliore per
lanciarlo sarebbe in concomitanza con il nuovo disco... ma dobbiamo
lavorare con gente che... e con la tecnologia che possa farlo riuscire nel
modo migliore. Un lavoro di questo tipo: che venga pagato, mantenuto, dell'utilità
necessaria; ci deve essere un flusso di entrate. Il punto è, ironicamente,
che la band non possiede nulla... sai, sono le case discografiche che
possiedono il materiale. Si sai, potremmo vendere qualche T-shirt o cose
del genere ma non è questo il punto in realtà. Non possiamo aspettare di
arrivare allo fase, che arriverà molto presto (?), in cui potremo
trasmettere via etere, via Internet, scaricare tutto quel materiale e poi
forse avere qualcosa che... sai, che abbia tutti quei fronzoli e che sia
anche un centro commerciale dei Simple Minds perché... penso che alla fine
sia quello che la gente vuole: vogliono ascoltare il materiale e vogliono
averne l'accesso per acquisirlo".
Interpellato riguardo alla rinascita di un fan club ufficiale Jim appare
dubbioso:
"(...) Ci sono state tante false partenze con le varie cose per una
moltitudine di ragioni. Voglio dire Travelling Man, senza nulla togliere a
coloro che l'hanno prodotto, ma... sai, si parte con le migliori intenzioni
e appare facile far uscire il # 1, il # 2, il # 3 ma subito dopo... sai che
devi gestire un giornale. Devi avere qualcuno a tempo pieno... il pubblico
richiede uno staff e tu hai bisogno di professionisti e i professionisti
hanno bisogno di essere pagati... La band è una cosa strana, attraversiamo
dei periodi in cui siamo estroversi e parleremmo di tutto e altri periodi
in cui vorremmo dimenticare i Simple Minds semplicemente per poter tornare
rinfrancati. Potrò sembrare evasivo o freddo... Se io voglio sparire
sull'Himalaya per 6 mesi allora bisogna che ci vada".
Non si capisce cosa c'entri con il fan club. Comunque è naturale e
necessario prendersi delle pause, sarebbe meglio però mettere l'avviso:
"Chiuso per ferie" e non lasciare i clienti fuori dal negozio a grattarsi
la pera e chiedersi cosa ne è di voi. Ma passiamo al prossimo argomento. I
fans sono stati molto entusiasti del CD che il club regalava. Già sognavano
un CD ogni anno:
"Si, spero che... qualsiasi situazione si presenti con il nuovo disco ci
dia la possibilit� di pubblicare ci� che vogliamo, se vogliamo e con la
frequenza che vogliamo. Non vedo l'ora che arrivi il giorno in cui
scriveremo un pezzo, lo metteremo online e tu lo potrai ascoltare quella
notte stessa".
Un box, una compilation dei Simple Minds?
"Domanda molto appropriata. La prossima settimana devo incontrare Steve
Prichard della Virgin per parlare proprio di questo. Lui mi piace molto, ha
fatto un ottimo lavoro con il box dei Roxy Music e dei Genesis. Sia noi che
lui abbiamo un mucchio di idee su questo... Saranno quasi 25 anni da quando
Burchill ed io cominciammo a scrivere e suonare come Simple Minds. I Simple
Minds hanno cominciato a scrivere e provare nel 1977 e il prossimo anno
fanno 24 anni. Vogliamo cominciare a mettere insieme il materiale per il
box così quando arriverà quest'anniversario tutta la cosa avr� un doppio
significato, una doppia risonanza, un legame con esso invece di venire
fuori cos� dal nulla con un: ecco un box".
Vorresti rifarti al tempo dei demo invece di una compilation di singoli?
"S�, s�! Vorrei fare cos� perché io ritengo che se non controlliamo ogni
ritaglio... voglio dire, lo so che ci deve essere una fase di montaggio
ma... se non controlliamo ogni ritaglio, se non lo facciamo lo farà
qualcun' altro e lo faranno malamente o in maniera pretenziosa.
La mia intenzione � di trovare anche delle rarit� perch� sai, per gente che
ha già tutto è un piacere doppio avere qualcos'altro".
A questo punto Richards entra nell'argomento video, in particolare i video
in DVD. Chiede a Jim se un video live potrebbe essere compreso nel
materiale per celebrare il 25� anniversario della band, si mostra anche
entusiasta della cosa ma Jim glissa come al solito buttandola sul fatto che
servirebbe solo a confrontare quanti capelli avevano da giovani rispetto
alle pelate di oggi. Richard invece, molto entusiasticamente ribatte
elencando i pregi del DVD e parlando del recente video degli Eurythmics ma
Jim appare assolutamente sordo. Dovremo metterci definitivamente una pietra
sopra?
Jim si riaccende entrando nei particolari dei suoi attuali investimenti
finanziari come il sito studentesco Inglese: stewed.com ma soprattutto il
nuovo sushi bar OKO. Rivela che sta anche facendo costruire un hotel in
Sicilia, molto probabilmente Taormina, e poi l'intervista termina con il
brano di chiusura scelto da Jim: "All The Things She Said".
In conclusione abbiamo visto un Jim come sempre diplomatico, riluttante a
confessarsi ma chiaramente a disagio per l'incertezza di un momento i cui
effetti negativi pesano sul loro lavoro che per contro e paradossalmente
parrebbe invece buono: una cosa di cui sono fieri, bloccata da questa
situazione.
Comunque Jim & Charlie non sono rimasti con le mani in mano e hanno
continuato a lavorare. Si spera che il futuro li veda finalmente
indipendenti e padroni del loro materiale che non merita venga "usato" a
questa maniera. Altri problemi non sembrano toccarli, il loro interesse è
tutto incentrato sulla musica e questo in fondo èla cosa pi� importante.
Cris
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