Samuele è un giudice - profeta in un tempo di decadenza e di nuovo
inizio, un tempo particolarmente difficile, quella seconda parte dell’XI
secolo a.C., quando la disgregazione interna del popolo d’Israele e le minacce
dall’esterno dei popoli vicini spingeranno gli Israeliti a volere al posto dei
“giudici” un re che li governi. Samuele dapprima resisterà alla richiesta,
perché vi vedrà il pericolo proprio di ogni accentramento di potere, che fa
del potere un idolo. Cederà solo quando comprenderà che il Signore stesso
acconsente alla richiesta, a condizione però che la monarchia in Israele sia
diversa da quella di tutti gli altri popoli, e cioè subordinata al primato
assoluto di Dio e delle Sue esigenze di giustizia e di bene. Per questo stesso
motivo abbandonerà Saul, che pure aveva consacrato ma che si era mostrato
infedele, e consacrerà Davide. Il tratto che però caratterizza veramente
Samuele è di essere l’intercessore presso Dio per il popolo: così lo ricorda
il Salmo 99,5s, insieme a Mosè e Aronne, i tre grandi oranti: “Esaltate il
Signore nostro Dio, prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti, Samuele tra quanti invocano il suo nome:
invocavano il Signore ed egli rispondeva”. È l’uomo della preghiera, che
non perde mai di vista il suo rapporto con Dio e cerca di guidare il popolo
nella fedeltà all’alleanza: un monte nelle vicinanze di Gerusalemme si chiama
“Nevi Samuel”, quasi a simboleggiare che come una montagna il profeta
(“nevi”) Samuele “si erge al cielo eppure è ben piantato in terra,
solitario, dominatore di bufere mentre raccoglie la prima luce di un nuovo sole
proiettando sulla storia una larga ombra” (L. Alonso Schökel). È anche un
uomo che conosce molti fallimenti, a cominciare dall’esperienza dolorosa della
miseria morale dei suoi figli, che cadono nelle stesse colpe di avidità e
corruzione che egli aveva dovuto rimproverare a Eli a causa dei figli di lui. La
sua storia è narrata principalmente nei due libri detti di Samuele.
La
vocazione: 1 Sam 3,1-18: il
racconto della vocazione di Samuele si apre col contrasto fra la bontà del
ragazzo, che giovanissimo si è trasferito nel tempio che allora si trovava a
Silo per servire il Signore, e la tristezza dei tempi in cui gli è dato di
vivere: “Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida di
Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano
frequenti” (v.1). Sia l’accenno al contesto - soprattutto alla rarità delle
comunicazioni divine a un popolo evidentemente indisposto all’ascolto -, sia
la sottolineatura della condizione di sonno in cui il ragazzo si trova e del
ripetuto equivoco col vecchio Eli, mostrano come l’iniziativa della vocazione
sia tutta dalla parte di Dio. Il ruolo del sacerdote Eli - un uomo
fondamentalmente degno, anche se lento a capire i messaggi divini e debole verso
i propri figli - evidenzia come nel discernimento di una chiamata sia sempre
importante avere una guida onesta e seria. Il giovane si mostra pronto
all’ascolto e disponibile al servizio: si alza subito pensando di essere stato
chiamato da Eli che poteva aver bisogno di lui. È questa disponibilità ad
ascoltare e a servire che lo rende accetto al Signore: “Parla, o Signore,
perché il Tuo servo Ti ascolta” (vv. 9s). La chiamata di Dio è a dire la
verità, anche se essa è scomoda e farà soffrire Eli. Samuele - che pur non
vorrebbe provocare sofferenza al suo maestro - obbedisce a Dio. Che
disponibilità c’è in me ad ascoltare e a servire Dio e gli altri? Ho il
coraggio di dire la verità richiesta da Dio? Parla, o Signore, che il Tuo servo
Ti ascolta: lo dico a Dio nella verità del cuore?
