Con profondo dispiacere annunciamo la scomparsa ― che apprendiamo purtroppo solo ora ―
del nostro primo socio, dottor Sandro Totti di Ancona, mancato dopo lunga e dolorosa malattia lo scorso 26 luglio. Lascia la consorte e quattro figli, cui vogliamo esprimere il nostro più sentito cordoglio.
Marco Invernizzi
Oscar Sanguinetti
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Sandro Totti era medico ed aveva ricoperto la carica di Primario dell�Unità Operativa di Medicina Generale presso Azienda Ospedaliera Umberto I della sua città. Le testimonianze dei colleghi e dei pazienti ne hanno messo in luce l�umiltà, la rara e discreta sensibilità e il profondo amore per il malato, che non era mai per lui un numero o una macchina, ma un�anima sofferente da trattare non solo con le terapie, ma anche con l�affetto e la preghiera.
Fin dagli anni della gioventù aveva affiancato alla professione l�apostolato cattolico, organizzando, promuovendo, partecipando iniziative di ogni tipo. Era stato segretario dell�associazione dei medici cattolici di Ancona e per un breve periodo anche segretario cittadino della Democrazia Cristiana.
Cattolico convinto, amante della sua terra, organizzatore instancabile e sempre pronto a mobilitarsi per nuove iniziative, portava un giovanile entusiasmo e un�energia inesauribile in tutto ciò che faceva. Per il suo impegno professionale e civile nel 2003 Sandro Totti era stato insignito dell�attestato di benemerenza civica detto "Ciriachino" � dal nome del santo patrono della città dorica, Ciriaco � dall�Amministrazione anconetana. Aveva anche conseguito il premio Leone d�Argento, conferitogli dalla municipalità di Servigliano.
Grande appassionato di storia, aveva particolarmente promosso la memoria della sua città di origine, Servigliano, quondam Castel Clementino, un borgo in provincia di Ascoli Piceno, edificato ex novo a partire dal 1773 dai pontefici Clemente XIV (1769-1774) e Pio VI (1775-1799) in maniera razionale-geometrica, secondo lo stile urbanistico settecentesco.
Aveva incontrato il nostro Istituto durante il suo primo convegno nazionale, tenutosi a Milano nel maggio del 1996. Da allora era nata una simpatia e una collaborazione, che aveva portato esponenti del nostro Istituto di Milano e di Modena a presenziare il 28 e 29 maggio 1999 a un convegno internazionale � Il ricordo e il perdono � sull�insorgenza popolare anti-francese scoppiata proprio a Castel Clementino duecento anni prima, nel quadro della grande insurrezione, che in quegli anni divampò nell�Italia Centrale. Nella cittadina era stato animatore e presidente di un Comitato di Amici, che annualmente organizzava commemorazioni dell�insorgenza e del grave saccheggio operato dai francesi il 27 e 28 maggio 1799, le cui tracce ― segni di colpi di fucile ― rimangono ancora impresse nelle antiche mura.
Grande ammiratore di Papa Pio VI, il papa cesenate morto in esilio in Francia, dove era stato deportato da Napoleone Bonaparte, ne aveva studiato la vita e ripercorso le tappe del cammino di esilio: il frutto di queste ricerche era stato un volume, Il martirio di un papa. Sulle tracce della deportazione di Pio VI (febbraio 1798-agosto 1799), uscito nel 2002 (il Cerchio, Rimini). Altro tema dell�epoca napoleonica che lo appassionava era quello delle immagini mariane piangenti, in coincidenza con l�invasione rivoluzionaria degli Stati Pontifici, nel 1798-1799, un fenomeno che proprio dalla Madonna cattedrale di San Ciriaco in Ancona prese le mosse.
Nel maggio scorso aveva completato una monografia sulle suore martiri della Rivoluzione francese a Orange, in Francia. Suo grande desiderio era di creare un centro di studi dedicato alla storia della sua regione, le Marche.