http://groups.msn.com/ALTORENOETOSCANA/ildialettodifiumalbo.msnw
http://it.geocities.com/kenoms3/altorenotoscano/dialettospedaletto.htm


IL DIALETTO DI TAGLIOLE (FRAZIONE DI PIEVEPELAGO)


PREAMBOLO


Agli inizi della nostra ricerca sui dialetti dell'Alto Reno abbiamo ritenuto opportuno verificare situazioni simili alla nostra e abbiamo rintracciato con nostra grande soffisfazione il dialetto di Fiumalbo (http://groups.msn.com/ALTORENOETOSCANA/ildialettodifiumalbo.msnw). Oggi con qualche conoscenza acquisita in più possiamo aggiungere alla nostra ricerca sui dialetti dell'Alto Frignano Modenese anche quello di Tagliole (nella grammatica che segue saranno fornite anche precisazioni sul dialetto parlato a Fiumalbo) . Questi dati risultano di un certo interesse anche per lo studio, più in generale, dei dialetti dell'Alto Reno.

GRAMMATICA

Pur non avendo conoscenza diretta del dialetto di Tagliole, ma solo una conoscenza mediata dal vocabolario pubblicato sul loro sito internet, ci pare di potere rintracciare alcuni elementi generali del dialetto tali da consentirci di abbozzare una piccola grammatica della parlata locale che (a nostro modesto avviso) mostra numerose analogie con quella della media dei dialetti dell'Alto Reno bolognese e pistoiese. Il dialetto locale tuttavia mostra, rispetto alla media dei dialetti oggetti del nostro studio, una più marcata emilianità dimostrata, peraltro, dalla presenza dell'isoglossa "incó" in luogo di "óggi".


Lenizione

La prima, più evidente, caratteristica del dialetto di Tagliole è la presenza della cosiddetta "lenzione", ovvero la sonorizzazione di - s - intervocalica e delle consonanti intervocaliche occlusive con esito p > v, t > d, k > g (es: dido anziché dito, figo, anziché fico, etc.).
E' importante osservare come questa caratteristica del dialetto di Tagliole risulti in perfetta consonanza con le parlate settentrionali italiane e, più in generale, con tutte le lingue della cosiddetta Romània Occidentale (francese, franco - provenzale, occitano, catalano, spagnolo e portoghese).


Degeminazione consonantica

Questo accadimento linguistico, detto anche "scempiamento consonantico", può considerarsi un episodio della lenizione, trattandosi di quel ben noto fenomeno per cui tutti i dialetti settentrionali tendono a ridurre a consonanti brevi (o semplici) le consonanti occlusive che nei dialetti toscani sono rafforzate (es: becco, cappa) o allungate (es: bello). Per cui a fronte dell'italiano gallina avremo il locale "galina". La degeminazione consonantica, per influsso della confinante Toscana, tuttavia viene applicata solo in parte per cui, diversamente da quanto avviene dal Settentrione, le consonanti doppie cadono solo nel caso in cui la parola abbia più di due sillabe con la doppia consonante che precede la vocale accentata (per cui, ad esempio, avremo "alampanado" anziché una pronuncia più toscana del tipo "allampanado" (una pronuncia toscana sarebbe stata "allampanato"), ma anche "gallo" al posto di una pronuncia più 'emiliana' del tipo "galo" (bolognese 'gal')). Questa caratteristica è anche del fiumalbino


Degeminazione vocalica

In perfetta opposizione alla degeminazione consonantica il dialetto di Tagliole come  i dialetti dell'Alto Reno , non presenta il fenomeno delle vocali lunghe che in  dialetti come il bolognese, al contrario, assurge all'importante ruolo di carattere distintivo delle parole (cfr. in bolognese "raggn" (regno) e "raagn" (ragno)). Queste caratteristica del dialetto di Tagliole è propriamente dei dialetti centromeridionali della penisola italiana (toscano compreso). Questa caratteristica è anche nel dialetto di Fiumalbo


