Italian Drama Workshop | Dacia Maraini

Riassunto | Synopsis

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La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini
presentato dall'Italian Drama Workshop
2, 3, 4, 5 dicembre 2003 alle ore 20.15 (8:15 pm), ART 1.102, San Jacinto e 23rd Street

RIASSUNTO

Ambientato in Sicilia, nel diciottesimo secolo, lo spettacolo narra la storia della nobile famiglia Ucrìa. Sul palcoscenico vedremo Marianna Ucrìa, la duchessa muta, in tre periodi diversi della sua vita.

Un'altra Marianna farà da narratrice rivelando i pensieri e le emozioni della Marianna muta.

Lo spettacolo comincia con Marianna Ucrìa bambina che gioca e canta "e pi e pi e pi, sette femmini p'un tari`," un ritornello siciliano che sarà un suono costante nella sua vita futura. Poi, la ragazzina viene portata via da un uomo vestito di rosso e sentiamo le sue urla mentre l'uomo la violenta: questo trauma la rende sorda-muta. Da un'altra parte, Marianna adulta recita il primo dei molti monologi in cui esprime i suoi sentimenti quando era piccola. Inoltre, vediamo Maria, la madre di Mariana, Innocenza, la cuoca della famiglia, e la nonna Giuseppa. In questa scena, vediamo la semi-analfabeta Giuseppa che cerca diligentemente di insegnare a Marianna a leggere e scrivere, l'unico modo per lei di comunicare. E` sempre Giuseppa e non la madre che dà piu` attezione a Marianna durante la sua infanzia.

Nella scena sguente, vediamoSignoretto, il padre di Marianna, che e` disperato perchè sua figlia non parla. Nella speranza di farla parlare attraverso un trauma, la porta ad un' impiccagione a cui Marianna reagisce svenendo. Signoretto non sa pi`¨che fare per aiutare la figlia che ama moltissimo, ma con cui non riesce ad avere un vero rapporto. Il padre sconfitto la riporta a casa dove li accoglie Innocenza. Come madre, Maria e` molto distaccata ed afferma che 'mia figlia mi segue, mi spia.' La scena finisce con il monologo di Marianna adulta in cui chiede a sua madre le ragioni di questo suo atteggimaneto distaccato.

Poi, emerge il rapporto combattuto tra Maria e Signoretto e scopriamo che Signoretto esce spesso di notte per 'giocare con amici' mentre sua moglie, ovviamente gelosa, rimane a casa da sola. Pero`, lei lo accetta e lui va via dicendo 'non mi piace quando mi aspetti!'

Nella scena successiva, Marianna sta con la nonna Giuseppa che continua a insengarle a leggere e scrivere. Marianna riesce ad imparare bene. Si sente tuttavia isolata perche` sua nonna non le permette di andare al ballo con le sorelle. Anche se la nonna e` la persona piu` vicina a Marianna, anche lei e` un po` turbata ed infastidita dalla nobiltà. Dice a Mariana che non vivra` a lungo e che probabilmente l'aspetta l'inferno.

Assuefatta al laudano (una droga a base di oppio), in questa scena Maria descrive i cani (immaginari) che corrono nella sua mente durante il sonno. Chiede ad Innocenza di portarle Marianna perche` le deve parlare. Quando Marianna arriva, la madre le comunica che ha trovato un marito per lei. Dall'altra parte, un uomo in rosso passa e Marianna si sente turbata. Poi, Marianna adulta descrive la paura e l'odio che ha per quest'uomo che deve sposare. Nel frattempo, Signoretto arriva e regala a Marianna una lavagnetta su cui scrive che lei sposera` suo zio Pietro, ma Marianna in risposta scrive il suo rifiuto. Sua madre e suo madre ribadiscono dicendo che se lei non lo sposerà, la manderanno in una clinica per i pazzi ed i malati. Allo stesso tempo, Pietro entra sul palcoscenico e prende sua moglie con cui cerca di ballare. Non avendo la capacita` di sentire la musica, Marianna non riesce a farlo. Pietro allora comincia a ballare da solo. Dal monologo, vediamo quanto tormentato, triste, e disperato e` Pietro. Immagina infatti di parlare-in italiano ed in francese- a sua madre e al suo maestro di ballo: Charles Martin. Esprime il suo odio per la madre che ha portato lontano da lui prima la sua amata sorella Maria costringendola a sposarsi e poi la sua capretta, l'unica sua amica. Ricorda la nascita di Marianna e dice che il sua odore era come quello di Maria, la sua amata sorella.

