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UNA VITTORIA DA DIO
"Signore, tu sei il mio Dio; io ti esalter�, loder� il tuo nome, perch� hai fatto cose meravigliose; i Tuoi disegni, concepiti da tempo, sono fedeli e stabili" (Isaia 25:1) Sono una sorella di ventiquattro anni e vorrei portare a conoscenza dei lettori quello che il Signore ha compiuto nella mia vita. Nel mese di luglio 1997, per un motivo banale mi recai presso uno studio dermatologico e colsi l'occasione per farmi esaminare un neo congenito. Subito dopo la visita, il dermatologo mi consigli� di recarmi urgentemente presso un centro tumorale per un esame pi� approfondito ed un'eventuale asportazione. L'indomani mattina mi recai presso il centro indicatomi e i medici, dopo avermi esaminata accuratamente, decisero l'asportazione immediata del neo. A quel punto fui accompagnata in una sala d'attesa per essere preparata all'intervento. Nel momento in cui mi chiamarono per entrare in sala operatoria notai affisso alla parete un calendario "Buon Seme" e passando mi colp� il verso scritto sul foglietto, che diceva: "L'Eterno � il mio pastore, nulla mi mancher�". Per me furono parole incoraggianti, infatti, entrai in sala operatoria con grande tranquillit�. Nei giorni che seguirono, mentre aspettavo il risultato dell'esame istologico, chiesi a tutti i fratelli di pregare il Signore. In seguito mi telefonarono per dirmi che il giorno successivo mi sarei dovuta recare in ospedale perch� dovevano comunicarmi il risultato dell'esame. A quel punto mi resi conto che tutti i miei sospetti e le mie paure erano fondati. Per la prima volta pensai che sarei potuta morire, anche a soli ventiquattro anni e che tutti i miei sogni sarebbero rimasti tali per sempre. Ad essere sincera non trovo le parole adatte per descrivere quei momenti. Proprio in quel periodo buio, per�, il mio Signore si � fatto sentire potentemente, mi ha circondata e cullata col Suo amore, insomma mi ha tolto la disperazione e l'angoscia. Abbiamo continuato a pregare il Signore ed Egli ci ha dato la conferma che sarebbe rimasto con me e che mi avrebbe aiutata. Il giorno seguente, in ospedale, mi diagnosticarono un "melanoma maligno", ma l� il Signore mi diede un'ulteriore conferma del Suo eterno amore perch� due versetti della Scrittura attrassero la mia attenzione. Il primo diceva: "I giusti gridano e l'Eterno li esaudisce" (Salmo 34:17), il secondo: "Quelli che temono l'Eterno si son parlati l'uno all'altro e l'Eterno � stato attento ed ha ascoltato" (Mal. 3:16). Il giorno stesso mi recai da un oncologo e questi mi fece fare tantissime analisi per vedere se si erano prodotte delle metastasi. Affrontai la cosa tranquillamente e per questo ringrazio Dio. Il Signore mi ha confortato ripetendomi che non ero sola perch� Egli mi stava accanto e che se anche l'esito fosse stato positivo per i medici, Egli avrebbe potuto cambiarlo. Tante sorelle e fratelli mi sono stati vicini confortandomi col loro affetto. Gloria a Dio perch� � stato fedele, � andato al di l� di tutte le nostre aspettative, perch� dopo tutte le analisi avrebbero dovuto comunque ampliarmi la ferita e, se era il caso, avrebbero dovuto praticarmi lo svuotamento ascellare. La sera prima dell'intervento, per�, in chiesa fu predicato sulla "donna dal flusso di sangue". Subito dopo venne rivolto un appello e il Signore mi benedisse grandemente e mi diede la certezza della vittoria. Infatti, tornata a casa mi dissero che l'oncologo aveva telefonato e che tutto era stato rinviato perch� i risultati delle analisi dimostravano che non si trattava di un melanoma maligno, ma per essere pi� sicuro aveva richiesto delle analisi pi� approfondite. Dopo una settimana arriv� la conferma della scomparsa del male. Sono certa che il Signore ha operato. Desidero ringraziarLo perch� mi ha dato la forza di lottare, di sperare e di vincere e anch'io oggi posso dire come Ezechia: "Ecco, � per la mia pace ch'io ho avuto grande amarezza; ma tu, nel Tuo amore, hai liberata l'anima mia dalla fossa della corruzione, perch� ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati. Poich� non � il soggiorno dei morti che possa lodarti, non � la morte che ti possa celebrare; quei che scendon nella fossa non posson pi� sperare nella tua fedelt�. Il vivente, il vivente � quello che ti loda, come fo io quest'oggi" (Isaia 38:17-19).
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