Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto (Italia) il Rev.do Mons. Bruno Forte, del clero dell’arcidiocesi di Napoli, Docente di Teologia dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e Membro della Commissione Teologica Internazionale.
Mons. Bruno Forte
Il Rev.do Mons. Bruno Forte è nato a Napoli il 1° agosto 1949. Dopo la
maturità classica è entrato nel Seminario Maggiore di Napoli-Capodimonte dove
ha seguito i corsi istituzionali.
Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 18 aprile 1973. Nel 1974 ha
conseguito il dottorato in Teologia presso la Facoltà Teologica di Napoli, in
seguito ha approfondito gli studi a Tubinga ed a Parigi e si è laureato in
Filosofia presso l’Università di Napoli.
Ha prestato servizio pastorale nelle Parrocchie di Nostra Signora del Sacro
Cuore, S. Maria della Sanità e S. Maria del Soccorso. È autore di numerose
pubblicazioni di contenuto teologico, assai note anche a livello internazionale,
ed anche libri di spiritualità e di pastorale. È stato Decano della Facoltà
Teologica di Napoli, Sezione San Tommaso, per 3 mandati, Preside della
Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale per tre anni e
Presidente della sottocommissione preparatoria al documento "Memoria e
riconciliazione", per il Giubileo 2000.
Attualmente è Professore Ordinario di Teologia dogmatica nella Pontificia
Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Consultore del Pontificio
Consiglio della Cultura e, dal 1997, Membro della Commissione Teologica
Internazionale. È stato pure relatore in occasione di importanti eventi
ecclesiali, quali il Convegno della Chiesa italiana a Loreto (1985) e
l’Assemblea delle Chiese Europee a Erfurt (1988).
Bruno Forte
arcivescovo
di Chieti
Nomina del Papa
Forte arcivescovo
CORRADO CASTIGLIONE
Il teologo diventa pastore: Bruno Forte è stato nominato arcivescovo nella
diocesi di Chieti-Vasto. L’annuncio sarà dato questa mattina a mezzogiorno in
Curia dal cardinale Michele Giordano e verrà diffuso in contemporanea anche
nella sala stampa vaticana e nella diocesi abruzzese. A Chieti Forte subentrerà
a monsignor Edoardo Menichelli, nominato arcivescovo di Ancona-Osimo.
Il teologo diventa pastore: Bruno Forte è stato
nominato arcivescovo nella diocesi di Chieti-Vasto. L’annuncio sarà dato
questa mattina a mezzogiorno in Curia dal cardinale Michele Giordano - che per
l’occasione ha chiamato come di consueto a raccolta i suoi più stretti
collaboratori - e verrà diffuso in contemporanea anche nella sala stampa
vaticana e nella diocesi abruzzese. A Chieti Forte subentrerà
all’amministratore apostolico monsignor Edoardo Menichelli, che a gennaio era
stato nominato arcivescovo di Ancona-Osimo.
Nei giorni scorsi il teologo è stato in Vaticano per accettare la scelta
pontifica comunicatagli dal prefetto della Congregazione dei Vescovi, il
cardinale Giovan Battista Re, dopo un attento discernimento intorno a quella
nomina che da uomo di studi lo porterà prevalentemente in mezzo alla gente. Per
occuparsi di intelligenze, ma anche di persone: e a Chieti Forte di gente ne
incontrerà, visto che si tratta di un’arcidiocesi, 300mila anime in carne ed
ossa. Un futuro però che non nasce a caso e che non è affatto avventuroso, chi
lo conosce sa bene che don Bruno è sempre stato un sacerdote attento alla
gente: tant’è che, per esempio, nel corso degli anni, pur andando in giro per
l’Europa a tenere conferenze tra Tubinga, Parigi e gli Usa, non ha mai
abbandonato la consuetudine di dire messa la domenica in un quartiere popolare
come la Sanità, nella chiesa di San Maria.
