VERSIONI DEL LAMENTO DEL CARBONAIO
Nella versione tradizionale toscana, in due versioni altorenane e in una versione moderna


I Versione tradizionale toscana (da Wikipedia)
II Versione di Casa Calistri (Granaglione)
III Versione di Carpineta di Treppio (Sambuca Pistoiese)
IV Versione moderna (Gianna Nannini)

IL LAMENTO DEL CARBONAIO
(versione tradizionale toscana)

Vita tremenda e vita disperata
chi un l'ha provato un lo po' immaginare
credo all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
quant'è lo spasimo e i' dolore
quella del carbonaro il tagliatore.

Parti da casa ha poco lieto il core
si riunisce assoma a diversi compagni
lascia la moglie immersa in un dolore
e i figli scarzi e 'gnudi come ragni
dicendogli: se giova el mio sudore
ho la speranza farli bon guadagni
soccorso vi darò come vedrete
vi comprerò le scarpe e mangerete

Le speranzi son boni capirete
perché il padron ci fa bon promessione
si va in Corsica in Sardegna fino a Riete
si va a seconda le combinazione
credessimo trovare maggior fortuna
s'anderebbe nel mondo della luna.

In secca in una foresta alta e dura
gli par d'aver trovato un gran tesoro
l'è lì che tutt'insieme ci si adduna
possibilmente ne'ccentro di'llavoro
e lì chi di una parte alcuna
forman la cella per il suo demoro
la fabbrica con legna terra zolle e sassi
pare proprio i'rricovero de' tassi.

Otto mesi bisogna coricarsi
nutrendosi di un cibo più meschino
pure'n di cacio un se doventa grassi
per risparmiar se ne mangia pochino
otto mesi si dorme sotto le oscure zolle
col capo in terra come le cipolle.

Vi posso dire sopra quel terreno
ci siamo tanti assoma a lavorare
ci volesse due lire e non di meno
una e ottanta ce lo fan bastare.
Ci danno la farina a caro prezzo
cinquanta lire la fanno i' quintale
puzza di riscaldato e sa di lezzo
sarebbe roba da darsi al maiale.

Bisogna tace e non c'è via di mezzo
tanto se si reclama è sempre uguale
se da qualcuno siamo ascoltati
si passa da 'gnoranti e da sfacciati.

'Un se lo rammentan più quegli esaltati
che si mangiava il pane a pari eguale
ora che a mangià 'l pan si son trovati
son quelli che si fanno tanto male
tra il capo macchia ministri fattori e dispensieri
son quelli che ci mettono i pensieri.

Ora ch'a' conti ci siamo arrivati
là giò 'l ministro li ha già sistemati.
Ci consegnano biglietti sigillati
par che d'aprirgli a lor molto gli prema
quando che gli hanno letti esaminati
quello che gli par troppo ce lo scema
tutt'a utile suo la somma tira
lo chiude 'l conto e 'l povero sospira.

Quello che gli rispondo a piena ira
Mi scusi signor padrone ma qui ha sbagliato
più s'arrabbia più s'infama più s'adira
dicendo: È troppo quello che ti ho dato
se stavi più accorto e lavoravi
di certo che di più tu guadagnavi

Pensate un po': essere stati otto mesi stiavi
pensate un po' come taglian la giubba
in centonovantanove tutti ladri
fanno a gara tra loro a chi più rubba
Ritorno a casa stracanato e scotto
senza quattrini e con la febbre addosso

VERSIONE DI CASA CALISTRI
(rintracciata in primavera 2006)

Vi voglio raccontare di chi alla macchia va
a lavorare
Vita tremenda e vita tribolata
chi non l'ha prova nol po' immaginare
credo all'inferno un'anima dannata
non pole così tanto spasimare,
non pole aver né spasimo e dolore
quanto n'ha il carbonaro e il tagliatore.

