Rubrica a cura di Mara Marantonio




TOBIA RAVA�

"PAGINE TRASCENDENTALI"

In occasione di �Arte Libro 2007�, l�importante rassegna sul Libro d�Arte in corso in questi giorni a Bologna nei luoghi pi� suggestivi della citt�, il locale Museo Ebraico ha ospitato, oggi 23 settembre, una conferenza dell'artista Tobia Rav�. L�incontro ha inteso essere una sorta di momento esplicativo e colloquiale della mostra personale dell�artista (dal titolo �Pagine trascendentali�), che, inaugurata presso il Museo stesso il 2 settembre per l�VIII Giornata Europea della Cultura Ebraica, sar� aperta fino al 4 novembre 2007.
Tobia Rav�, nato a Padova nel 1959 da una famiglia ebraica, lavora a Venezia; ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Dopo un primo periodo di studi economico/aziendali presso l�Universit� di Venezia, si � laureato in Semiologia delle Arti all�Universit� di Bologna, ed � stato allievo di Umberto Eco (il quale, per primo, lo invit� a studiare la kabbalah, durante l�esame di semiologia), Renato Barilli e Omar Calabrese. Dipinge fin dal 1971 (ha iniziato il suo percorso artistico come grafico ed incisore) ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia e all�estero. � presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 � tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all�Universit� di Bologna (DAMS), con l�intento di coniugare il �fare arte� all�epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell�ambito dell�epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
Nel 1998 � tra i soci fondatori di �Concerto d�Arte Contemporanea�, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinit� per riqualificare l�uomo ponendolo in sintonia con l�ambiente e rendere l�arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell�arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di citt� d�arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da universit� e istituti superiori d�arte, sulla sua attivit� nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell�arte contemporanea.
Fondamentale, nella formazione dell�artista, � stata la presenza dei genitori. �Di mio padre, ingegnere edile, ho ripreso la vocazione� sottolinea Tobia �poich�, in qualche modo, sono anch�io ingegnere edile, perch� costruisco, �pittoricamente� architetture; egli, poi, era grande cultore della storia, del cinema, della geografia e di tutto ci� che aveva a che fare con il volo e l�aeronautica militare�. Dalla mamma, tedesca di nascita, egli impara l�amore per la letteratura. Genitori entrambi ebrei, come detto, di formazione laica, ma non meno di altri legati alla cultura, alla vita e alle tradizioni del loro popolo. Fieri di questa appartenenza, segnati dallo strazio della Shoah: la madre ebbe tutti e quattro i nonni morti in campo di concentramento e pass� il periodo di guerra nascosta ai piedi del Monte Grappa; la famiglia del padre si � salv� nascondendosi a Fermo, nelle Marche.

