| La scuola Lelo, con molta dificolt�, va tutti i giorni a scuola, anche se pensa solo a giocare. La professoressa lo mette sempre in prima fila, negli banchi davanti con quelli che hanno gi� imparato a leggere subito. Nella prima ora, Lelo � sveglio per met�, perch� si pulisce come un gatto; il che significa che non si lava troppo bene. Non fa niente salvo che guardare le carte geografiche, togliere quaderni della cartella, passare i fogli, dipingere con le penne qualche bambolotto e quando gli piace, ripassa la lezione del giorno. Approfitta che, a quest'ora, la professoressa corregge i compiti. Vuole esser medico per� la matematica non gli piace, bench� gi� sa fare le addizioni, le sottrazioni, e le moltiplicazioni. Ma, la divisione non la fa bene perch� si ferma alle due cifre. Comunque, per la sua et�, � molto avanti. Qualcuno dei compagni non lavora e quando scrivono il dettato non fanno pi� che rompere la penna, prendere il gesso dalla lavagna per seccare schizzi di inchiostro o vedere i santi nei dizionari. Il professore che avevano li puniva molte volte perch� non frequentavano a scuola, per� neppure lui li ha corretti. Alle undici Lelo � gi� sveglio. Di solito studia la geografia e la storia, le scienze naturali o il sabato, il catechismo, e glielo insegnava il signore prete. Lelo, non � che fosse un genio per� sfruttava bene il tempo. Alle undici, i ragazzi uscivano per gli svaghi e giocavano al calcio quasi sempre, mentre le ragazze preferivano il nascondino o giocare a case. Ogni tanto, c'era una rissa e la spia di sempre portava spia alla professoressa per essere lusingata. All'ultima ora, tutti fanno i compiti. I pi� grandi problemi di matematica, la regola del tre, i'interesse o la radice quadrata; non appena hanno il risultato, se ne vanno a casa. A casa portano solamente qualche compito di redazione o gli sbagli che devono scrivere venti volte. A Lelo quest'ultimo compito lo fa arrabbiare e gli fa digrignare i denti, bench� non lo dica. |