Intervista a Don Bruno Forte

 

Il 28 novembre comincerà nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Pozzuoli (Via Napoli) l’esperienza di preghiera e di conoscenza delle Sacre Scritture, intitolata Laboratorio della Fede. Gli incontri si terranno, a partire da Novembre fino a Maggio 2004,  l’ultimo venerdì di ogni mese alle ore 19.30. L’unica eccezione sarà l’intervallo del mese di Dicembre.

Il primo appuntamento sarà eccezionalmente guidato dal noto teologo napoletano Don Bruno Forte, i restanti cinque (30 Gennaio, 27 Febbraio, 26 Marzo, 23 Aprile, 28 Maggio) , invece, saranno diretti da Don Mario Russo, promulgatore nella Docesi di Pozzuoli di questa nuova esperienza spirituale e culturale e coordinatore di un gruppo di giovani, membri del comitato organizzatore. Credenti e non credenti al Laboratorio della Fede avranno occasione di confrontarsi sul piano della Parola, del dialogo e della meditazione, affinchè la fede inizi a essere una continua ricerca di Dio, e non un fatto scontato, e l’ateismo sia non uno stato di comodità intellettuale e di assopimento spirituale, bensì ricerca sentita e profonda del senso della vita e, soprattutto, di Dio. Don Bruno Forte dirige da tre anni a Napoli il Laboratorio della Fede: i battenti, quest’anno, saranno aperti sabato 13 Dicembre, in una formula diversa rispetto agli anni passati.

A chi, se non a Don Bruno Forte, potevamo porre alcune domande per capire cosa sia il Laboratorio della Fede, in quali circostanze è nato e quali sono i suoi obiettivi.   

Don Bruno, innanzitutto ci può spiegare che cos’è il Laboratorio della Fede?

Il Laboratorio della Fede è un cammino di scoperta del dono della fede vissuto a partire dall’ascolto della parola di Dio e delle domande più profonde che sono nel cuore di ogni credente.

Della Sacra Scrittura si privilegiano i testi che raccontano la storia della fede dei grandi testimoni dell’incontro con Dio, da Abramo ai Patriarchi fino a Davide e ai profeti, dal Signore Gesù ai suoi discepoli e apostoli,  alla Vergine Maria. L’idea del Laboratorio della Fede fu lanciata dal Papa in quella memorabile sera d’agosto del 2000 quando incontrando i due milioni di giovani a Tor Vergata disse loro che la fede è esigente e impegnativa e come tale richiede un laboratorio per essere scoperta, approfondita e vissuta.

 

Esiste un unico modello di Laboratorio della Fede da seguire per le  realtà parrocchiali?

A partire da questa idea del Papa sono nate molteplici esperienze del Laboratorio della Fede, accomunate tutte da alcuni elementi fondamentali:

A)   L’attenzione e la stimolazione delle domande più vere e profonde del cuore (senso della vita e della storia, dolore, morte, amore).

B)   Un contesto di preghiera e di esperienza spirituale.

C)   L’ascolto della parola di Dio e il suo approfondimento meditativo.

D)  La possibilità di uno scambio comunicativo con altri, specialmente giovani.

E)   La presenza di guide e di animatori che si sforzino di coniugare il messaggio alla testimonianza e all’accoglienza attenta delle persone.

 

In un’epoca come la nostra di disorientamento per l’uomo e di ricerca di senso, che ruolo può ricoprire l’esperienza del Laboratorio della Fede?

La proposta del Laboratorio della Fede risulta attuale e significativa per varie ragioni: in primo luogo è un’occasione di riflessione, di attenzione alle vere domande e di ascolto della Verità. In un epoca malata di evasione dai veri interrogativi e di fuga dalla Verità si capisce quanto possa essere di stimolo e di aiuto. In secondo luogo il Laboratorio offre l’occasione di superare le isole di solitudine e di ritrovare l’altro non solo come compagno di strada, ma anche come testimone dell’esperienza di Dio.

Infine nel Laboratorio della Fede si crea un clima di preghiera che può aiutare, chi non ne ha esperienza, a scoprire questo respiro di vita spirituale di cui si ha profondo bisogno.

 

Quali sono stati i progressi del Laboratorio della Fede “napoletano”, guidato da lei Don Bruno, durante questi tre anni di attività?

 

Il Laboratorio della Fede si articola in due modelli fondamentali: quello aperto a tutti e quello riservato ai giovani.

Nei due casi la partecipazione è stata ampia e coinvolgente. In quelli dei giovani si è realizzata l’esperienza del dialogo in piccoli gruppi come momento di ricezione del messaggio e di preparazione alla preghiera finale. Sempre più è maturata l’esigenza che i partecipanti, specie i giovani, da recettori e da ascoltatori divenissero protagonisti e iniziatori di nuove esperienze di Laboratorio della Fede. Così sono nati sul territorio diversi centri del Laboratorio della Fede inseriti vitalmente nelle realtà parrocchiali.

 

Un augurio per questa nuova esperienza di Laboratorio della Fede che avrà luogo nella Diocesi di Pozzuoli.

 

L’augurio è che il Laboratorio della Fede possa raggiungere il numero più ampio di persone, specie di giovani, perché  favorendo l’incontro personale e innamorato  con Cristo possano nascere molte “sentinelle del mattino”, cioè molti testimoni umili e credibili di fede, di speranza e d’amore.

                                                                        Roberto Lauro

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