A far tempo dal 1998, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto tra arte e scienza, Tobia Rav� ha avviato una ricerca legata alle correnti mistiche dell�ebraismo: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilit� combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica, che sottende le sue opere, � intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici, i quali vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie �grandangolata� di vedute di canali, boschi, pareti, portici, luoghi biblici (l�albero della vita), animali. Le opere pi� recenti riportano elementi base della cultura ebraica e si sviluppano attraverso sequenze numeriche riferite ad un linguaggio cosmologico universale, poich� attraverso i concetti base della kabbalah (�tradizione� e anche �ricezione�: indica la tradizione mistica del pensiero ebraico, ricca di cinquemila volumi, risalente all�epoca antica e a tutt�oggi oggetto di studio), si pu� arrivare ad un percorso etico-filosofico, legato al pensiero di Itzachq Luria, il grande filosofo ebreo medievale vissuto a Safed. Se gli artisti rinascimentali cercavano la bellezza ideale nelle geometrie attraverso i rapporti numerici per raggiungere equilibrio ed armonia, misura e ordine (ricordiamo un nome per tutti, il sommo Piero della Francesca), Tobia Rav� sviluppa un percorso simbolico, costruito su diversi piani di lettura, attraverso la �ghematri��, il criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall�antichit� nell�alfabeto ebraico, secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, cos� ogni successione alfabetica pu� considerarsi una somma aritmetica. L�artista ricrea i luoghi del reale servendosi di un linguaggio codificato riferito ai numeri relativi alla traslitterazione ghematrica delle 22 lettere che compongono l�alfabeto ebraico, le quali hanno appunto un significato etico, spirituale e numerologico, metafora di una disgregazione attraverso le scintille di un Big Bang ancestrale.
E sono proprio i tre tre momenti della cabbal� luriana che Rav� ha trasportato nelle sue opere. Vediamoli. Anzitutto il �tzimtzum�: � il momento in cui D-o crea l�universo e si rapprende esternamente, creando un vuoto atto ad ospitare la nuova creazione, che � parte di s�, ma altro da s�. Il secondo momento, la �shevir��, � rappresentato dalla rottura dei vasi della conoscenza: la conoscenza non � pi� contenibile e le particelle riempiono il mondo intero (Adamo ed Eva raccolgono il frutto della conoscenza ed essa, diciamo, deflagra). Sia il �tzimtzum� che la �shevirah� si prestano ad uno sviluppo ed ad una rappresentazione grafico-pittorica in quanto -come insegna anche Pitagora- ogni cosa del mondo, ogni elemento � riducibile ad un numero e -secondo la �ghematri��- ogni lettera ebraica ha un valore numerico ed ogni parola � la somma dei valori numerici delle lettere che la compongono. Il mondo � costruito con la parola ed interesse dell�artista � decostruirlo analizzandolo attraverso il numero corrispondente.
Il �tikkun� � il terzo momento della cosmogenesi luriana, il momento a venire. Rappresenta l�epoca messianica, nella quale non avremo pi� guerre ed il lupo e l�agnello pascoleranno assieme. Per arrivare a ci� l�uomo diventa �socio di Dio�, al fine di portare a compimento la creazione. Mentre cerca di riqualificare se stesso, l�uomo innalza il mondo intero ad un livello superiore, atto a riacquisire la possibilit� a cogliere le �scintille�. I boschetti, presenti nelle opere del nostro artista, sono sempre ricavati da immagini di boschi piantumati dall�uomo, in cui gli alberi sono posti ad uguale distanza l�uno dall�altro e l�atto della piantumazione � simbolico del �tikkun�. Si ricavano cos� delle lunghe fughe prospettiche, che generano dei percorsi.
In Tobia � forte il senso di recupero della storia e del passato, cos� come l�attenzione alla bellezza e al rispetto della natura; egli afferma che il suo rapporto con la natura � di tipo panteista in quegli stessi termini che il grande Baruch Spinoza pu� aver forse tratto proprio dalla kabbalah: l�equivalenza tra Dio e Natura. Concezione tutta medievale (in ambito cristiano anche la dottrina di Meister Eckart rieccheggia questi temi).
