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La ribellione indiana generale del Alto e Basso Per� nel 1780, � stata condotta da Jose Gabriel Condorcanqui, anche nominato Jose Gabriel Tupac Amaru Inca, per liberare i suoi compatrioti da pesanti lavori per coloro che erano stati costretti dalle autorit� spagnole per quasi tre secoli, ma aggravate nel decennio precedente dai Borboni spagnoli: mite, repartizione forzosa di oggeti, alcabale, tributi e tasse, ed altri diritti; lavori nei corregimenti e obrajes; decime e primizie ecclesiastiche, e l'eliminazione delle divisioni di casta. Voleva la creazione di un regno indipendente di Spagna, governata da una monarchia ereditaria incaica, attraverso la creazione di un esercito e un'amministrazione, l'introduzione di una tassa unica su tutti i cittadini, la libertà di commercio e lavoro.
Con le masse, gli Inca si comunicavano utilizzando un linguaggio simbolico, di radici messianiche. Tale linguaggio era indicato nel'uso di strumenti musicali tradizionali, l'uso delle bandiere, scudetti e abbigliamento inca e il nome di Inca. Quel linguaggio posedeva delle implicazioni messianiche (legate al mito di Inkarri), perch� l'Inca non solo si rivelava come re e legittimo, ma anche come un redentore, e restauratore del mondo, salvatore degli indiani, ci si aspetta un comportamento miracolosa. Dio gli aveva dato, tratti divini e prodigiosi.
A questo proposito, le parole di Tupac Amaru al suo seguace, Bernardo Sucacagua, sostenendo che le persone decedute essendo fedeli avrebbero la loro ricompensa, si pu� supporre che egli stesso era visto, in principio, come vero redentore. Il vescovo del Cusco ha detto che Tupac Amaru, aveva convinto gli indiani che coloro che morivono nel suo servizio sarebbero risuscitati al terzo giorno. Sahuaraura Tito Atauchi ha dichiarato che gli indiani lottavano nelle battaglie alla cieca e senza paura, ma non volevono invocare il nome di Ges�, o confessarsi pur essendo feriti. Quello sarebbe perch� Tupac Amaru aveva detto che quelli che non avrebbero invocato Ges� sarebbero resurretti il terzo giorno, e coloro che lo invocavano, no. Inoltre si presentava anche il modello peruviano, che forniva la risurrezione al quinto giorno.

Il sistema di credenze indigene peruviane accettava Tupac Amaru come Dio, redentore e liberatore degli oppressi, vale dire come equivalente alla figura di Ges� Cristo. Il Inca rafforzava questa convinzione affermando che gli spagnoli avevano impedito gli indiani l'accesso al vero Dio, e lui avrebbe di nominare le persone che direbbero loro la verità.
Il mito di Inkarri, nel immaginare il ritorno di un Inca per indirizzare il mondo ingiusto, � stato un potente simbolo unificante utilizzato per unificare i popoli indigeni, divisi tra loro per la geografia e le divisioni etniche. Ma � stato anche un simbolo di divisione, se non erano soddisfatte tutte le condizioni necessarie per il governo, come nel caso di Jose Gabriel Condorcanqui o Tupac Amaru, Inca nobile che molti consideravano come un "fraudolento trufatore" piuttosto che un vero redentore, sebbene si rivendicara come un discendente del'ultimo Inca, Filippo Tupac Amaru.
Per la maggior parte dei ribelli peruviani, la fonte delle loro convinzioni circa la fine della dominazione spagnola era nella concezione del futuro, per la quale l'Inca restituito porre fine alla dominazione spagnola e ritorna l'ordine nel mondo. Analogamente, la morte del'Inca significava una distruzione del ordine, il principio regente del mondo.
La morte di Tupac Amaru, essendo la morte di un Inca, era stata la morte di un uomo che riuniva la terra, il cielo e gli elementi, era stata la morte del figlio del sole.
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Basato su:
CAMPBELL, Le�n G., "Ideolog�a y faccionalismo durante la gran rebeli�n", en Steve J. Stern, Resistencia, rebeli�n y conciencia campesina en los Andes - Siglos XVIII al XX, Instituto de Estudios Peruanos, Lima, 1990.
STERN, Steve J. (comp.), " Resistencia, rebeli�n y conciencia campesina en los Andes - Siglos XVIII al XX", Instituto de Estudios Peruanos, Lima, 1990.
SZEMINSKI, Jan, "La utop�a tupamarista", Instituto de Estudios Peruanos, Lima, 1984.
SAHUARAURA, Tito Atauchi, "Estado del Perú", Lima, 1944.
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