Vocali a fine parola

Un'altra caratteristica addebitabile al sistema linguistico della Toscana è la presenza del vocalismo a fine parola di "e" e di "o" che, al contrario, i dialetti settentrionali tendono sistematicamente ad eliminare (es: il locale "nummaro"). Nel caso, tuttavia, del dialetto locale questo fenomeno viene a cadere quando la "e" e la "o" finali sono precedute da -n (es: baban). Questa caratteristica è anche del dialetto fiumalbino


Dileguo delle vocali


Attribuibile, invece, al sistema dialettale Nord - Italiano è la tendenza complessiva alla scomparsa delle vocali che precedono o seguono, nella parola, la vocale accentata (es: nvodo).


Sviluppo dei nessi latini cl e gl

Nel dialetto di Tagliole, come nei dialetti altorenani (porrettano escluso), nel dialetto fiumalbino, nei vernacoli toscani ed in italiano, i nessi latini cl e gl vengono sviluppati attraverso il meccanismo di palatizzazione di "l", dando così al nesso la caratteristica forma "chi" o "ghi". Nei dialetti settentrionali, al contrario, i nessi si conservano inalterati (ad esempio nel friulano) oppure spingono la palatizzazione ben oltre le condizioni toscane, estendendosi anche alla prima consonante.

Raddoppio di m intervocalico

Nel dialetto locale molto spesso la m intervocalica viene raddoppiata, dando luogo a forme del tipo "famme", "lumme". Questo fenomeno è comune sia all'area settentrionale che all'area lucchese - pistoiese. A nostro pesronale avviso è assai probabile anche l'esistenza del fenomeno di dissimilazione della geminata -mm-. Infatti al raddoppio di mm abbiamo sempre visto accompagnarsi  la  dissimilazione della geminata -mm- (ad esempio in parole come il pavanese e il pistoiese cambera, oppure il pavanese cocómbaro per cocomero):

"A questo si aggiunge l�altro fenomeno (anche questo ora scomparso nelle nuove generazioni) che colpisce le parole proparossitone come "càmera" detta "càmbera" , "sémola" detta "sembola", "prezzémolo" detto "prezzembolo", "Làmole" pronunziato "Lambore", " Gombito" per "gomito", "Cendere" per "cenere" "Rombice e Rombiciaio" per "romice e romiciaio" tutt'ora riscontrato nell'area più marginale della Garfagnana. È un fenomeno di dissimilazione della geminata MM in MB attraverso il passaggio CAMERA < CAMMERA > CAMBERA, ecc. e rappresenta la fase iniziale dell�eliminazione dei proparossitoni ereditati dal Latino in area soggetta ad influssi gallici; in effetti è uno di quegli strumenti di cui si sono serviti il Provenzale ed il Francese, ed i dialetti da loro influenzati, per l'eliminazione del ritmo proparossitono (CAMERA > chambre in Francia; LAMULA > Lambro attraverso la fase Làmboro nell� Italia settentrionale ecc.)"
(G. JORI, "IL LINGUAGGIO DELLA MONTAGNA ALTA DI PISTOIA", in http://groups.msn.com/ALTORENOTOSCANO/dialettipistoiesi.msnw)


Prostesi vocalica

Si tratta di un fenomeno di recupero vocalico, presente in tutti i dialetti di matrice gallo - italica (emiliano, lombardo, piemontese, ligure), che consente di rendere meno difficile la pronuncia di certe parole che hanno subito la scomparsa della vocale della sillaba iniziale (es: aldamme anziché ldamme per letame). Riteniamo assai probabile che il fenomeno di prostesi vocalica sia presente nel dialetto locale

