"Sparizioni"
"
Capitolo 1: Un'inspiegabile
incidente"
In un caldo mese di agosto
dell'anno 1895, Jim Stanton, guardiacoste in servizio presso la
postazione di Key West, al sud della Florida, era appoggiato alla
balaustra del suo locale di lavoro e guardava l'oceano Atlantico
che si stendeva placido davanti a lui. Amava il suo lavoro ed era
benvoluto dai suoi colleghi. Il lavoro in quanto tale non
presentava rilevanti difficoltà se si escludevano le sporadiche
comunicazioni con capitani che avevano alzato un pò troppo il
gomito.
Jim lasciò il terrazzino e rientrò in quello che lui chiamava
affettuosamente "l'ufficio", ma che in realtà era solo
un piccolo stanzino con un radiotelegrafo. La situazione si era
mantenuta relativamente calma in quei giorni e gli scambi di
segnalazioni con le navi che passavano in quel tratto di mare si
limitavano a saluti di cortesia e alla richiesta di bollettini
meteorologici che prospettavano costantemente bel tempo.
"Oggi è proprio una giornata noiosa, soleggiata ma
noiosa" bofonchiò, versandosi un bicchiere di acqua
ghiacciata nel tentativo di trovare un minimo di refrigerio. In
servizio era vietato l'uso di alcolici. Alla seconda sorsata la
sua attenzione venne attirata dall'arrivo di un messaggio sul
radiotelegrafo. Jim si sedette davanti al trasmettitore pronto
per decifrare il comunicato. Era una richiesta di aiuto, un S.O.S
seguito dalle coordinate della nave che stava inoltrando la
comunicazione. Jim non riusciva a nascondere la sorpresa. Il mare
era calmo e il vento assente, inoltre l'S.O.S non adduceva in
alcun modo una motivazione alla richiesta d'aiuto. Solo un mayday
disperato...ma non era finita. I segnali di S.O.S si ripeterono,
specificando anche il nome della nave, "Lord
Calderwood"; poi, dopo un breve silenzio giunse questo
messaggio: "Tutti gli ufficiali, compreso il capitano, sono
morti e si trovano nella sala nautica e sul ponte...forse tutti
gli uomini dell'equipaggio sono morti". Ci fu poi una serie
di punti e linee assolutamente indecifrabili e, infine, chiara,
la parola: "Muoio"
Il messaggio era finito e non ci furono altre precisazioni sulle
condizioni della nave.
La mano di Jim rimase sulla radiotrasmittente, tremante e sudata, per un pò di tempo. Appena si riebbe dallo shock, diede l'allarme. Era il minimo che potesse fare, anche se era pervaso da sinistri presentimenti riguardanti la sorte della "Lord Calderwood". Quella sera stessa chiese di potersi presentare presso il maggiore Blake.
Ron Blake era un uomo
sulla settantina, un pò tarchiato, con dei baffi bianchi che
facevano coppia con i capelli del medesimo colore. Nonostante
avesse l'aspetto di un tricheco in pensione, i suoi occhi color
nocciola emanavano un'insolita energia e intelligenza.
Alle otto di sera Jim bussò al suo ufficio. "Avanti",
disse un vocione burbero ma educato dall'altro lato della porta.
Jim entrò chiudendo l'uscio dietro di sè. "Siediti pure,
un whisky? Per sciogliere la lingua, capisci?". Il maggiore
Blake era oltretutto un uomo di grande spirito e in effetti
pareva molto divertito dalla sua stessa battuta. Anche Jim
accennò un timido sorriso, ma non era nello stato d'animo per
lasciarsi andare ad una grande risata. L'episodio di quel
pomeriggio lo aveva oltremodo scosso. Ron pareva aver capito lo
stato d'animo di Stanton e non insistette con quell'ilarità
forzata. "Maggiore.." cominciò il ragazzo
"...immagino che lei sia al corrente dell'inspiegabile
incidente di oggi..", " si lo sono, e ammetto che un
caso simile non è ricorrente negli annali della marina
americana, anzi, è praticamente inesistente". Il corpulento
maggiore Blake si sistemò meglio sulla sua poltrona e si accese,
meditando, un sigaro, mentre Jim replicava: "Io spero si sia
trattato di un'incidente isolato, un marinaio un pò alticcio, che
so io..forse una bravata". Vi fu una specie di smorfia sul
viso di Ron Blake: "No, mi dispiace..le cose non stanno
proprio così. La "Lord Calderwood" era una nave con
un'equipaggio rispettabile partita dalle Bahamas con destinazione
Miami. Circa due ore prima dell'ncidente aveva scambiato
segnalazioni con la "Sea Lion" e sembrava essere tutto
a posto. La nave non imbarcava acqua e c'erano viveri e acqua
potabile per altri due mesi. Guarda, ho qui la testimonianza del
capitano della nave che ha incrociato la "Lord
Calderwood", Alfred Morehouse" e porse un foglio
manoscritto a Jim che lo lesse velocemente "in più, nessuna
nave ha sentito un qualche esplosione o visto una qualsiasi cosa
che possa giustificare la strana trasmisione radio". Jim era
sconsolato, ma alzò la testa quando Ron Blake si sporse dalla
scrivania fissandolo con i suoi occhi svegli. "Jim"
disse il maggiore "la nave che ti ha tanto sconvolto la
giornata è...", "si maggiore, continui pure.",
"...è letteralmente scomparsa dalla faccia della terra"