| Italian Drama Workshop | autunno 2007 |

Questo è il Riassunto della trama | Sul palcoscenico | Dietro le quinte

il Riassunto in inglese | the Summary in English

Atto Primo

Lo spettacolo comincia con il narratore, Leopoldo Notarbartolo. Lui descrive suo padre, Emanuele Notarbartolo, un aristicratico e uomo politico di Palermo, che è stato ucciso dalla Mafia siciliana il primo febbraio 1893. Notarbartolo è stato il primo “delitto eccellente” della Mafia; questo spettacolo ruota intorno al personaggio di Leopoldo che rivive i ricordi di suo padre e che lotta in cerca della giustizia e degli assassini di suo padre. Lo spettacolo è composto da una serie di scene che si svolgono nel presente, da flashbacks sulla vita di Notarbartolo e da conversazioni immaginarie tra i personaggi reali e il Notarbartolo morto.

Il primo atto comincia con una delle conversazioni immaginarie in cui Leopoldo e Notarbartolo ricordano l’infanzia di Leopoldo. Notarbartolo ha bei ricordi della sua vita nonostante la sua tragica fine. Segue una scena con Marianna, la moglie di Notarbartolo: anche lei ricorda con nostalgia la loro giovinezza, il loro amore, e la sua innocenza. Il suo monologo è seguito da due flashback: il primo ci presenta Marianna e Notarbartolo felici e scherzosi subito dopo il matrimonio; il secondo la gioia della coppia alla notizia della gravidanza di Marianna.

A questa scena allegra ne segue un’altra di umore completamente diverso: Notarbartolo cerca di riorganizzare la struttura dell’ospedale di Palermo gravemente danneggiato dall’operato di mafiosi senza scrupoli. Egli chiede delucidazioni ad un infermiere e al direttore dell’ospedale sulla sparizione ingiustificata delle provviste per i malati, degli strumenti di lavoro, e così via. Notarbartolo pensa che ci sia un problema di corruzione generale in quell’ospedale, ma sia l’infermiere che il direttore dicono che le cose sono sempre andate in questo modo. Anzi, il direttore gli consiglia di non coinvolgersi troppo negli affari dell’ospedale perchè potrebbe essere pericoloso. In una narrazione nel presente, Leopoldo spiega che Notarbartolo era un uomo onesto e integro, sempre desideroso di fare la cosa giusta. Quest’atteggiamento non era certo apprezzato dai membri della Mafia che approfittavano degli sbagli delle compagnie sotto la loro protezione.

Nel seguente flashback Notarbartolo parla con il contabile Panormo dei problemi dell’ospedale. Così come il direttore dell’ospedale, anche Panormo sottolinea i pericoli a cui Notarbartolo incorre nel mettere il naso in quelle faccende. Panormo menziona il nome di Palizzolo che è un membro del Parlamento e un uomo importante con molti legami con la Mafia. Palizzolo sarà un personaggio importante nella vita di Notarbartolo e nello spettacolo.
Nella scena che segue c’è una conversazione nel presente tra Leopoldo e sua madre. Leopoldo cerca di spiegarle quanto l’ambiente di lavoro di Notarbartolo fosse controllato dalla mafia e da uomini pericolosi, ma Marianna risponde dicendo che tutti, anche se impauriti, rispettavano ed amavano suo marito.

Finalmente, nella scena seguente, il pubblico conosce l’onorevole Palizzolo. Lui è infuriato con Notarbartolo a causa del suo lavoro di riorganizzazione dell’ospedale, dove Palizzolo aveva grossi interessi personali. Il principe, un uomo potente amico di Palizzolo (ma che era stato anche amico di Notarbartolo), gli suggerisce di avere pazienza. Dopo questa scena, Palizzolo torna a casa sua e parla con sua madre, la quale rappresenta il modello stereotipico di madre italiana molto coinvolta negli affari del figlio e sempre preoccupata che lui non mangi abbastanza.

Dopo questa scena comica, c’è un’altra conversazione immaginaria tra Leopoldo e Notarbartolo, in cui Leo esprime al padre la sua preoccupazione sul lavoro del padre contro la mafia, ma Notarbartolo, da uomo giusto, non ha ripensamenti sulle sue scelte: la legge viene prima di tutto.
Segue un altro flashback sull’infanzia di Leopoldo in cui Marianna rimprovera il marito di lavorare troppo e trascurare suo figlio. Nonostante Notarbartolo prometta di cambiare, Leopoldo ci ricorda che questo non è mai successo. Tuttavia Leopoldo ripensa ad una storia, che sa ormai a memoria, che Notarbartolo gli raccontava sempre sull’eroe del Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, e sulle disavventure militari del padre.

