"Sparizioni"
"Capitolo 3: L'ufficio di Paul Jackson"
Quel giorno a New York tirava aria di pioggia. Nuvole nere e minacciose si addensavano sulla città oscurando il sole e rendendo opache le strade e i volti delle persone che vi camminavano. Cominciavano già a cadere le prime goccie quando una carrozza si fermò all'incrocio fra 73th street e la Columbus Avenue. Ne discese il colonnello Briggs, scuro in volto e di pessimo umore per il repentino cambiamento della situazione meteorologica. Pagò brontolando il vetturino e si diresse con passo strascicato verso il civico 90. Spinse il portone, che si aprì facilmente, e sgattaiolò dentro, lasciandosi alle spalle un nubifragio che aveva assunto una notevole intensità. Davanti a lui si stendeva un corridoio lungo all'incirca cinquanta metri con porte numerate su ambedue i lati. Briggs lo percorse fino in fondo fermandosi davanti all'ultima porta a destra. Abbassò la maniglia ed entrò.
"Ma guarda tu chi
ho l'onore di riincontrare, il colonnello della marina militare
americana, il signor Briggs in persona!" disse un uomo che
non si era neanche girato, limitandosi a rimanere con lo sguardo
fisso su un punto in lontananza, oltre il vetro della finestra.
A parlare era stato Paul Jackson, uno dei più noti investigatori
americani. Era un uomo sulla quarantina, non troppo muscoloso ma
piuttosto alto con neri costantemente riottosi e in disordine. I
suoi occhi, a prima vista spenti e statici, erano capaci di cogliere
anche il più insignificante dei particolari di una qualsiasi
cosa, situazione o persona che gli si presentasse davanti. A suo
tempo era considerato l'agente segreto più fidato del governo
degli Stati Uniti, ma si era presto ritirato in Inghilterra dove
aveva stretto una temporanea, ma forte amicizia, col brillante
Sherlock Holmes. Ma una marea di disguidi e incomprensioni li
aveva ben presto allontanati. Ora Paul Jackson lavorava in
privato e raramente per il governo americano, che trattava, per
giunta, come un qualsiasi cliente.
Briggs era rimasto di sasso sulla porta, rimanendo ancora una volta estasiato per le capacità deduttive di Paul: "Diamine", pensò, "mi ha riconosciuto subito, nonostante siano cinque anni che non ci incontriamo più".
Paul si girò e invitò il colonnello a sedersi: "Carissimo Briggs, ho notato che non ha appreso appieno l'arte del bussare. Finchè sarà l'unico a entrare nel mio ufficio senza i fatidici due colpetti alla porta farò sempre in tempo a riconoscerla. Quando inizierà a bussare forse potrà accadere che io non la riconosca subito". Briggs riuscì a tirare la bocca in un sorriso sforzato che dissimulava appena la delusione per il colpo da poco incassato. Ammirava, ma nello stesso tempo, detestava, l'acume dell'investigatore Jackson.
"Perchè ha
cambiato governante, colonnello Briggs? La vecchia Liz non
riusciva più ad adempiere ai suoi doveri in maniera
soddisfacente?" chiese Paul, ironico. "Liz è passata a
miglior vita circa cinque mesi fa, mio caro Paul. Da cosa nota il
cambiamento?". "Semplice, anche banale, direi: il
colletto della sua camicia è stirato, per la prima volta. Liz non aveva
quest'abitudine. Comunque, qual'è il motivo che l'ha condotta da
me?".
Briggs si schiarì la voce e tirò fuori una piccola cartella di
pelle, che depose sulla scrivania per poi spingerla col palmo
della mano verso l'investigatore.
"Avrà sentito certamente sentito parlare del singolare incidente di una settimana fa al largo di Key West, suppongo". "La sua supposizione è esatta, continui pure" disse Paul, annuendo e accendendosi un sigaro. "E saprà anche che questo pesante brigantino commerciale è ricomparso, vero?". Di nuovo Paul fece un cenno affermativo col capo, senza dire una parola. "Quello che forse non conosce", disse Briggs facendo segno a Paul di aprire la cartella che gli era stata consegnata, "è lo stato in cui è stato ritrovato l'equipaggio
Paul Jackson aprì il fodero della cartellina e fece cadere il contenuto davanti a lui sullo scrittoio. Dopodichè sprofondò nella sedia esaminando una per una le foto. Le prime non presentavano nulla degno di nota. La nave era stata meticolosamente fotografata da ogni angolo di visuale, ma non presentava alcunchè di eccezionale. Le ultime foto erano, invece, degne di considerazione. Il capitano giaceva morto sul ponte mentre i corpi dei vari ufficiali e marinai giacevano alla rinfusa nella sala nautica e sul ponte. Nella sala trasmissione il radiotelegrafista, ormai cadavere, giaceva su una sedia con la mano ancora appoggiata sulla radiotrasmittente. Paul notò che tutte le loro bocche erano aperte, come in un grido silenzioso, e gli occhi erano sbarrati.
Lasciò cadere le foto e si alzò, dirigendosi verso un mobile. Lo aprì e ne tirò fuori un plico, contenente anch'esso delle foto. Ne scelse qualcuna e le mostrò, senza dire nulla, a Briggs. Diversi uomini morti nella stessa posizione erano raffigurati in quelle foto..
"Qualsiasi cosa sia, ha colpito due volte nello stesso punto..." disse Jackson. "Ma queste foto da dove saltano fuori, perchè non ne siamo stati informati?" chiese il colonnello. "Ero stato assunto in via del tutto privata da un gruppo di pescatori del posto che volevano sapere cosa era successo ai loro compagni. Ma oltre a queste foto non ho nient'altro, se non la possibilità di delimitare meglio la zona di azione di questa forza..", prese una carta geografica e la srotolò fermandola ai lati con due pesi:" Bene Briggs. Tracciamo una linea che va dalla Florida alle Bermuda, un'altra dalle Bermuda a Porto Rico, ed una terza che da qui torna alla Florida attraversando le Bahamas. Un triangolo signor colonnello, un banale triangolo..c'è qualcosa li sotto.."
"Sta a lei scoprire cos'è, Paul, accetta il caso? In caso affermativo, la preghiamo di mantenere il massimo riserbo, e sappia che ogni costo verrà coperto dal governo americano". "Ogni costo coperto? L'ho già sentito da qualche parte" disse Jackson ironicamente, gettando lo sguardo su un mucchio di cambiali a suo favore scadute da tempo immemorabile. "Comunque, capisco la situazione e non posso tirarmi indietro. Va bene, accetto il caso". "Ti ringrazio Paul, vogliamo chiudere al più presto con questa sporca faccenda" e si diresse verso la porta girandosi all'ultimo momento. "Paul, un'ultimo particolare. Non tutti sulla nave erano morti. Abbiamo recuperato un marinaio ancora vivo. Era impazzito dal terrore e diceva parole senza senso ma era ricorrente un certo "Toris magistos", ha un qualche senso questa parola?"
"Per niente" disse Paul, "ma indagherò..è per questo che mi avete assunto, no?"