Maria che sta male chiede a Signoretto un ultimo bacio. Lui le dice di non essere cosi` drammatica. Maria muore e Marianna adulta descrive sua madre, la sua morte, ed il loro rapporto difficile. Signoretto parla del suo rapporto con la moglie. Poi, Marianna adulta commenta sul padre, descrivedolo come un uomo dolce, gentile, e distratto.

Pietro da solo parla delle femmine che sono nella sua casa e come vorrebbe finalmente che Marianna gli desse un figlio maschio dopo tre femmine. Pietro urla a Fila, la domestica di Marianna, e cerca di violentarla. Pero`lei lo riffuta e corre via.

Pietro aspetta mentre Marianna sta per partorire; Signoretto entra e gli annuncia che è arrivato il 'masculo'. I due littigano sul nome per il bambino . Dato che a Pietro importa perservare la nobilta`, ricorda a Sigoretto che la famiglia ha origine dall'impero romano. La scena finisce con Pietro che svela il suo disdegno per Marianna che ama lavorare la terra e mischiarsi con I contadini. Dice che Signoretto dovrebbe vergognarsi di averla tirata su in questo modo.

Marianna spiega poi come non puo` guardare più suo marito negli occhi e solo ora trova il coraggio di rifiutare Pietro per la prima volta. Signoretto poi parla all'ultimo nato, anche lui chiamato Signoretto. Il bambino sta male e come sua madre non parla. Il nonno dice che sarebbe ironico che un bambino così piccolo morisse prima di un Signoretto di sessant' anni. L'atto finisce con Marianna adulta che descrive un sogno in cui un uomo in bianco si avvicinava su un cavallo. Ha perso in una volta due uomini importanti nella sua vita, il padre ed il figlio. Ascoltiamo di nuovo il ritornello "E pi e pi e pi, sette femmine p'un tari'," le parole che continuano a vivere nella sua memoria.

L'atto secondo inizia con Marianna che descrive la gioia che prova dalla letteratura. Ogni tanto, però, immersa in questo mondo fittizio, Marianna si accorge di qualcosa che sta turbando l'oscurità del mondo esterno. Marianna intravede la sua serva, Fila, che gioca con un ragazzo: Saro, il fratello di Fila. Saro incanta Marianna al primo sguardo.

Poi Marianna presenta le sue tre figlie: Giuseppa ­ che era stata obbligata a sposarsi e disprezza la sua vita domestica litigando sempre con il marito, Felice ­ che è monaca, e Manina ­sposatasi a dodici anni e caduta in un ruolo squallido di maternità esigente. La famiglia osserva la "lanterna magica" e le sue immagini esotiche mentre Giuseppa da una parte rimprovera Manina della sua passività verso suo marito e Felice da un'altra rimprovera Fila di non fare il suo dovere.

Carlo, il fratello di Marianna, entra e discute con Pietro parlando di coscienza politica e responsabilità. Poi entra Mariano, il figlio, e Pietro chiama tutti fuori a vedere i fuochi d'artificio per una festa in paese e la famiglia intera osserva la celebrazione. Mentre i fuochi esplodono, Mariano chiede a Pietro un prestito per una carrozza migliore, poichè ha avuto un incidente. Vediamo ancora l'intransigenza di Pietro; il loro litigio è interrotto da Giuseppa. Arriva Saro, sempre avido di prendersi cura di Marianna e viene rimproverato da Innocenza e Fila per cercare di attrarre troppa attenzione.

Poi, sempre guardando i fuochi d'artificio, Carlo indica l'ipocrisia politica di Pietro e Manina viene ancora criticata da Giuseppa per la sua eccessiva preoccupazione verso i suoi figli. Saro finalmente riceve un'opportunità di scrivere a Marianna quando Innocenza vorrebbe offrirle un gelato e nessun altro vuole scrivere il biglietto. Però, Marianna ci dice subito che non le ha offerto un gelato, ma ha professato il suo amore per lei ­ mettendola in subbuglio. Successivamente Mariano parla con Pietro avvisandolo della minaccia che rappresenta Saro e Pietro gli dice che Marianna ha deciso di trovare una moglie a Saro. Pietro poi insegna a Mariano come essere un nobile e predice come la borghesia crescente lascerà la nobiltà in rovina.