Vediamo poi di nuovo Palizzolo intento a lamentarsi con la madre di Notarbartolo che dall’ospedale è passato ora ad investigare l’amministrazione del Banco di Sicilia, danneggiando ancora di piu’ i loschi affari di Palizzolo. Notarbartolo scopre che i conti della banca non tornano ed è sorpreso nel constatare come i banchieri siano disposti a rubare soldi ai clienti pur di pagare i debiti della banca. Come nella scena in ospedale, anche qui i banchieri insistono che le cose sono sempre andate in quel modo e che Notarbartolo non dovrebbe interferire.
Nella scena che segue Notarbartolo dimostra di essere un uomo onesto e leale non solo nella sua vita pubblica, ma anche in quella privata. Infatti quando la sua segretaria, Agata, gli confessa di essere innamorata di lui, Notarbartolo le dice che una relazione tra di loro non è possibile poichè entrambi hanno famiglie.

Nell’ultima scena, Leopoldo racconta le ultime ore del padre: lo aspettavano alla stazione, lui e sua madre, ma Notarbartolo non è mai arrivato. È stato ucciso da mafiosi mentre tornava a casa in treno.


Atto Secondo

L’atto secondo si apre con il processo contro i presunti colpevoli. Carenza, un fruttivendolo che viaggiava sullo stesso treno di Notarbartolo la notte della sua morte, sta ritraendo la sua testimonianza in cui affermava che aveva visto un uomo cadere dal treno. Ora sostiene di non ricordare niente di quella notte. La scena seguente mostra l’incontro tra una contessa e Palizzolo. La Contessa vuole che Palizzolo la aiuti con alcuni problemi che ha con Notarbartolo riguardo il suo conto al Banco di Sicilia. Se ne va di corsa quando Palizzolo dice che probabilmente non potrà far molto per lei. C’è poi un flashback in cui Notarbartolo porta Leopoldo in un collegio gesuita. Leo ha paura e vuole che suo padre rimanga con lui; Notarbartolo prova a rassicurare suo figlio, raccontandogli della sua esperienza in collegio.

Si torna al processo e si vede che un altro testimone, il Signor Diletti, ritrae la sua testimonianza contro il presunto assassino Fontana, dicendo di essersi sbagliato. L’avvocato di parte cerca di dimostrare che Palizzolo ha comprato a Fontana una casa come ricompensa per aver assassinato Notarbartolo e che la mafia sta minacciando tutti i testimoni. Siccome nessuno vuole testimoniare contro Fontana, Leopoldo decide di andare a Hammamet (Tunisia) a indagare ulteriormente gli affari di Fontana per dimostrare che il suo alibi è falso. Ha trovato quattro pescatori siciliani che ammettono l’esistenza di una piccola barca che, a giorni alternati, parte da Hammamet per la Sicilia. Leopoldo crede che Fontana sia partito clandestinamente da Hammamet per andare a Palermo ad uccidere Notarbartolo e poi ci sia ritornato senza che nessuno se ne accorgesse. Tuttavia, un amico di Leopoldo, l’avvocato Marchesano, è costretto a smorsare l’entusiasmo dell’amico dicendogli che i pescatori non confesseranno mai pubblicamente per paura della mafia. Leo cerca di andare a convincere il re di questo, ma il re rifiuta di vederlo. Fortunamente Leo trova un amico, Crisafulli, che riesce a parlare con il re del caso Notarbartolo.

In un’altra conversazione, Leo rivela al Principe di avere le prove che Fontana ha ucciso suo padre e che Palizzolo è stato il mandante. Il Principe gli chiede la ragione per cui Leo non fa uccidere gli assassini di suo padre se è così convinto della loro colpevolezza, ma Leo gli risponde che lui crede nella legge. Il Principe insiste che farà di tutto per difendere Fontana poiché ha bisogno di uno come lui per proteggere le sue terre da altri mafiosi.

Nella scena seguente la luce torna su Marianna, la cui vita è vuota senza il marito, che ricorda con struggente nostalgia. Riceve la visita di Agata, la quale vorrebbe che Marianna mettesse dei fiori a nome suo sulla tomba di Notarbartolo. Agata confessa inoltre che era innamorata di Notarbartolo ma assicura Marianna che lui non l’ha mai toccata, il che solleva Marianna facendola però sentire in colpa. Le era infatti capitato di sospettare che tra i due ci fosse una relazione.

Mentre il processo continua, vediamo un altro testimone ritrarre la sua testimonianza. Subito dopo due poliziotti arrivano alla casa di Palizzolo per arrestarlo; sua madre dichiara la innocenza del figlio e prova a corromperli senza successo. Al processo, Palizzolo nega le accuse del giudice di implicazioni in altri delitti così come nega qualsiasi legame con il delitto Notarbartolo.

