| “Spin
with a grin” (www.spinwithagrin.co.uk) è una sorta di archivio di
risorse e informazioni sulla band, tra cui spicca uno spazio per domande
& risposte, aggiornato in continuazione dagli stessi membri del gruppo.
Quella che segue è una selezione delle domande più interessanti
sottoposte al gruppo.
I suoni
di "Kid A" sono molto differenti da quelli di "Ok Computer". C’è
stato un evento specifico che vi ha fatto andare in una direzione diversa?
“Ok Computer”
è stato registrato per lo più dal vivo, dopo diverse prove
e tour. “Kid A” è stato il nostro primo tentativo di lavorare sui
suoni delle canzoni in studio. Volevamo capire maggiormente alcuni dei
mezzi moderni per creare musica, come ad esempio i moduli di suono e i
sampler, frammenti di musica estratti da canzoni preesistenti per comporre
canzoni ex-novo. Eravamo anche interessati a ricreare suoni “freschi” usando
vecchi sintetizzatori analogici e batterie elettroniche. Alla fine suonare
dal vivo ci piace ancora molto.
Molti musicisti
sono invidiosi della vostra fama. Una volta un amico mi ha detto: “Thom
Yorke potrebbe realizzare a suon di rutti l'inno americano che la Capitol
la pubblicherebbe subito come singolo”. Pensate di aver raggiunto una certa
libertà che altri artisti non hanno?
Ogni libertà
che possiamo permetterci adesso è stata raggiunta con fatica, proprio
come nel caso di ogni altra band che ha fatto tour in America ed è
stata in radio da quando, nel 1993, siamo stati negli USA per la prima
volta… Hai sentito "Gastroenteritis/peristalsis" su Hot Air Records? E’
un disco davvero meschino che il New York Observer ha valutato come uno
tra le migliori scelte dell’anno. Thom non può bere acqua gasata
sul palco nel caso dovesse poi ruttare nel microfono, lo sai, no?
Le interviste
via email danno l’opportunità di conservare l’appetito e allo stesso
tempo di “parlare” con giornalisti e fan. Pensi che Internet dia solo una
falsa impressione di “comunità” o credi invece sia un modo veloce
per avvicinarsi a quelle persone che amano la musica?
Penso che
il Web sia la riflessione dei propri utenti; può essere un buon
modo per far conoscere persone interessanti tra di loro che magari abitano
in posti lontani. Cipiacciono le interviste faccia a faccia con i giornalisti
perché so che qualcuno di loro scaverà dentro di noi per
capirc. Non è già questa un’illusione di comunità
sufficiente per farti sentire a casa? Passiamo tutto il nostro tempo in
studio, così fare dei Web broadcast con persone che se ne stanno
sole magari dall’altra parte del mondo con i loro computer non significa
già che abbiamo qualcosa in comune? Penso sia bello avere certi
contatti, ma solo ogni tanto.
Considerando
il fatto che avete scelto di non pubblicare nessun singolo da “Kid A” e
di singoli da “Amnesiac” non ne sono ancora stati confermati, qual’è
la vostra generale attitudine nei confronti di questa strategia promozionale?
Ci siamo sentiti
un po’ tristi che non ci fosse nessun nostro singolo in radio; significa
che il giudizio nei confronti della nostra musica è fatto più
di opinioni critiche che di altro. La ragione per cui non abbiamo scelto
nessun singolo dal disco non riguarda la credibilità artistica.
E’ solo che abbiamo pensato che scegliere un brano da un album come “Kid
A” potesse essere poco rappresentativo dell’atmosfera totale del disco.
Con il prossimo lavoro siamo fermamente decisi ad estrarre dei singoli
da lanciare in classifica, fare video, servizi fotografici, partecipazioni
a trasmissioni televisive per bambini e tutto ciò che è routine,
soprattutto molte interviste che riguarderanno la nostra travagliata esistenza.
Certo, sono d’accordo sul fatto che un buon singolo con video possa essere
ben rappresentativo, sempre però sia davvero buono. Veramente abbiamo
girato diversi mini film della durata di trenta minuti ciascuno, non tutti
infatti erano di trenta secondi come i blimp. Insieme a Shynola, Chris
Bran e Stanley la cosa è stata molto soddisfacente e ne siamo molto
orgogliosi. In assoluto quelli sono stati i migliori stralci di video che
abbiamo mai girato. Tuttavia ci hanno detto che il formato non era adatto
per la promozione, anche se per quanto ci riguarda queste sono tutte stronzate.
Mi rattrista sapere che la gente non potrà mai vedere per intero
i film più belli che abbiamo mai girato per la nostra musica.
Che cosa
ne pensate del fatto che il vostro ultimo album sia così eccessivamente
sopravvalutato? Pensate che la risposta sia nel fatto che ormai siete considerati
una band di culto e che nessuno osa contraddirvi?
Appena concludi
un album non sai più che cosa ne pensi. Non è più
tua proprietà. Tutto ciò che puoi fare è difendere
il lavoro fino alla fine rendendogli giustizia perché ti ci è
voluto molto impegno e stress, prendendo tutto ciò che avevi dentro
di te. Quando abbiamo finito “Kid A” ci siamo sentiti come se avessimo
compiuto un miracolo minore. E’ tutto ciò che mi ricordo. Non c’entra
nulla la competizione, quella è solo merda che ti rende malato e
danneggia la tua musica.
Molte riviste
di stampo musicale hanno definito “Kid A” come uno tra i dieci migliori
album dell’anno. Che cosa significano per voi? Siete rimasti sorpresi di
come l’album è stato accolto da pubblico e critica? Infine, quali
sono alcuni dei vostri album preferiti di quest’anno?
Grazie per
le belle parole… certamente i complimenti ti portano un po’ ovunque…Sono
molto felice che alcune persone abbiano trovato l’album bello. Buoni album?
“Bow down to the exit sign” di David Holmes e “Felt mountain” di Goldfrapp.
Mi sembra
che la vostra identità sia alquanto politicizzata ed essendo una
band molto seguita da pubblico e media avete l’opportunità di dire
la vostra. Ci sono particolari canzoni del vostro repertorio che hanno
messaggi politici?
Trovo difficile
non essere influenzato dai media più potenti. La politica non è
qualcosa che succede laggiù mentre tu invece guardi da un’altra
posizione. Chi, per esempio, si aspetta realisticamente che i politici
se ne escano con soluzioni globali quando ciò che fanno è
solo guardare ai propri interessi? Non credo che noi siamo politicizzati,
in questo senso. Mi preoccupo del nostro futuro. Ma è politica,
questa? La politica significa essere popolari, cioè vicino al popolo.
Io chiedo di avere diritto di parola, credo di avere il diritto di dire
ciò che voglio nelle mie canzoni, qualsiasi cosa.
Come vi
preparate per un concerto? Avete qualche rito particolare che usate prima
e dopo ogni show? Siete superstiziosi?
Personalmente
mi sdraio sul pavimento per circa mezz’ora e aspetto che lo sporco e la
polvere si accumuli su di me. Cerco di svuotare il più possibile
la mia mente dai pensieri… Non abbiamo nessun particolare rituale prima
di suonare: di solito siamo molto spaventati. Nell’ultimo tour il mio unico
rituale era quello di prendere degli antidolorifici e miele con limone
e fare qualche gargarismo e sgranchirmi la schiena visto che sono stato
ammalato per la maggior parte del tour. Interessante.
Spin
With A Grin
18/01/2001
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