Profonda la stima nutrita da Giovanni Paolo II per don Bruno, che
affettuosamente chiama «il nostro professore napoletano». Ne è stata
testimonianza la scelta di affidare a lui la direzione degli esercizi spirituali
che il Papa ha seguito nella settimana dal 29 febbraio al 6 marzo. E ne è
tuttora testimonianza la prefazione che a firma del Papa apre l’ultimo volume
di Bruno Forte attualmente in libreria: «Seguendo Te, luce della vita», il
titolo del corso di esercizi, le cui riflessioni sono state pubblicate
dall’editore Mondadori.
Agli amici che lo chiamano, Forte risponde di non saperne assolutamente nulla. E
spiega: «Se la notizia è vera meglio non parlarne, se è falsa che senso ha
parlarne?». E nella sua casa al corso Vittorio Emanuele continua a studiare e a
pregare, dopo la recente trasferta in Friuli dove ha partecipato ad un dibattito
su ragione e fede insieme a Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere
della Sera e attuale amministratore delegato di Rcs-Libri.
Tanti i sacerdoti e gli amici napoletani già in festa che hanno avvertito la
novità, e cioè che quell’indiscrezione che circolava da mesi oggi può
essere confermata dai fatti. E qualcuno magari pronostica affettuosamente
finanche il futuro, ricordando che da molti anni il cardinale di Napoli non è
un napoletano (prima di Corrado Ursi e Giordano, fu Alfonso Castaldo, originario
di Casoria in città dal ’34 al ’66) e ricordando pure che una delle prime
lettere inviate alla Nunziatura apostolica per sollecitare la nomina a vescovo
di Forte era stata scritta dallo scomparso monsignor Luigi Pignatiello: si
faceva notare che l’ultimo cardinale-teologo a Napoli era stato Sisto Riario
Sforza, erano i tempi di Garibaldi e dell’Unità d’Italia.
Non solo teologo: Bruno Forte, napoletano, 55
anni e sacerdote da quando ne aveva 24, ha sempre cercato anche un confronto con
la filosofia, per sentieri in cui la fede poteva accompagnarsi alla ragione. Ne
è traccia il dottorato di filosofia conseguito tre anni dopo quello di teologia
(’74) e un’attività che l’ha portato a stringere rapporti di grande
dialettica con pensatori noti come Massimo Cacciari, Gianni Vattimo e Vincenzo
Vitiello, oltre che di amicizia con un cardinale-intellettuale come l’ex
arcivescovo di Milano, il gesuita Carlo Maria Martini. Ordinario di Dogmatica
alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale, di cui è stato preside e
decano, è membro della Commissione Teologica internazionale della Santa Sede e
ha guidato il Papa negli esercizi spirituali. Saggista prolifico le cui opere
sono state tradotte in varie lingue, editorialista del Mattino, non ha mai
smesso di parlare alla gente con semplicità. La stessa che l’ha spinto anche
a scrivere canzoni poi musicate e cantate dall’attuale vescovo di Ischia
(Filippo Strofaldi) e prodotte dal Giardino dei Semplici.
È fratello di Mario, sindaco di Napoli nell’84.
cor.cas.
Giordano
legge in largo Donnaregina
la lettera d’investitura
inviata dal Vaticano
DONATELLA TROTTA
Arrivano alla spicciolata, chi in taxi, chi con mezzi propri, tutti con un buon
anticipo sull’orario della proclamazione ufficiale, prevista alle 12 in punto.
Decani, vicari episcopali, i due vescovi ausiliari di Napoli (monsignor Enzo
Pelvi e monsignor Antonio Iannone), parroci, sacerdoti dirigenti degli uffici
curiali. E poi alcuni esponenti della Pontificia Facoltà teologica
dell’Italia meridionale (il preside, Carlo Greco, il decano della sezione di
San Tommaso, Antonio Pitta, l’ex preside Adolfo Russo, docente di Teologia
sistematica), accanto a presbiteri, diaconi, un paio di consacrate ed Enzo
Piscopo, direttore del giornale diocesano «Nuova Stagione». Sono i più
stretti collaboratori del cardinale Michele Giordano, convocati ieri mattina
nella sede della Curia arcivescovile, in largo Donnaregina, per il solenne
annuncio ufficiale della nomina del teologo Bruno Forte ad arcivescovo di
Chieti-Vasto, in contemporanea con la diocesi abruzzese e la sala stampa
vaticana.