La
Madre: 1 Sam 2,1-10: un ruolo decisivo nella formazione di Samuele è svolto
dalla madre Anna. Il padre Elkana è un poligamo - cosa peraltro frequente nella
civiltà in cui nasce il Profeta - e, sebbene fondamentalmente buono, è del
tutto privo di sensibilità, come si vede dal suo comportamento verso Anna. La
madre, invece, è una donna profondamente religiosa: il suo cantico è un
modello della spiritualità popolare d’Israele, che servirà da base anche per
il Magnificat di Maria, la “spiritualità degli anawim”, che
ripongono solo in Dio la loro fiducia. Il suo atteggiamento di fondo è la lode
a Dio unita a una profonda riverenza: ella ha una fede umile e certa, è provata
in tante prove, a cominciare dalla sterilità considerata una maledizione dalla
cultura circostante, e tuttavia rimane sempre fiduciosa, aperta a fare comunque
la volontà di Dio, riconosciuto come l’Eterno che è prima, più grande e al
di là di ogni misura umana. Il Signore premia questa fede umile e accogliente,
profonda e fedele: l’opera di Dio si compie nell’umiltà della creatura.
C’è però anche una riflessione antropologica da fare: senza la madre Anna
probabilmente Samuele non sarebbe mai stato il profeta che è stato. Non si
spiegherebbe altrimenti come ancora così ragazzo egli desideri consacrare la
sua vita al Signore nel tempio: Dio si è servito dell’umiltà della fede
della madre per plasmare il piccolo Samuele, che manterrà per tutta la vita la
decisione di vivere sempre al cospetto di Dio e di piacere a Lui solo. Ferma
restando la libertà del Signore di chiamare in modi diversi e spesso impensati,
questo ruolo della figura materna - che sarà per esempio decisivo in Agostino -
fa pensare: quale testimonianza diamo come genitori ai figli? Privilegiamo
l’essere umile e abbandonato davanti a Dio a ogni apparire? Ci affidiamo al
Signore e gli affidiamo veramente le creature che Lui ci ha affidato?
Samuele
profeta religioso: 1 Sam
3,18-4,1; 7,2-3: “Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui,
né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (3,18). Samuele accoglie
la Parola e la diffonde con ampiezza perché la vive in prima persona. Prima di
tutto è un profeta religioso, un uomo di Dio, che annuncia quanto Dio gli
chiede di annunciare: “Il Signore era con lui...”. Conosce anche i tempi del
silenzio e dell’aridità: il racconto parla di vent’anni: “Erano passati
venti anni, quando tutta la casa d'Israele alzò grida di lamento verso il
Signore. Allora Samuele si rivolse a tutta la casa d'Israele” (7,2s). Non
sappiamo che abbia fatto Samuele in quei vent’anni, ma è certo che ha vissuto
nell’ordinarietà, è rimasto nel silenzio, ha servito il Signore umilmente.
È maturato, giungendo a concentrarsi sull’essenziale, l’invito alla
conversione del cuore, a “tornare” al Signore. In un contesto di crisi, di
debolezza politica e di decadenza etica, in cui si tende a giustificare il male
e a giustificarsi, Samuele è rimasto fedele a Dio nel silenzio, e non appena è
di nuovo chiamato sulla scena pubblica non esita a ricordare quale sia l’unico
necessario, la fedeltà all’alleanza con l’Eterno. Gli eventi tragici come
la dominazione filistea e la cattura dell’Arca sono da lui letti come il
frutto dell’infedeltà e il segno della chiamata divina a tornare alla fedeltà
al patto con Dio. Samuele è e resta un uomo libero che non parla per cercare
consensi o farsi strada, ma per dire la verità e fare strada a Dio nei cuori
degli uomini, a rischio anche di insuccesso e di solitudine. Mi sforzo di
piacere a Dio in tutto, sempre, ricordando che solo Dio basta e che nulla conta
di più che fare la Sua volontà, in cui è la nostra pace? Mi lascio prendere
dalla tentazione dell’attivismo, del confidare nel potere più che nella verità?
Sono libero in Dio?
Samuele,
profeta civile: 1 Sam 8,1-22:
è proprio la profonda dimensione religiosa che dà a Samuele la libertà e
l’autorità necessaria per essere - anche al di là delle sue intenzioni - un
profeta civile. Egli sarà il “kingmaker”, il facitore di re. Lo sarà suo
malgrado: resiste alla richiesta del popolo che vuole un re, perché vi vede una
scappatoia per non tornare veramente al Signore con la conversione del cuore.