Nella ultima scena dell’atto secondo, Leo e Notarbartolo parlano della mafia. Leo denuncia la gente che pensa che la mafia non esista; secondo lui, tutti sanno che senza la mafia un politico in Sicilia non potrebbe ottenere voti. “Tutti lo sanno e nessuno lo sa. È questa la strategia vincente della mafia” risponde Notarbartolo.


Atto Terzo

Quest’atto comincia con una conversazione tra il Principe ed il Procuratore. Una volta uscito il Principe, il Procuratore riceve la visita di Leopoldo con cui discute delle strategie migliori per trovare le prove contro gli assassini di Notarbartolo. Si passa poi di nuovo al processo, dove Fontana, il presunto assassino, sta dando la sua testimonianza. Fontana afferma che la sera dell’assassinio si trovava a Hammamet per la consegna di un pacco e nega l’accusa del giudice di aver usato una barca clandestina per ritornare a Palermo e commettere l’omicidio. Il giudice crede che il fratello di Fontana abbia falsificato la sua firma per prendere la ricevuta della consegna del pacco.

Palizzolo viene poi chiamato a testimoniare; egli nega di conoscere Fontana. Un altro uomo, il barbiere Costanzo, è chiamato per confermare la sua precedente testimonianza secondo la quale lui aveva visto Fontana e Carollo il giorno in cui Fontana diceva di essere a Hammamet. Ancora una volta Palizzolo nega il suo coinvolgimento nell’omicidio Notarbartolo ed incita il pubblico gridando “Viva la Sicilia!” Il pubblico è composto in maggior parte da membri del Pro-Sicilia, un’ organizzazione nata dopo il delitto Notarbartolo con lo scopo di difendere la Sicilia dalle accuse di mafia. La giustizia sembra tuttavia prevalere: la giuria di Milano condanna Palizzolo a vent’ anni di carcere per essere stato il mandante del delitto Notarbartolo. Leopoldo manifesta la sua gioia in un monologo rivolto al padre, del quale, nella scena seguente, legge una lettera che aveva scritto a Leo ragazzino in cui lo esorta ad essere più serio ed impegnato in collegio.

La gioia di Leopoldo non dura molto: Marchesano gli comunica che la sentenza è stata invalidata per cavilli giudiziari ed ora il processo sarà ripetuto a Bologna. Nella scena seguente, c’è un flashback scherzoso tra Marianna e Notarbartolo. Marianna ha tagliato la treccia tanto amata dal marito, e Notarbartolo la sgrida per questo. Subito dopo questa scena vediamo Leopoldo che si augura che finalmente Palizzolo venga trovato colpevole del suo crimine.

Con sua grande rabbia, Leopoldo viene a sapere da Marchesano che ancora una volta, per insensati cavilli burocratici, il processo verrà rifatto in un’altra città, Firenze.

Nella scena successiva, il Principe consola Palizzolo dicendogli di non preoccuparsi perché questo sarà l’ultimo processo e che verrà liberato una volta per tutte.

Vediamo un altro dialogo immaginario tra Notarbartolo e Leopoldo seguito da una scena del processo con l’interrogatorio di Palizzolo e Fontana. Le loro testimonianze hanno lo scopo di creare confusione e, nonostante sia chiara la loro partecipazione al delitto Notarbartolo, la giuria dichiara innocenti tutti gli imputati per mancanza di prove.

I membri del Pro Sicilia affittano una barca per portare Palizzolo in Sicilia, in pieno trionfo. A tutti i membri della giuria, Palizzolo ha mandato un biglietto per raggiungerlo a Palermo e ha donato, in segno di gratitudine, una rosa d’oro con un diamante al centro. Solamente un membro della giuria, Mannarò, che ha dato l’unico voto contro Palizzolo, rifiuta il regalo perché lo considera ancora colpevole.
Pur essendo deluso ed amareggiato dal risultato, Leopoldo ha almeno la consolazione di sapere che Palizzolo non ha ricevuto molti voti alle ultime elezioni poiché è ormai considerato un personaggio scomodo dai suoi stessi amici mafiosi.

In un dialogo immaginario, Notarbartolo e Leopoldo leggono una lettera scritta dal poeta Giovanni Pascoli e poi recitano alcuni versi delle sue poesie- scritte dal poeta dopo l’omicidio misterioso di suo padre.

La scena finale è un dolce flashback su Notarbartolo e Marianna: camminano sotto la pioggia litigando scherzosamente su chi dei due è più innamorato.

 

 

 

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