Parton da casa tutti lieti al core
uniti assieme a diversi compagni
lascian la moglie immersa nel dolore
e i figli scalzi e nudi come ragni
Disse: se gioveranno i miei sudori
ho speranza fi fare buoni guadagni
soccorso vi darò poi lo vedrete
comprerete il vestito e mangerete

Le speranze son bone se mi intendete
perché il padron  fa bon promessioni
Vanno per tutto come ben sapete
questo secondo le combinazioni
in Corsica in Sardegna si va lieti
con la speranza di maggior fortuna
anderebbero anche al mondo della luna!

Voltano il capo da ogni parte alcuna,
forman la cella per la sua dimora;
la fabbrican di legno e terra e sassi
che rassomiglia al ricovero dei tassi;
la porta fa di rami ed altri addrassi,
il letto fa di rami un po' più fini,
e dorme otto mesi sotto quelle zolle
col capo in terra come le cipolle

VERSIONE DI CARPINETA (SOTTOFRAZIONE DI TREPPIO)

(pubblicata in il Boscaiolo, Centro Studi  Editoriali Castel di Casio 1991)

Io cantero la vita strapazzata
di chi alla macchia va per lavorare.
Vita tremenda,  vita triolata
chi non l'ha prova non può  immaginare
credo all'inferno un'anima dannata
non credo possa così  tanto tribolare
né possa avere tanto spasimo e dolore
quanto ne ha un carbonaio e un tagliatore.

Parte di casa tutto lieto in cuore
unito insieme a diversi compagni
lascia la moglie immersa nel dolore
e i figli scalzi e nudi come ragni
dicendogli: se giova il mio sudore
la speranza è doi far buoni guadagni
soccorso vi darò poi lo vedrete
comprerete vestiti e mangerete

Le speranze son buone e m'intendete
perché i padroni fan buone promessioni
si va in Corsica in Sardegna fino in Lete
andrebbero a favore dei padroni
con la speranza di  maggior fortuna
anderebbero anche nel regno della luna.

Giunto a destinazion ognun s'aduna
e prendon la consegna del lavoro,
se incontran la foresta folta e bruna
gli sembra d'aver trovato un gran tesoro
Poi nel centro di questa, o in parte alcuna,
vi forman una capanna per  sua dimora
la fabbrica di legno terra e sassi
che assomiglia al ricovero dei tassi.

La porta fan di rami e d'altri attrassi
fanno un letto di rami del più fino
bisogna otto mesi collocarsi
e nutrirsi del cibo più meschino
polenta e cacio non si diventa grassi
per risparmiar se ne mangia anche pochino
e dormir duro sotto quelle zolle
col capo in terra come le cipolle.

Poi degli insetti il fastidio lo molesta
che in otto mesi non si spoglia mai
riposa, non si copre mai la testa,
dormendo teme di trovarsi nei guai
che tiene il fuoco acceso là in foresta
andare e venire tutto un via vai
fra visite il lavoro e le cacciate
passa senza dormir molte nottate

Le fatiche e lo strappazzo or son narrate
or ci son l'ingiurie e l'angherie
che ai poveretti gli vengono usate
dai superiori quelle ingrate arpie
Se un altro momentino mi ascoltate
vi dirò tutto senza bugie
che con ingiuste maniere siam trattati
ma dei padroni son peggio l'impiegati.

Non si ricordan più quegli affamati
quand'eran come noi del pari eguale
ore che a mangiar pan si son trovati
son quelli che ci fanno tanto male
Sfruttan le fatiche ai disgraziati
senza averne un rimorso coscenziale
ministri, capimacchia e dispensieri
son quelli che ci mettono i pensieri

Scusate questi versi troppo alteri
non voglio dir che sono troppo uguali
molti ci danno i suoi doveri
ma i più son quelli che tarpan le ali
Lo posso dire anch'io fo quel mestiere
ci ho ricevuto azioni d'animali
dal capomacchia si può principiare
da quando il prezzo ce lo venne a fare

