Al biondissimo
imperatore
La lotta è
dichiarata tra l'imperatore e l'organo magno della democrazia socialista
tedesca.
Le rivelazioni
da noi fatte su Arturo Krupp, dopo la fulminea scomparsa di lui
dalla scena del mondo, hanno eccitato le fantasie più torbide.
A qualcuno è
parso addirittura di vedere nella morte del re dei cannoni l'olocausto
colpevole della nostra campagna. Si tratta di un ballon d'essai
[pallone-sonda]. La morte di apoplessia nen [sic] si produce
– la clinica insorge a nostra difesa – con la esplosione di violente impressioni.
Ma se anche
ciò fosse accaduto, non perciò la nostra campagna mancherebbe
di valore.
Essa era diretta
a strappare dalle spire della corruzione un'isola italiana. I patriottardi,
che sono tanto proclivi a strimpellare la vecchia canzone sulla sdrucita
chitarra del patriottismo, dovrebbero fare omaggio ad una campagna diretta
a difendere l'onore delle nostre genti dalle corruzioni e dalle
seduzioni
malefiche dell'oro straniero.
Invece si è
preso occasione per gridarci il Crucifige [crocifiggili!].
E al Crucifige
contro la "Propaganda" di Napoli si associa l'imperatore di Germania scagliando
i suoi fulmini contro il "Vorwaerts" di Berlino, che fa eco alla nostra
campagna.
Il giovane
sire tedesco ha avuto delle frecce velenose contro i nostri compagni tedeschi.
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Produzione
di cannoni nelle officine Krupp, nel primo decennio del XX secolo.
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Non è
la prima volta che Guglielmo
pronuncia le solite grandi frasi, con le quali cerca far credere che i
socialisti non sono degni di essere tedeschi. Eppure egli si sarebbe
di già dovuto accorgere che queste sue frasi altosonanti [sic]
non fanno che accrescere le simpatie popolari per la democrazia socialista.
La quale essendo
in continua via di sviluppo, se le parole di Guglielmo avessero un valore,
si dovrebbe concludere che i tedeschi vanno scomparendo dal globo terracqueo.
Il giornale
tedesco si proponeva di documentare la necessità di abolire
un articolo del Codice penale tedesco che non si riscontra nelle leggi
di nessun paese moderno. Onde il suo scopo era ispirato a criterio
oggettivo e civile e non a rappresaglia contro Krupp.
Il "Vorwaerts"
lottava per una ragione civile in Germania, con noi per una questione
morale
in Italia.
Ma Guglielmo
di Hohenzollern giuoca un cattivo tiro alla memoria del suo amico. Egli
lasciando supporre che le nostre accuse, riportate coraggiosamente dal
"Vorwaerts" in Germania,
siano state come il coltello che abbia assassinato la vita di Krupp getta
una cattiva luce su di lui.
Ove questi
infatti si fosse sentito innocente non avrebbe avuto che da levare
alto il [sic] fronte o farsi fare giustizia.
Ma l'imperatore
Guglielmo si pone sotto i piedi ogni riguardo di senso civile, quando si
permette d'intervenire in un processo pendente contro il "Vorwaerts"
. Egli muta una quistione di onore in una quistione politica. Turba
l'animo del magistrato e sovverte la serena approvazione della legge [8].
E tutto ciò
semplicemente un atto di arbitrio, che tutti i popoli civili non possono
non biasimare.
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