JESTER HOAX HOTEL HOBBIES

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CURIOSITA' SUI JESTER HOAX

 

dai suoi ex compagni di scuola

dalla fidanzata)

per la sua altezza piuttosto limitata.

espresse dal tastierista

(se fosse stato un batterista non sarebbe stato poi male)

raggiunsero mai neanche la metà di questa cifra.

e venne preso a calci dal bassista

"in diretta" il "Piccolo Buddha"

in sala. Gli altri membri riuscirono ad impedirglielo e lui si limitò solamente a sputare

sulle prime file

che ripeteva "ma quale concerto..."

 

LA STORIA DEI JESTER HOAX

 

 

 

I PRIMI PASSI

 

I Jester Hoax nascono verso la fine degli anni 80, grazie all’incontro dei 3 membri fondatori, nelle aule scolastiche di alcuni istituti romani. È qui infatti che, nel 1989 Luigi Antonelli Colasanti (batteria) e Cristiano Senzasono (basso), già affiatata sezione ritmica degli SBRA, si unirono a Daniele Mundano, chitarrista di ispirazione dark.

L’imminenza delle esibizioni portò alla necessità di inserire nel gruppo una voce solista che venne individuata, alcuni mesi più tardi, durante una delle tante occupazioni del periodo, in Davide Maxia che entrò così a far parte dei neonati Jester Hoax. Il nome del gruppo, lo scherzo del giullare, venne proposto da Luigi che lo trasse dal testo di "In the court of the Crimson King" dei King Crimson.

La prima esibizione, avvenuta al Festibalduina, il 18 marzo 1990, fruttò alla band un prestigioso secondo posto. In quell’occasione fu utilizzato per il gruppo il nome Thin Crash per non compromettere, in caso di insuccesso, il nome originale.

In quella manifestazione si esibì, in una performance acustica assieme a due cantanti, anche quello che sarebbe diventato il secondo ed attuale chitarrista dei Jester Hoax: Paolo Formichetti.

Nel 1991 l’organico della giovane formazione si ampliò includendo due coriste: Tania e Barbara. Sono di questo periodo le canzoni originali, in stile rock-pop, "Tu", "Cosa c’è" e "Angelo blu".

 

LA SVOLTA

 

Nel 1992 si verificò una grande rivoluzione che portò oltre all’abbandono del cantante e delle due coriste, alla sostituzione del chitarrista originale con Paolo Formichetti e all’introduzione del tastierista Marco Leonori.

Le prove si svolgono in una stanza della parrocchia di S. Pio X gentilmente fornita dal viceparroco e aspramente tollerata dal parroco.

Da tale data, affianco ad un’intensa attività compositiva di nuovi pezzi orientati verso il rock progressive, inizia la ricerca di una voce solista che venne interrotta dall’arrivo nelle fila del gruppo di "Uanciù" (il cui vero nome non viene più ricordato da nessuno del gruppo). Bastarono poche prove e l’ascolto di alcune sue composizioni nonché un suo storico contributo al testo di "Epitaffio" ("diceva la storia io già la conosco, la vita è un fuoco pisciato in un bosco") per capire che la ricerca doveva ricominciare. Fu proprio Cristiano che, del tutto privo di scrupoli morali, si incaricò di silurare il poveretto (e non sarebbe stata l’ultima volta).

Il riavvicinamento di Davide permise al gruppo di completare il repertorio di pezzi progressive ("Il giardino dei sogni", "Mosaico", "Storie di vecchi eroi") e di ampliarlo con composizioni, più in stile pop-rock composte esclusivamente dal cantante ("Bambina", "A che cosa è servito", "Donna semplice").

Si devono a Davide i testi piuttosto onirici e psichedelici di alcune delle più belle canzoni dei Jester Hoax: "qualcuno crede capisce perché non guarda" da Il giardino dei sogni oppure "attimi di lucidità fiumi di bambini e bambole", "e che pensieri immensi che dolci sogni mi ispirò la vista" da Mosaico o "moto in fiamme babe, la tua notte babe" da Inferno.

In quell’anno i Jester Hoax organizzano il loro primo grande concerto che venne tenuto il 7 giugno 1992 nel teatro di S. Pio X alla Balduina. Il concerto incassò la bellezza di oltre 700.000 lire che andarono in beneficenza.

Una settimana dopo i Jester Hoax furono chiamati ad esibirsi all’aperto in un’altra parrocchia (di qui il soprannome di "Churches tour" che venne dato agli eventi).

La chiamata di Davide alle armi portò prima ad un triste concerto di addio e successivamente alla sostituzione con una cantante.

In questo modo si concluse la fase creativa dei Jester Hoax che entrarono nel periodo più triste della loro storia. Il tastierista, portavoce del malessere insinuatosi tra i membri, con una mossa azzardata lasciò la band.

 

IL BUSCETTAMENTO

 

Verso la fine del ‘93 i tempi erano maturi per una riunione del gruppo. Il tastierista, pentito (da qui il soprannome di Buscetta), contattò Paolo e Cristiano che nel frattempo avevano già deciso di riformare il gruppo con lo scopo di eseguire cover dei Marillion accanto ad una selezione dei pezzi originali in stile prog.

Il microfono venne affidato ad una nuova cantante, Claudia Coderoni, dalla voce potente e melodiosa mentre dietro ai tamburi tornò inizialmente Luigi che, per motivi di lavoro e di salute, venne sostituito da Marco "Tuti" Ricco, ex batterista dei Tutania, recenti vincitori di Emergenza Rock (fu proprio nel garage di quest’ultimo che venne costruita la seconda saletta del gruppo: il "Tutti Tuti Sound").

Sono di questo periodo numerose date al Music Inn, ma la crisi compositiva, riaffacciatasi prepotentemente, portò ad un nuovo scioglimento.

 

FASE TRE

 

Nuovo cantante (Federico Mancini), nuovo indirizzo (esclusivamente cover dei Marillion) troppa religione (il buddismo del batterista) troppi appuntamenti mancati (dal cantante).

 

LA RINASCITA

 

La voglia di ricominciare che legava le vite dei vari membri del gruppo fu più forte di ogni avversità, persino di S.B.

All’inizio del ‘97, infatti, Cristiano, Paolo, Marco e Claudia si ritrovarono in una saletta di S. Lorenzo a provare un batterista decerebrato che costrinse Cristiano a lanciare un nuovo inevitabile siluro. Ma le basi erano solide e questo inconveniente non scoraggiò i 4 che trovarono finalmente in Michele Bella il batterista ideale.

Il resto è storia di oggi: un repertorio che abbraccia gran parte della produzione dei Marillion del periodo Fish, varie esibizioni tenute e numerose in programma e tanta voglia di suonare insieme.

 

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