Carlo porta Peppinedda, la moglie per Saro, e Fila se ne beffa. Carlo conversa con Peppinedda mentre Fila porta un Saro riluttante che indica subito la sua antipatia per Peppinedda. Entra Marianna che tenta futilmente di unire la coppia e poi Peppinedda risolve tutto abbracciando Saro. Subito dopo il matrimonio di Saro e Peppinedda, muore Pietro. Marianna osserva il corpo di Pietro e commenta sulla miseria della sua vita. Felice e Giuseppa parlano con Manina, che ha appena perso un bambino dopo dieci mesi di gravidanza.

Poi, nei campi Ucrìa, Calò, il campiere capo, presenta a Marianna un debitore in prigione che aveva chiesto di parlare con la duchessa. Marianna libera il debitore lasciando costernato Calò che reagisce violentemente ai danni di Saro. Marianna si preoccupa della ferita di Saro e sta quasi per abbracciarlo, ma, temendo questo sentimento nuovo per lei, si ritira.

Successivamente Carlo, preoccupatodi non avere abbastanza denaro, chiede a Marianna un prestito. Marianna accetta domandandogli in cambio se lui ricorda se lei ha mai parlato. Lui risponde subito di no ma poi, ripensandoci, si ricorda che sì, parlava quando era bambima. Al ricordo dell'azione orribile che ha turbato tutta la famiglia, decide prima di non dirle il segreto. Però, finisce con il confessarglielo. Mentre lei corre via piangendo, Carlo si sente di dovere seguirla ma non ci riesce. Marianna poi commenta sulla rivelazione di questo atroce segreto.

Innocenza poi informa Fila che la moglie di Saro ruba e Fila va a prendere Marianna . Le due chiedono a Saro di comunicare a Marianna cosa è successo. Dopo aver detto a Marianna del furto, Saro di nuovo comunica il suo amore per lei. I due stanno per abbracciarsi, ma Marianna, di nuovo impaurita, si allontana. Marianna poi recita dal Cantico dei Cantici.

Entrano le figlie e il figlio di Marianna con Felice che tiene Fila per il braccio, Innocenza con il grembiule sporco di sangue. Manina scrive un biglietto a Marianna spiegando cosa è successo. Vediamo le reazioni diverse al tentativo di Fila di uccidere Peppinedda. Ma presa dalla sua folle gelosia, Fila finisce per ferire Saro e uccidere suo nipote.

Marianna poi convince il giudice, Giacomo Camaleo, a mandare Fila in manicomio invece di farla giustiziare perché lui vede in Marianna la più savia e la più colta delle palermitane. A vedere Fila spaventata in manicomio, però, Marianna paga un guardiano per portare via Fila dal manicomio. Tornata alla villa, Marianna cede alla tenatazione d'amore presentatale ancora una volta da Saro.

Innocenza porta a Marianna fiori da Camaleo che contengono un messaggio in cui Camaleo chiede a Marianna di sposarlo. Entra Mariano che consiglia fortemente alla madre di non dare scandalo sposandosi alla sua età. Chiede a sua sorella Giuseppa di scrivere la sua avversità a questo possibile matrimonio e Giuseppa lo prende in giro. Marianna è turbata a vederli litigare e se ne va.

Saro poi mostra a Marianna gli abiti nuovi che gli ha lasciato Pietro in eredità; i due si abbracciano e Marianna commenta sulla futilità del suo rapporto con Saro. Marianna decide di lasciarsi alle spalle sia Camaleo che Saro. Lei e Fila si preparano a partire per Roma e la famiglia le saluta.

In una locanda a Roma, Fila racconta delle avventure del viaggio mentre Marianna legge una lettera da Camaleo in cui la implora di sposarlo. Marianna sceglie di continuare a viaggiare per ritrovare se stessa.

 

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