|
12 giugno - Roma Dietro-front della Levi
Montalcini dopo il "no" alla sperimentazione sugli
animali
No alla produzione di embrioni finalizzata alla ricerca,
ma si' alla sperimentazione sugli embrioni congelati in sovrannumero:
cosi' il Nobel Rita Levi Montalcini ha commentato la notizia
del via libera delle autorita' britanniche alla produzione
di embrioni in laboratorio, richiesta dal padre della pecora
Dolly, Ian Wilmut. ''Non condivido l'idea di creare embrioni
in laboratorio, credo sia meglio utilizzare gli embrioni in
eccesso'', ha detto. Le cellule staminali ottenute dagli embrioni
sono preziose per la ricerca, anche come valida alternativa
alla sperimentazione animale. ''Dobbiamo al massimo incentivare
la ricerca in vitro, dove si puo', tuttavia - ha aggiunto
- ci sono settori della ricerca nei quali non si puo' ancora
fare a meno della sperimentazione sugli animali, ancora oggi
ci sono aree nelle quali anche la ricerca sugli animali d'affezione
e' necessaria''. Naturalmente, ha aggiunto, i test sugli animali
vanno eseguiti ''con rigorosi controlli'' e ''riducendo al
massimo la sofferenza'' e certamente, ha aggiunto, ''va evitato
il ricorso eccessivo e indiscriminato che ne e' stato fatto
in passato''. Secondo Rita Levi Montalcini, ''molto peggio
che utilizzarli per la sperimentazione e' abbandonare gli
animali: e' un comportamento crudele e criminale, che meriterebbe
la prigione''. Quando invece e' possibile, ha proseguito il
Nobel, si possono seguire vie alternative, come i test in
vitro. ''Sono stata fra i primi ad utilizzarle e ancora oggi
le sto sperimentando, utilizzando le cellule staminali, insieme
ai miei collaboratori''. I test in corso riguardano lo studio
delle malattie neurodegenerative, come quella di Alzheimer,
e le malattie autoimmunitarie, come la sclerosi multipla.
(da animalieanimali.it)
|