Teme l’idolatria, generata dal potere. Fa’ di tutto per allontanare il
popolo dalla seduzione della logica mondana: cede quando si convince che il
Signore permette ciò che gli viene chiesto. E anche allora resta vigilante: non
sempre tuttavia sarà in grado di individuare subito l’esigenza di Dio. Così
resisterà all’idea di consacrare Saul ma poi lo ungerà re, e gli si
affezionerà al punto che quando dovrà riconoscerne l’inadeguatezza
recalcitrerà. Incoraggerà il popolo alla battaglia e sperimenterà la
sconfitta. Il profetismo civile non è facile: discernere i processi storici
alla luce di Dio è complesso perché le interpretazioni possibili di ciò che
avviene in campo sociale e politico non sono spesso univoche. Samuele commetterà
errori e sarà anche criticato: tuttavia, sull’orizzonte più largo intuirà e
realizzerà il disegno divino che sta preparando il re secondo il suo cuore,
Davide, l’antesignano del Messia. Samuele realizza così la caratteristica del
profeta biblico, del nabi: i piedi piantati in terra, tiene lo sguardo
rivolto verso il Dio che viene, sforzandosi di coniugare la fedeltà agli uomini
alla fedeltà all’Eterno. Ci sforziamo come singoli e come Chiesa di vivere
la profezia civile unendo la fedeltà alla storia alla fedeltà a Dio? Viviamo
la fatica del discernimento, tenendo sempre su una mano la Bibbia e sull’altra
il giornale, come diceva Karl Barth?
L’addio
del Profeta: 1 Sam 12: il
discorso di addio del vecchio Samuele è il segno della crescita morale a cui
egli ha portato il suo popolo. Egli fa una sorta di apologia di se stesso,
davanti alla quale il popolo riconosce la verità di ciò che il profeta si è
sforzato di essere ed è stato. È la testimonianza della sua onestà, tanto più
importante perché riconosciuta dal popolo come un modello significativo. A
questo Samuele unisce la celebrazione dei “magnalia Dei”, mostrando ancora
una volta come ciò che soprattutto gli sta a cuore è il primato del Signore.
Invita quindi alla fedeltà all’alleanza, in cui vede la sola possibilità di
futuro per Israele e si impegna ad essere ancora l’intercessore per il suo
popolo. Onestà, meraviglie divine, alleanza e intercessione sono i quattro
motivi del suo addio, il testamento del Profeta, cui pure non sono state
risparmiate sofferenze e che ha conosciuto fino alla fine il fallimento: il
bilancio di una vita non si fa sui risultati apparenti, ma sulla verità davanti
a Dio. Sono onesto con me stesso davanti al Signore? Ne riconosco il primato?
Ne celebro le meraviglie, sapendole leggere negli eventi della vita e della
storia? Considero essenziale sempre e soprattutto l’alleanza con Dio? Prego
perché essa si compia per me, per gli altri nella fedeltà? Sono un
intercessore, umile, ma fedele?
Samuele,
il giudice profeta
Dal
Primo Libro di Samuele (cap. 3): La
vocazione
1Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la
guida di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non
erano frequenti. 2In quel tempo Eli stava riposando in casa, perché
i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. 3La
lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio del
Signore, dove si trovava l'arca di Dio. 4Allora il Signore chiamò:
«Samuele!» e quegli rispose: «Eccomi», 5poi corse da Eli e gli
disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a
dormire!». Tornò e si mise a dormire. 6Ma il Signore chiamò di
nuovo: «Samuele!» e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: «Mi hai
chiamato, eccomi!». Ma quegli rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio
mio, torna a dormire!». 7In realtà Samuele fino allora non aveva
ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del
Signore. 8Il Signore tornò a chiamare: «Samuele!» per la terza
volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. 9Eli disse
a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai: Parla,
Signore, perché il tuo servo ti ascolta». Samuele andò a coricarsi al suo
posto. 10Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò
ancora come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla,
perché il tuo servo ti ascolta». 11Allora il Signore disse a
Samuele: «Ecco io sto per fare in Israele una cosa tale che chiunque udirà ne
avrà storditi gli orecchi. 12In quel giorno attuerò contro Eli
quanto ho pronunziato riguardo alla sua casa, da cima a fondo. 13Gli
ho annunziato che io avrei fatto vendetta della casa di lui per sempre, perché
sapeva che i suoi figli disonoravano Dio e non li ha puniti. 14Per
questo io giuro contro la casa di Eli: non sarà mai espiata l'iniquità della
casa di Eli né con i sacrifici né con le offerte!». 15Samuele si
coricò fino al mattino, poi aprì i battenti della casa del Signore. Samuele
però non osava manifestare la visione a Eli. 16Eli chiamò Samuele e
gli disse: «Samuele, figlio mio». Rispose: «Eccomi». 17Proseguì:
«Che discorso ti ha fatto? Non tenermi nascosto nulla. Così Dio agisca con te
e anche peggio, se mi nasconderai una sola parola di quanto ti ha detto». 18Allora
Samuele gli svelò tutto e non tenne nascosto nulla. Eli disse: «Egli è il
Signore! Faccia ciò che a lui pare bene».
