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Eo etiam tempore fuit Jesus, vir sapiens si tamen virum eum apellare fast est. Fui enim mirabilium operum effector, magister hominum qui verum cum voluptate accipiunt: multosque Judaeus, multos item gentiles ad se pellexit. Hic erat Christus. Quem quum Pilatus, ab hominum nostrorum primis delatum, crucis supplicio addixisset, eum tamen amare non desierunt qui primum amaverant. Apparuit enim eis tertio die redivivus, divinis vatibus et haec et mille alia de oe miranda effatis. Atque ab eo denominata Christianorum natio durant usque ad hunc diem. |
"A quel tempo vi era un uomo saggio chiamato Ges�, se � legittimo chiamare lui uomo, perche ha fatto grandi miracoli ed � stato maestro di uomini che accettano la verit� con piacere. Egli ha attrato molti ebrei e molti gentili. Egli era il Cristo. Rivelato da ebrei principali, Pilato lo condann� alla crocifissione. E coloro che prima lo amavano non lasciarono di farlo, perch� lui ha risorretto al terzo giorno; i profeti avevano annunciato questo e mille di altre incredibili fatti su di lui. Da allora fino ad oggi vi � il gruppo dei cristiani ". |
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Flavii Josephi (Giuseppe Flavio), "Antiquitatum Judaicarum (Antiquariato Giudeo)," Lib. XVIII, cap. III. | |
Con la fine del secondo millennio dell'era cristiana sono riapparsi timor� apocalittici. Tuttavia, i timori sono diversi da quei che affliggerono l'umanit� alla fine del primo millennio, perche siamo in altro stadio di progresso. La razza umana, mentre � molto pi� approfondita del proprio corso, ha una maggiore padronanza della natura e una nuova proiezione verso il cosmo.
Fin dalla sua comparsa, la nostra specie ebbe bisogno di spiegare la sua presenza nel mondo, dando senso alla sua esistenza. Trovato questo senso nel suo rapporto con un'essere superiore o Supremo, Dio, trov� anche necessario proporrere la fine della sua esistenza, dopo la quale sopraverrebbe un processo, o la valutazione di tutte gli azioni umane, e, infine, la pena o la ricompensa.
Quel giudizio universale che metterebe fine a tutta l'esistenza umana, per iniziare una ideale e finale esistenza ultraterrena in consustanciazione con la divinit�, � stata sollevata in modo simile da molti o la maggior parte delle culture primitive.
Sembra evidente che l'uomo nonostante i suoi molti progressi nel campo della scienza e della tecnologia, ha mantenuto un angoscia esistenziale che puo sorgere come una vera e propria nostalgia del paradiso ... vale a dire, una nostalgia per una presunta prima esistenza ideale, eterna, immutabile e sicuramente insuperabile. Diciamo, tutto ci'� di piacevole e luminoso che la mente umana abbia elaborato nel corso dei secoli.
Ci'� implica la necessit� di affermare l'assoluto, rispetto a quello di relativo e instabile che ha tutta l'esistenza umana.
La storia � fatta in primo luogo di sucessi propriamente umani. Per essa � impossibile avere conto di altre instanzie non terrestri, o soltanto da conoscenza di atti umani, nella misura che loro sono prodotte da uomini con mobili finiti, ed allora, non pu� valutare il potenziale di altre istanze o dimensioni che potrebbero influenzare il vero, per definizione, visibile, asibile e misurabile.
Pertanto, nel trattare con i fatti che mettono in discussione la stessa esistenza sulla terra per indicare l'esistenza di istanze ultraterrene, superiori e diverse, dobbiamo sottolineare che siamo solo in grado di avere conto dei fatti umani, senza poter verificare che tali eventi siano pieni di altri istanze interactuanti. Perch� al essere prodotte solo da uomini, diventano semplicemente umani, non divine.
Eterna lotta degli opposti, di
contrari, dello finito e relativo contro l'eterno, assoluto ed immutabile.
Prendere una posizione, rimane nella sfera della coscienza individuale.
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Questo sito � dedicato a dimostrare la relativit� di quelle questioni culturali che sono considerate, per definizione, in termini assoluti e immutabili. Non si pu� rivelare la molteplicit� di interessi dietro molte situazioni, molto pi� umane in apparenza di quanto si vuole. Nella maggior parte dei casi � inestrincabile la fitta rete di rapporti economici, sociali, politici e religiosi.
Gli umani siamo soggetti a numerose condizioni storiche e culturali, attraverso le quali interpretiamo alcuni fenomeni. Idolatriamo e distorciamo il passato, colla fine di dare risposte esempiari (vera creazione di archetipi) a questioni che probabilmente non hanno spiegazione, o che non siamo capaci di capire per nostro attuale stadio di sviluppo.
Ricadiamo in fondamentalismi, quindi, prendiamo in considerazione como assolute questioni dei quali il tempo e la storia mostrano come relative, modificabili, in evoluzione e soggette a condizioni ed interessi di individui, gruppi e culture.
La perdita di valori e principi, e il adattamento alle mutevoli situazioni della storia, dimostrano che l'uomo non � solo in evoluzione nel aspetto biologico, ma anche nel culturale, verso la realizzazione di una duratura continuit� della specie nel suo dominio del cosmo.
Lic. Jos� Oscar Frigerio
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i Testi presentati di seguito riportiamo SONO unA SINTESI delle suddette indagini. MIGLIORI REFERENZE DEVONO essere soggetti al medesimo indirizzo |
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