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L'AQUILA - Chiesa di San Bernardino
La prima costruzione, di cui non ci sono giunti
il Antico � anche il campanile che i rimaneggiamenti hanno ridotto in altezza e ad un solo ordine di bifore. Dell'interno a tre navate colpisce innanzi tutto la ricchezza del soffitto dorato, opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo, a cui si attribuisce anche il monumentale organo con cantoria, realizzato con lo stesso stile nella parete di ingresso. In mezzo alla decorazione delle incorniciature spiccano le tre tele di Girolamo Cenatempo (1720), e soprattutto la raggiera del Trigramma. Ma per il devoto che compie, in questa imponente chiesa ricca di tante opere d'arte, il pio pellegrinaggio in nome di San Bernardino da Siena il punto centrale � il mausoleo (E). Opera di Silvestro dell'Aquila e almeno per le ultime finiture dei suoi collaboratori, racchiude in un trionfo di marmi artisticamente scolpiti a bassorilievo, le spoglie del Santo esposte in un'urna d'argento, di fattura moderna, in sostituzione di una pi� antica, trafugata al tempo dell'invasione francese. Accanto al sacello � esposta la maschera mortuaria realizzata in cera. Notevoli, sempre nel mausoleo, due candelabri cinquecenteschi in legno dipinto, due porte intarsiate del secolo successivo e gli affreschi della volta, opera di Girolamo Cenatempo.
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Dal sito www.ilcapoluogo.com |
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Il segreto di Arianna � il filo che porta a Petra
L'AQUILA. - Il movente che induce a
rendere possibili clamorosi errori di valutazione, tipo la copertura del
pavimento di Collemaggio, � da ricercare nella perdurante fase di
impaludamento storico e culturale che sta attraversando L�Aquila. Si perde
la memoria della nostra storia, la si distorce, non si riconosce il valore
delle nostre opere d�arte, della nostra archeologia. Allora si sente
commentare che in fondo si tratta di coprire �quattro vecchi sassi�! Ecco il
danno che ci sforziamo di riparare. Chi non si � ancora assuefatto e non
resta indifferente quando si trova dinanzi ad opere d�arte come la chiesa di
San Bernardino da Siena, ha ancora il tempo di inorgoglirsi della nostra
storia culturale. Chi si � fatta l�idea che ci� che � stato realizzato nel
sistema dell�esoterismo sia limitato in gesti oppure in simboli scolpiti,
dovr� riconoscere la straordinaria e grandiosa concezione che il
Rinascimento italiano ebbe a realizzare nelle strutture architettoniche
religiose, con una volont� fondata sul sincretismo. Si � insomma nel cuore
di quell�idea di spirito rinascimentale che neppure la colossale basilica di
San Pietro riesce ad esprimere cos� come avviene in questa ammirata facciata
di San Bernardino. Come pu� qualche promotore di paccottiglia dire che
questa citt� � provinciale? Su quale piano di osservazione ci si pone prima
di esprimere giudizi?
Con l�elezione al soglio pontificio di Leone X Medici, Michelangelo ottenne importanti commissioni come architetto e come scultore. Nel 1516 fu incaricato dal pontefice di progettare la facciata della chiesa medicea di San Lorenzo, progetto mai realizzato che ci � noto attraverso disegni e un modello ligneo. La soluzione proposta da Michelangelo � del tutto innovativa. La facciata � concepita come una struttura architettonica autonoma. Un complesso sistema di pilastri e architravi, quattro coppie di colonne sporgenti per met� collega le parti laterali a quella centrale. Le difficolt� insorte in corso d�opera e la morte di Nemours e di Lorenzo duca di Urbino, congiunti di Leone X, fecero s�, con grande rammarico di Michelangelo, che la grande opera non fosse condotta a termine. Confrontando il modello di Michelangelo con la facciata di San Bernardino, non ci sono dubbi che Cola dell�Amatrice copi� il progetto del grande artista del Rinascimento italiano. Forse fu proprio il Michelangelo, amareggiato per la mancata esecuzione di San Lorenzo, che offr� l�opera a Cola, facendogli realizzare ad Aquila una summa dell�arte del genio umano.
Guardando la facciata di San
Bernardino ecco che, come un lampo, non vediamo pi� le basiliche romane, ma
i templi di Petra, l�antica capitale degli Edomiti ai piedi del monte Jebel
Harun. |
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