Fricativa prepalatale sonora

Si tratta di un suono molto particolare, ed affine alla "j" del francese "jardin", che compare quando ce, ci, ge, gi non iniziali vengono mutati in sibilanti. Avremo così "paje" anziché pace e "bajio" anziché "bacio".
Questo suono, ampiamente diffuso in Alto Reno da Lizzano a Stagno, da Pavana a Lagacci, da Biagioni a Lustrola, da Treppio a Badi  (e da interpretarsi come una evoluzione, in chiave settentrionale, di due esiti fonetici toscani (*)) risulta presente anche nel dialetto fiumalbino e, da quanto pare comprendere, anche nel dialetto locale (la forma "ç" che compare nel dizionario ci pare debba essere letta proprio come fricativa prepalatale sonora)


Tendenza alla non dittongazione

A differenza di quanto avviene nel sistema linguistico toscano la e breve latina non passa al dittongo "iè", ma si risolve in una e semplice chiusa "é" per cui, ad esempio, l'italiano "mièle" viene reso con "méle".
Analoga tendenza alla non dittongazione la troviamo per la "uo" che viene resa o chiusa (es: fógo in luogo dell'italiano fuoco e del pistoiese "foho" (con o aperta)). Questa caratteristica del dialetto 'taiolaro" è propria anche del fiumalbino e dei dialetti altorenani


"i" semiconsonantica in luogo di "gli"

Concordemente alle forme settentrionali al posto del nesso toscano "gli" nel dialetto locale si trova una i semiconsonantica semplice (paJa anziché paglia). Tale caratteristica è comune ai dialetti altorenani e al fiumalbino



Esito del latino -arium

Pur non essendo stata rilevata nel dizionario ci siamo accorti in sede di ricognizione sul posto come il dialetto locale sviluppasse la forma -aro (tipica dei dialetti emiliani) anziché la forma -aio (propria del toscano). Questa caratteristica è comune col dialetto di Fiumalbo


Mancato sviluppo della c e g in z

Un'altra importante caratteristica fonetica del dialetto parlato in questa località del Comune di Pievepelago è da addebitarsi ai dialetti di tipo toscano è il mancato sviluppo di c e g nella forma settentrionale z (es: il locale "ciresça" per ciliegia). Questa caratteristica è comune col dialetto di Fiumalbo


Raddoppio sintattico

Per raddoppio sintattico o fonosintattico si intende quel particolare evento linguistico per cui, ad esempio, un toscano pronuncia la frase "vieni a casa" nella forma "vieni a ccasa". La parlata locale in concordanza coi dialetti nord - italiani non pare presentare il raddoppio fonosintattico. Questa caratteristica dovrebbe essere anche del dialetto fiumalbino.


Metafonia

Per metafonia, o metafonesi, s'intende l'alterazione del timbro di una vocale interna di una parola, volta a renderla meno distante o, addirittura, a identificarla con quello della vocale finale. Di tutti i dialetti della penisola italiana (settentrionali e meridionali senza eccezione) solo quelli toscani ne risultano privi. Per quanto possiamo comprendere Il dialetto di Tagliole (come peraltro il dialetto fiumalbino) s'iscrive, per questo importante elemento linguistico al tempo stesso fonetico e morfologico, tra i dialetti toscani.


Plurale maschile

Se nel dialetto locale valgono le stesse regole del dialetto fiumalbino e dei dialetti altorenani possiamo ben immaginare come anche qui  i plurali maschili vengono resi con -i a fine parola. Tale caratteristica è discordante dai dialetti settentrionali (che usano a tale scopo la forma -s a fine parola, ovvero la metafonia) ma è perfettamente concordante con il sistema linguistico della cosiddetta Romània Orientale (toscano, dialetti centro-meridionali, romeno, dalmata, parlate istro - rumene, megleno - rumene, arumene).


Pronominalizzazione obbligatoria del soggetto

Per quanto possiamo immaginare il dialetto locale (in concordanza col dialetto fiumalbino e i dialetti altorenani) userà, al posto delle forme toscane io, tu, egli,  le forme obbligatorie mi, ti a cui affiancherà una particella di tipo "a" (bolognese) o altorenana "i" (es: "mi i t'arconto").