Ma prima di venirvi a compilare
molte cose future vi rammenta
vi fa conoscere col suo chiaccherare
col dire che vi fa molto guadagnare
a chi vuol venticinque o trenta
quando ne ha fatto il portafogli pieno
li mette in tasca e vi dà la meno

Torniamo a dire che sopra quel terreno
a un tratto a soma vi fa lavorare
ci volesse due lire non di meno
uno e ottanta ve lo fa bastare
Senza rimorso di coscienza  in seno
che poco prima vi venne a spolpare
poi hanno un bel dire: Se tu lavorerai
il tuo guadagno, tu ce lo farai

'Finora senza prezzo lavorai'
rispose finalmente il poveretto
'benché sia poco quello che mi dai
a terminare il lavoro son costretto
Vedrà se tanto ingrato tu sarai
se la coscienza ti risente in petto
se quando ho lavorato qui otto mesi
tu mi rimandi a casa per le spese

A dirvi il tutto l'impegno mi presi
ora vi parlerò dei dispensieri:
loro che fan che aggiungere cifre e zeri

Tengon di frodo misure e pesi
per non da a chi spetti i lor doveri
in faccia glielo dico e non mi pento
danno i più giusti l'ottanta per cento

Vi danno il formentone a caro prezzo
cinquanta franchi si paga il quintale
e oltre che ribollito sa di lezzo
sarebbe roba da dare al maiale
Bisogna tacer non c'è via di mezzo
tanto se reclamate non vi vale
se qualcuno poi sarete ascoltati
passate da ignoranti e sda sfacciati.

E quando ai conti poi siamo arrivati
là c'è un  ministro che vi li sistema.
ti presenta i biglietti sigillati
par che aprirgli a lui molto gli prema
quando li  ha letti e bene esaminati
quello che par troppo ve lo scema
tutto a utile suo la somma tira
poi legge i conti e il povero sospira.

Con atto di sopresa l'occhio gira
scusi signor padrone avrà sbagliato?
Quell'infame risponde pieno d'ira:
Và via gli è troppo quello che ti ho dato
L'infame lo maltratta e po' s'adira:
Và via poltrone non hai lavorato
se tu stavi attento e lavoravi
è certo che di più tu guadagnavi

Essere stati là otto mesi stiavi
sentite poi come taglian la giubba
di centonovantanove tutti bravi
che fan proprio picca a chi più ruba
Lo caccian fuori e poi giran le chiavi
il meschino si dole e si conturba
che torna a casa stramandato e scosso
senza quattrini e con la febbre addosso

Cose che fan rabbrividere l'osso
pensando ai casi di uno sventurato
son tutte vere ed io provar lo posso
perché più volte mi ci son tovato
A scriver questa compassion mi ha mosso
benché a comporla non ci sia portato
chiudo il tema e depongo il calamaro
e son Jacopo Lorenzi carbonaro

VERSIONE MODERNA
(Gianna Nannini: ottava vita)

Io razzista, io fascista
stupratore di bambine
spia tiranno comunista
dittatore di regime
Io ruffiamo corruttore capo mafia
spacciatore
grande figlio di puttana
io bastardo traditore
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Io pentito inginocchiato
non ho palpiti nel cuore
sanguinario della pace
sotto il segno dell'amore
io cattolico ad oltranza per paura rinnegato
sono polvere di lager - urla d'uomo torturato
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita stupenda vita innamorata
Vita stupenda vita innamorata
Una botta in mezzo al petto
una corda che si tende
una voce dal silenzio
una mano che mi prende
ritornare ai sette cieli a carpire meraviglie
bere chiare acque di fonte
respirare nuovamente
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita tremenda vita disperata
Vita stupenda vita innamorata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita tremenda vita disperata
neanche all'inferno un'anima dannata
credo sì tanto possi tribolare




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