Dal
Primo Libro di Samuele (cap. 2): La
Madre
1Allora Anna pregò: “Il mio cuore esulta nel Signore, la
mia fronte s'innalza grazie al mio Dio. Si apre la mia bocca contro i miei
nemici, perché io godo del beneficio che mi hai concesso. 2Non c'è
santo come il Signore, non c'è rocca come il nostro Dio. 3Non
moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza; perché
il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. 4L'arco
dei forti s'è spezzato, ma i deboli sono rivestiti di vigore. 5I
sazi sono andati a giornata per un pane, mentre gli affamati han cessato di
faticare. La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita. 6Il
Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire. 7Il
Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta. 8Solleva dalla
polvere il misero, innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere insieme
con i capi del popolo e assegnar loro un seggio di gloria. Perché al Signore
appartengono i cardini della terra e su di essi fa poggiare il mondo. 9Sui
passi dei giusti Egli veglia, ma gli empi svaniscono nelle tenebre. Certo non
prevarrà l'uomo malgrado la sua forza. 10Il Signore... saranno
abbattuti i suoi avversari! L'Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà
gli estremi confini della terra; darà forza al suo re ed eleverà la potenza
del suo Messia”.
Dal
Primo Libro di Samuele (cap. 3 e 7): Profeta
religioso
19Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui,
né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. 20Perciò tutto
Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta
del Signore. 21aIn seguito il Signore si mostrò altre volte a
Samuele, dopo che si era rivelato a Samuele in Silo, c. 4 1ae
la parola di Samuele giunse a tutto Israele 3 21bcome
parola del Signore.
Erano passati venti anni, quando tutta la casa d'Israele alzò grida di
lamento verso il Signore. 3Allora Samuele si rivolse a tutta la casa
d'Israele dicendo: «Se è proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore,
eliminate da voi tutti gli dei stranieri e le Astàrti; fate in modo che il
vostro cuore sia indirizzato al Signore e servite lui, lui solo, ed egli vi
libererà dalla mano dei Filistei». 4Subito gli Israeliti
eliminarono i Baal e le Astàrti e servirono solo il Signore. 5Disse
poi Samuele: «Radunate tutto Israele a Mizpa, perché voglio pregare il Signore
per voi». 6Si radunarono pertanto in Mizpa, attinsero acqua, la
sparsero davanti al Signore e digiunarono in quel giorno, dicendo: «Abbiamo
peccato contro il Signore!». A Mizpa Samuele fu giudice degli Israeliti.
Dal
Primo Libro di Samuele (cap. 8): Profeta
civile
1Quando Samuele fu vecchio, stabilì giudici di Israele i suoi
figli. 2Il primogenito si chiamava Ioèl, il secondogenito Abià;
esercitavano l'ufficio di giudici a Bersabea. 3I figli di lui però
non camminavano sulle sue orme, perché deviavano dietro il lucro, accettavano
regali e sovvertivano il giudizio. 4Si radunarono allora tutti gli
anziani d'Israele e andarono da Samuele a Rama. 5Gli dissero: «Tu
ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per
noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli». 6Agli
occhi di Samuele era cattiva la proposta perché avevano detto: «Dacci un re
che ci governi». Perciò Samuele pregò il Signore. 7Il Signore
rispose a Samuele: «Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perché
costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più
su di essi. 8Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti
uscire dall'Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri dei, così
intendono fare a te. 9Ascolta pure la loro richiesta, però annunzia
loro chiaramente le pretese del re che regnerà su di loro». 10Samuele
riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. 11Disse
loro: «Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i
vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre
davanti al suo cocchio, 12li farà capi di migliaia e capi di
cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad
apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. 13Prenderà
anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. 14Si
farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più
belli e li regalerà ai suoi ministri. 15Sulle vostre sementi e sulle
vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi
ministri. 16Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri
armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. 17Metterà
la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. 18Allora
griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi
ascolterà». 19Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di
ascoltare la sua voce, ma gridò: «No, ci sia un re su di noi. 20Saremo
anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla
nostra testa e combatterà le nostre battaglie». 21Samuele ascoltò
tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio del Signore. 22Rispose
il Signore a Samuele: «Ascoltali; regni pure un re su di loro». Samuele disse
agli Israeliti: «Ciascuno torni alla sua città!».