Partecipio passato

Da quanto possiamo immaginare, infine, i partecipi passati dei verbi dovrebbero essere trattati secondo il modello emiliano e subire la cosiddetta "apocope" (o troncamento a fine parola) così da avere "avù" e "partì" in luogo di "avuto" e "partito".
Simile troncamento lo troviamo pure nelle parole in "ato/a", "eto/a", "ito/a".


Lessico

Dagli elementi a nostra disposizione pare che il lessico di tagliole sia affine a quello usato a Fiumalbo e quindi possiamo dire che rappresenta un incrocio di termini d'area emiliana e di area toscana (principalmente d'area toscano occidentale e quindi lucchese - pistoiese). Non andrà dimenticato come Pievepelago confina con la Toscana e, più precisamente, con la provincia di Lucca


PICCOLO VOCABOLARIO


I vocaboli sono stati tratti dal sito internet della Valle delle Tagliole (http://www.letagliole.com/dialetto.htm)

A

Alampanado = persona magra, con il fisco asciutto

B

BABAN = Tonto
BADANAIO = disordine
BAGAJO = persona buonoa a niente; un coso

BAGGIOLO = Mirtillo
Baluccio = Castagna bollita >
BEGO = Verme
BERLEDGO = Solletico
BIACCO = Biscia d'acqua
BIASCJARE = Masticare
BICHIEROTTO = Bicchiere di vino
BIOSCIO = Pane Senza Companatico BOLGIA = Tasca
BODDO = Rospo
BUGGHERA = Bufera, tormenta
BUTTERO = Burro

C

CAVICCHIO = Piolo, chiodo, persona fastidiosa
CANDELOTTO = Ghiacciolo
CANDELOTTO > Icicle (XI)
CAVAGNO = Canestro, cesto di grandi dimensioni
CICCIA = Carne
CIRESçA = Ciliegia
CODGA = Cotenna del maiale
COMPANADGO = Companatico
CROCCHION = Testone, persona che non comprende



ALTRI VOCABOLI

Incóo = oggi
Lillón = maiale (voce toscana)
Nada= nata
Ne��i = impasto con farine di castagne
Neva = neve (a neva = nevica)
N�va = nevicato
Niciola = nocciola (sia la pianta che il frutto)
Nvodo = nipote
Noça = noce
No�a = noce
Nummaro = numero
Novo = nuovo
Nommo = nome
Novcento = novecento
Nodare = nuotare
Nualtri = noialtri
Nuvalo = nuvolo
Ommo = uomo (al me ommo- il mio uomo)
Orchin=orecchino
Orbsçin = orbettino
Ostinado=ostinato
Occasion=occasione
Occhada=occhiata
Occho=occhio
Orecchia=orecchio
Occhialo=occhiali
Ord�no=ordine
Orchion=orecchioni
Ordiga = ortica
Ovo = uovo
Orloiio = orologio
Odoro = odor
Ombrella = ombrello
Onoro = onore
Orazion = orazione
Orgoiio = orgoglio
Osvdalo = ospedale
Paeso=paese
Paiaccjo=pagliaccio
Palanchin=palanchino
Paiia=paglia
Pataia=fondo della camicia (quelle due persone sono culo e pataia)
Pan=pane
Paragon=paragone
Pareda=Parete
Parolo=paiolo
Paterlenghe=bacche di rose di bosco
Paton=sberla, schiaffo
Pcado=peccato
Pee=piedi (al p� = il piede)
Perdga=pertica
Persutto = prosciutto
Petno=pettine
Petta=palline di sterco
P�tto=si dice di chi � arrabbiato
Piasgero=piacere
Piovva=pioggia
Pisgare=pizzicare
Preda = pietra
Principin=si dice di persona trattata bene
Pro�esion=processione
Provva = prova
Pruccia = trotta, saltella
Puldga = pulce
Pulla = involucro del grano
Puppo = bimbo
Putrella = mattone

Modi di dire: As movve come un polsçin in tla stoppa (si muove come un pulcino nella stoppa)


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