«L’invio di ”uno di noi” a un’altra Chiesa può e deve essere letto
come un ulteriore richiamo a vivere nella novità di una missione che non si
arrende mai e che si apre a nuovi orizzonti di impegno», scandisce nel suo
discorso l’arcivescovo metropolita di Napoli dopo aver letto a porte chiuse,
nel salone del palazzo curiale con l’annessa cappella, la lettera di nomina
ricevuta dal Nunzio Apostolico. Ringraziando a nome di tutti Bruno Forte (che
ascolta emozionato al suo fianco), definito «uomo, prete appassionato, generoso
tutto dedito al bene della Chiesa», il cardinale Giordano sottolinea nel suo
intervento il valore della collaborazione fra le chiese che «condividono le
stesse sfide pastorali», simboleggiato, per il presule, proprio dalla partenza
del teologo napoletano verso il suo nuovo incarico di vescovo teatino. «Una
grande gioia, per noi, ma anche una grossa perdita», soggiunge affettuosamente
il cardinale Giordano.
Gli occhi lucidi per le molteplici testimonianze di partecipazione, Bruno Forte
prende infine la parola e non nasconde la sua profonda emozione per
l’imminente distacco dalla città natale dove ha ricevuto «il dono» della
fede, del battesimo e infine del sacerdozio. Non fa mistero nemmeno della «sofferenza»
che gli è costata l’accettazione della sua nomina, accolta «in obbedienza
alla volontà del Signore». Legge alcuni passi salienti del suo messaggio
inviato ieri alla comunità ecclesiale di Chieti-Vasto e conclude, alle 12.30,
con una benedizione corale accolta da un lungo applauso. Il sindaco Rosa Russo
Iervolino, presente in Curia per un concomitante impegno, si dice «doppiamente
felice» per la nomina di Forte in una diocesi che per lei è «una seconda casa».
«Forte - aggiunge - succede a un altro grande vescovo, don Dario Menichelli,
ora arcivescovo della diocesi di Ancona-Osimo, allievo del cardinale Achille
Silvestrini. E mi pare che i due vescovi si somiglino un poco, nel loro profilo
di studiosi raffinati con una forte spinta pastorale. Non a caso, Chieti-Vasto
è anche sede pre-cardinalizia», sottolinea. Auguri.
I messaggi di
Bassolino, Di Palma e Casavola
La città intera si stringe nella gioia a
Bruno Forte. Tra i messaggi augurali, quelli del presidente emerito della Corte
Costituzionale Franco Paolo Casavola, del governatore Antonio Bassolino (che ha
sottolineato la capacità di Forte di «tenere sempre insieme l’azione
evangelica tra la gente e l’impegno negli studi teologici e filosofici
favorendo spazi di confronto con studiosi di tutto il mondo») e del
neo-presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, che evidenzia «l’impegno
straordinario profuso in questi anni» da parte di Forte, figura di «alto
valore morale che ha rappresentato moltissimo per tutta la città di Napoli
Cacciari: era
scritto nel suo destino
«Era ora. Era il suo destino». Il filosofo
veneziano Massimo Cacciari non ha dubbi nel commentare la nomina di Bruno Forte
ad arcivescovo di Chieti-Vasto: «Sono felicissimo per Bruno di questa
conclusione, che mi sembra predestinata, del suo percorso, sia di prete che di
teologo», dice Cacciari, intellettuale non credente da tempo in dialogo fecondo
con il suo grande amico teologo napoletano. Basti solo pensare al volume Trinità
per atei, edito da Raffaello Cortina, singolare confronto tra Forte, un
interlocutore immaginario e tre filosofi reali (appunto Cacciari, Giulio
Giorello e Vincenzo Vitiello), sedotti dalla rivelazione di un Dio trinitario.