Dal
Primo Libro di Samuele (cap. 12): L’addio
del Profeta
1Allora Samuele disse a tutto Israele: «Ecco ho ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete chiesto e ho costituito su di voi un re. 2Da questo momento ecco il re procede davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e canuto e i miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. 3Eccomi, pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via l'asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo riguardo? Sono qui a restituire!». 4Risposero: «Non ci hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa, né hai preso nulla da nessuno». 5Egli soggiunse loro: «È testimonio il Signore contro di voi ed è testimonio oggi il suo consacrato, che non trovate niente in mano mia?». Risposero: «Sì, è testimonio». 6Allora Samuele disse al popolo: «È testimonio il Signore che ha stabilito Mosè e Aronne e che ha fatto uscire i vostri padri dal paese d'Egitto. 7Ora state qui raccolti e io voglio discutere con voi davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato con voi e con i vostri padri. 8Quando Giacobbe andò in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne che li fecero uscire dall'Egitto e li ricondussero in questo luogo. 9Ma poiché avevano dimenticato il Signore loro Dio, li abbandonò in potere di Sisara, capo dell'esercito di Cazor e in potere dei Filistei e in potere del re di Moab, che mossero loro guerra. 10Essi gridarono al Signore: Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astàrti! Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te. 11Allora il Signore vi mandò Ierub_Baal e Barak e Iefte e Samuele e vi liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete tornati a vita tranquilla. 12Eppure quando avete visto che Nacas re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi avete detto: No, vogliamo che un re regni sopra di noi, mentre il Signore vostro Dio è vostro re. 13Ora eccovi il re che avete scelto e che avevate chiesto. Vedete che il Signore ha costituito un re sopra di voi. 14Dunque se temerete il Signore, se lo servirete e ascolterete la sua voce e non sarete ribelli alla parola del Signore, voi e il re che regna su di voi vivrete con il Signore vostro Dio. 15Se invece non ascolterete la voce del Signore e sarete ribelli alla sua parola, la mano del Signore peserà su di voi, come pesò sui vostri padri. 16Ora, state attenti e osservate questa grande cosa che il Signore vuole operare sotto i vostri occhi. 17Non è forse questo il tempo della mietitura del grano? Ma io griderò al Signore ed Egli manderà tuoni e pioggia. Così vi persuaderete e constaterete che grande è il peccato che avete fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi». 18Samuele allora invocò il Signore e il Signore mandò subito tuoni e pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande timore del Signore e di Samuele. 19Tutto il popolo perciò disse a Samuele: «Prega il Signore tuo Dio per noi tuoi servi che non abbiamo a morire, poiché abbiamo aggiunto a tutti i nostri errori il peccato di aver chiesto per noi un re». 20Samuele rispose al popolo: «Non temete: voi avete fatto tutto questo male, ma almeno in seguito non allontanatevi dal Signore, anzi servite lui, il Signore, con tutto il cuore. 21Non allontanatevi per seguire vanità che non possono giovare né salvare, perché appunto sono vanità. 22Certo il Signore non abbandonerà il suo popolo, per riguardo al suo nome che è grande, perché il Signore ha cominciato a fare di voi il suo popolo. 23Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi e di indicarvi la via buona e retta. 24Vogliate soltanto temere il Signore e servirlo fedelmente con tutto il cuore, perché dovete ben riconoscere le grandi cose che ha operato con voi. 25Se invece vorrete fare il male, voi e il vostro re sarete spazzati via».