Riflettiamo su ci�: la parola �Natura� -�ha tev��- ha lo stesso valore ghematrico �, 86, di �Eloim�, uno dei nomi di D-o, quindi Spinoza non era certo un eretico per aver �inventato� il panteismo (come ritennero i suoi contemporanei, ebrei e non), ma era all�interno di una tradizione ebraica mistica e da questa probabilmente aveva tratto il suo pensiero. Anche per Newton la matematica regola ogni cosa della natura. Per quanto riguarda la musica, poi, per esempio, Luigi Nono diceva di aver capito Sch�mberg dopo aver letto lo �S�fer Yatzir��, Libro della creazione, uno dei testi base della kabbalah; e la deduzione logica ghematrica � evidente nel rapporto tra valore numerico e quello delle note.
Ancora prima di Newton, all�inizio del XIII secolo, Leonardo Fibonacci scopr� che vi � una progressione numerica nei fenomeni naturali: nella disposizione e crescita delle foglie sugli alberi, nella distribuzione a spirale dei �flosculi� delle margherite e dei semi di girasole, nelle pigne e negli ananas e in molte piante le cui foglie crescono a spirale. Il rapporto tra una spira del nautilus e quella successiva � uguale al rapporto tra due numeri successivi di Fibonacci, che � 1,618, il famoso �Phi� (pi greco, di buona memoria scolastica). Non solo le piante, ma anche gli animali e gli uomini hanno misure che rispettano esattamente questo rapporto, come i segmenti di alcuni insetti. In un alveare il rapporto tra femmine e maschi � uguale a �Phi�, cos� tra i conigli, ma anche nel corpo umano. Leonardo da Vinci fu il primo a scoprire che le ossa del corpo umano hanno tra loro il medesimo rapporto che corrisponde alla proporzione aurea, come mostr� nell�Uomo vitruviano.
Il rapporto tra due numeri di Fibonacci successivi tende al rapporto aureo o sezione aurea ed � stato assunto fin dall�antichit� come canone di perfezione classica: il rettangolo i cui lati stanno nel rapporto aureo (1,16 ca) inquadra perfettamente il Partenone, ma queste proporzioni si ritrovano anche nelle piramidi egizie e nei contemporanei di Leonardo, come Michelangelo, D�rer, cos� come, per avvicinarci all�epoca nostra, in Mondrian, e in architetture recenti, quale il palazzo delle Nazioni Unite a New York.
La sequenza di Fibonacci � abbondantemente rappresentata anche in musica: ad esempio nelle �fughe� di Johann Sebastian Bach, o nelle sonate di Mozart; ma l�esempio pi� elevato di applicazione su vasta scala degli stilemi improntati alla proporzione aurea � dato dalla Sagra della Primavera di Strawinski.
Assai variegata � la produzione dell�artista, come si pu� evincere visitando l�esposizione, ricca, non solo di quadri, ma anche di volumi, cataloghi, oggetti: nel cammino, assai lungo, considerata l�ancor giovane et�, si va dai bassorilievi, ai mobili, alle opere �elettroniche�, ai c.d. tridimensionali, utilizzando un incredibile ventaglio di materiali (pergamena, legno, bronzo, seta, resine diverse, linoleum�.), con soluzioni ardite ed affascinanti.
La ricerca di Tobia Rav� si attua in alcuni lavori ricostruendo le immagini con uno specifico percorso ghematrica di volta in volta diverso. In ogni numero della serie, in ogni oggetto egli cerca di ricostruire una parola od un concetto presente nel testo biblico o comunque nella mistica ebraica. Pensiamo, ad esempio, all�analogia tra �Shadd�i�, che vuol dire �onnipotente� e p �Pi greco�: �schin�-la prima lettera della parola- vale 300, �d�let� 4, �j�d� 10, la somma ci d� 314, lo �Shadd�i�, nella tradizione ebraica � un oggetto apotropaico, che viene messo in cima alle culle dei neonati, al fine di portare protezione in una zona circolare sottostante, la culla appunto. Questo numero coincide con il valore del �Pi greco�, attraverso cui si calcola la circonferenza (314). Un altro esempio molto noto � dato dalla somma dei valori ghematrici di padre e madre: padre si dice �Av� ed ha valore 3, madre si dice �Am� ed ha valor 41 e la loro somma d� 44, che � il valore di �Yeled�, che significa bambino.
Alla domanda: che cosa siano, in definitiva, le sue opere, l�artista risponde: �Forse sono delle macchine; cerco di individuare delle formule che ci mettano a contatto con un livello pi� alto, forse con un�entit� superiore. Con i miei puzzle cerco di togliere le �qelip�t�, le scorze delle scintille, che ci danno solo la realt� apparente�.

Mara Marantonio, 23 settembre 2007


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