«Bruno - continua Cacciari - aveva bisogno di un popolo da seguire: era la sua
vocazione profonda, accanto a quella scientifica, della ricerca e
dell’insegnamento. Bastava vederlo in azione nella parrocchia della Sanità
per rendersene conto. Perché oltre ad essere un grande studioso, Bruno è prima
di tutto un uomo di Chiesa, nel senso conciliare dell’”ecclesìa”: un uomo
di comunione con tutto il popolo sacerdotale. E la mia profezia è che questo è
solo il primo passo verso un’ulteriore ascesa».
Anche il mondo laico napoletano esulta: per Lucio Pirillo, presidente dell’Uneba
(Unione nazionale enti di beneficenza e assistenza), «si tratta di un segno
importante per i laici, perché è il riconoscimento e il punto di arrivo per
l’evoluzione di una generazione concliliare della Chiesa cattolica incarnata
con grande spessore intellettuale da Bruno Forte». Gli fa eco Mario Di
Costanzo, consigliere nazionale dell’Azione Cattolica e direttore
dell’ufficio laicato della Curia: «Forte ha una grande capacità di parlare
ai giovani. La sua nomina è un segno di grande vitalità della Chiesa
napoletana, che in poche settimane ha visto monsignor Agostino Vallini diventare
Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e ora - dopo Filippo
Strofaldi vescovo di Ischia - Bruno Forte arcivescovo».
do.tro.
E a Chieti il
saluto con le campane
MARIO D’ALESSANDRO
Chieti. Suono di campane a festa in tutta l’Arcidiocesi di Chieti-Vasto ieri a
mezzogiorno, mentre l’amministratore apostolico, monsignor Edoardo Menichelli,
arcivescovo di Ancona-Osimo, annunciava in Curia, alla presenza del prefetto di
Chieti, Aldo Vaccaro e del questore, Sandro Artizzu, di sacerdoti e fedeli, la
nomina del suo successore, don Bruno Forte.
Dopo aver dato lettura della lettera di nomina del nunzio apostolico, ha
invitato i presenti «ad accogliere come un dono il nuovo arcivescovo» di cui
ha ricordato le qualità di teologo e di studioso. Un caloroso applauso ha
accolto l’annuncio. Monsignor Menichelli ha poi aggiunto: «Ho già sentito più
volte don Bruno Forte che incontrerò a Roma mercoledì 30 giugno. Mi dovrete
sopportare per qualche mese ancora come amministratore apostolico, perché don
Bruno dovrà essere consacrato vescovo». In molti ricordano le lezioni tenute a
Chieti all’Istituto Teologico Abruzzese Molisano e alla Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università «D’Annunzio», di cui nel messaggio inviato ai
sacerdoti e ai fedeli, letto da Menichelli, dice di conservare «un prezioso
ricordo». Don Luigi Gentile, Preside delll’Istituto Teologico Abruzzese
Molisano e ordinario di Storia della Filosofia all’ateneo «D’Annunzio» ha
commentato: «Una nomina prestigiosa per l’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, perché
l’arcivescovo eletto unisce mirabilmente in sé ad altissimo livello il
binomio fede-sapere da cui ci sarà una ricaduta positiva sulle attività
pastorali di una comunità ecclesiale, guidata da un «presbiterio - come don
Bruno ha scritto nel suo messaggio - generoso e fedele, colto e appassionato
della causa del regno di Dio».
La notorietà del teologo e del «cristiano che non rifugge dal confronto con il
nostro tempo», come l’ha definito in un messaggio il sindaco di Pescara,
Luciano d’Alfonso, hanno creato un clima di simpatia e di attesa intorno al
nuovo arcivescovo.