Bangladesh: 5 febbraio 1986 – 27 Agosto 2008
Sono arrivato alla conclusione di un periodo della mia vita. Molte le esperienze fatte. Centinaia di migliaia le persone incontrate. Ma è ovvio, il Bangladesh è una delle nazioni più popolate al mondo. Ho cercato per giorni una parola, una foto che sintetizzasse questo “attimo di vita”. Avrei voluto una foto di quelle fatte di proposito, magari in posa…invece ve ne presento una che mi ha colto impreparato anche nel vestito. Avevo appena fatto una passeggiata di 5 chilometri per raggiungere come mio solito la domenica pomeriggio, la Casa Regionale dei Missionari del Pime a Dinajpur…..Una chiamata dalla parrocchia vicina per dirmi che un ragazzino dell’ostello stava male. “Va bene, arrivo” ho risposto al Padre Quirico che mi aveva chiamato al cellulare. Arrivo e trovo ad aspettarmi le centinaia dei ragazzi dei suoi boarding nella grande hall coperta di tin (ondulati zincati). Nessuno era malato….“Vogliono salutarti” mi dice P. Quirico per tranquillizzarmi. E comincia l’onusthan, cioè la piccola rappresentazione che i ragazzini e ragazzine sono sempre pronti ad improvvisare.
Conoscevo molti di quei ragazzini per averli visti e curati nell’ambulatorio e nelle corsie dell’ospedale. Ma tra i di essi ho voluto cercarne uno che il P. Quirico mi aveva portato una notte con un attacco di asma cardiaco complicato da edema polmonare. L’avevo dato per spacciato. Dei farmaci che gli avevo somministrato avevo raggiunto le dosi tossiche per un bambino…ma non era servito a nulla. Avendo perso ogni speranza avevo invitato tutti, il P. Quirico e anche le infermiere a pregare perché era rimasta solo quella di alternativa. Avevo dato ordine di metterlo su un letto in una stanza ad aspettare la morte. Invece, chissà come ce l’ha fatta e la mattina l’ho ritrovato sveglio benché ancora con un respiro pesante. Ho chiamato io questo ragazzino tra le centinaia che avevo avanti…piano piano l’ho visto avvicinarsi. Stava bene. Ho voluto mettergli di nuovo la mano sul cuore. Era lui. Non occorreva lo stetoscopio per accorgersi dei suoi problemi cardiaci. Ho chiesto a chi stava prendendo delle foto di farmene una con lui. Sì, l’ho voluta io questa foto. E guardatemi pure, non ero certo in condizioni di farmi fotografare…ma che importa. Questa foto vale egualmente molto per me. |
Preparandomi al ritorno ho setacciato molte delle cose che in un modo o in un altro si erano accumulate nella mia stanza. Ho ritrovato anche un libro che avevo letto quando ero ancora a Chuknagar...Me lo porterò dietro ma in formato digitale. Un libro di oltre 400 pagine. Sfogliandolo mi sono ritrovato, direi quasi per un caso su alcune righe che mi piace riportare qui in questo momento. Sembrano una risposta ai tanti interrrogativi che hanno affollato i miei pensieri nei mesi passati, da quando cioè mi è stato comunicato con certezza il mio rientro in Italia.
Sono parole che hanno il sapore del vangelo e che sono legate con un filo sottile a quelle che scrivevo anni fa e che hanno accompagnato questa pagina fin dall'inizio della mia esperienza al St. Vincent Hospital di Dinajpur e che purtroppo, a causa della inefficiente connessione ad internet del Bangladesh non ho potuto curare più di tanto....Le riporto di nuovo perchè oltre che su questa pagina esse rimangono incise nella mia mente e nel mio cuore come una strada ancora da completare.
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Oggi tutto questo è ancor più vero di ieri. Ed è la strada aperta su questo nuovo inizio che non è stato facile accettare e per il quale vi chiedo un ricordo, una preghiera e............ niente di più. Questi eventi di cui vi ho parlato spero vi faranno capire il senso del mio silenzio di questi ultimi tempi. Credo infatti che sia buona cosa scrivere con la pace nel cuore...ed oggi penso di poter osar dire che la pace e la serenità tornano a far parte del mio orizzonte.
Un grazie pieno di riconoscenza per tutti voi che mi avete seguito ben più che con simpatia.... Continueremo a camminare insieme... Ed io comincerò a sognare un possibile ritorno...
Un ciao immenso. Gildo
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Alba sul Fiume Atrai, Dinajpur - Bangladesh |