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Il giuramento degl'insorgenti aretini del 1799
 
La Corona Ferrea

Istituto Storico dell'Insorgenza
e per l'Identit� Nazionale

Annali Italiani
Estratti del numero 3

L�Identità italiana

Giuseppe Bonvegna Luigi Taparelli d�Azeglio e la questione della nazionalità, pp. 13-29 � Nel 1847 il gesuita padre Luigi Taparelli d�Azeglio, fratello del celebre Massimo, filosofo politico e tra i fondatori de La Civiltà Cattolica, scrive un breve saggio in cui contesta la necessità dell�unità e dell�indipendenza per fondare il concetto di nazione. Pubblicato all�insaputa dell�autore lo scritto scatena forti polemiche tra i fautori dell�unità, in un momento in cui tante sono le speranze anche fra i cattolici di conseguirla e si preparano i fatali eventi del 1848-1849. Oltre a riaprire dissidi tra i fratelli D�Azeglio, il saggio incontrerà forti critiche da parte di Cesare Balbo, cugino di Taparelli, di Pasquale Stanislao Mancini, ma soprattutto di Vincenzo Gioberti, nemico storico dell�ordine gesuitico e allora importante punto di riferimento per il cattolicesimo italiano. In realtà Taparelli oltre che esporre il concetto corretto, razionale e cattolico, di nazione, voleva mettere in guardia dal voler perseguire l�unità della nazione italiana � cui pure è favorevole � a discapito del diritto internazionale [I-3-2003- 02].

TESTI

Luigi Taparelli d�Azeglio � Della nazionalità, pp. 31-86 � L�opuscolo di padre Luigi Taparelli d�Azeglio venne scritto nell�italiano dell�epoca, ossia in un forme grammaticali dense di termini ormai desueti, con una sintassi intricata e con le ellissi tipiche dello stile aulico del tempo. Per renderlo fruibile al lettore odierno se ne ripropone il testo in lingua italiana corrente e con apparato critico aggiornato e integrato [I-3-2003- 03].

Articoli e saggi

Francesco Pappalardo "L�Italia s�è desta". Storiografia e identità nazionale in un volume di Giuseppe Galasso, pp. 87-96 � Francesco Pappalardo "visita" uno degli ultimi lavori di Giuseppe Galasso, uno dei maggiori storici italiani contemporanei, il quale ritiene che la questione nazionale sia ancora attuale, perché gli avvenimenti di fine Novecento hanno spazzato via l�idea che il modello dello Stato-nazione fosse un reperto del passato o, anzi, una sorta di esplosivo da disinnescare dopo la carneficina del 1939-1945. Il sipario sulla nazione non appare né calato, né prossimo a calare, né in Europa e neppure nell�Italia della Lega e delle polemiche sulla "morte della patria", sebbene l�identità e i valori nazionali siano stati sottovalutati o trascurati da parte dei gruppi egemoni nella vita politica e culturale del Paese. La molteplicità regionale viene indicata come tratto costitutivo, un carattere originario della realtà Italia [I-3-2003- 04].

Marco Invernizzi Fatima, chiave di lettura del Novecento, pp. 97-110 � L�essenza del Novecento, il secolo delle ideologie e dei grandi conflitti mondiali può trovare una chiave di lettura nelle categorie sottese al messaggio rivolto dalla Vergine al mondo, apparendo ai tre pastorelli di Fatima in Portogallo nel 1917. L�apostasia della Russia, il castigo dei conflitti mondiali e la fine del castigo stesso con la caduta dell�impero socialcomunista trovano riscontro � e per di più anticipato � nelle visioni e nelle parole rivolti ai tre veggenti. Può lo storico prescinderne solo perché fenomeni reali, ma razionalmente inspiegabili? [I-3-2003- 05].

Ivo Musajo Somma Carlo I d�Asburgo nella "Finis Austriae". Per un primo accostamento storico-biografico alla figura dell�ultimo imperatore, pp. 111-162 � A poco più di ottant�anni dalla morte Carlo I d�Austria-Ungheria, l�ultimo degli imperatori della Casa d�Asburgo, è ancora una figura poco nota. Della vita si è occupata la Chiesa cattolica che ha visto in Carlo un modello di uomo cristiano e un sovrano dallo spirito in continuità con i re santi medievali, sino al punto da dichiararne quest�anno ufficialmente l�eroicità delle virtù e a candidarlo alla beatificazione. La storiografia non ha ancora intrapreso uno studio ampio su questo personaggio � i documenti esistentia Vienna sembrano non essere ancora stati presi in considerazione anche dai migliori autori che hanno scritto su Carlo � che si viene a trovare al centro di vicende assai complesse e al culmine di processi storici plurisecolari, nei quali però pare abbia tentato di giocare un ruolo originale � applicando la perenne novità del cristianesimo nel secolo dei Lager e dei GuLag � e alquanto diverso da quello di monarca buono, ma sfortunato, che più d�uno gli ha dipinto addosso. Lungi dal pretendere di ricostruire esaurientemente la vicenda di Carlo, il saggio vuole offrire un primo inquadramento del problema e spunti per approfondimenti successivi [I-3-2003- 06].

Italiani

Oscar Sanguinetti � Un italiano contro Napoleone: il maggiore Branda de� Lucioni nel secondo centenario della morte, pp. 163-178 � Duecento anni fa moriva uno dei protagonisti della reazione popolare che in Lombardia e in Piemonte si scatena nel 1799 e che porta in breve a scardinare e liquidare, anche se temporaneamente, il regime repubblicano fondato dalla Francia napoleonica dopo la prima Campagna d�Italia del 1796-1797. Ufficiale di carriera al servizio dell�Impero, Lucioni con un drappello del suo corpo, gli ussari, fa da avanguardia alle armate imperiali � che avanzano contro i francesi da est dopo la vittoria di Cassano d�Adda dell�aprile e li respingono verso la madrepatria � facendo sollevare in nome dell�Imperatore e della religione le comunità rurali e le città che incontra sul suo cammino, creando un esercito di volontari, l�Ordinata Massa Cristiana, che darà del filo da torcere ai napoleonici e libererà Milano e Torino ancor prima dell�arrivo degl�imperiali e dei cosacchi di Suvarov [I-3-2003- 07].

Dibattiti

Giuseppe Brienza Ferdinando Loffredo e lo sviluppo delle politiche familiari in Italia, pp. 179-230 � La figura di Loffredo � nato nel 1908 e ancora vivente �è poco nota. Se ne trova traccia sui siti Internet dei gruppi femministi che ne esecrano le teorie, come modello di inegualitarismo e di sessimo. In realtà si tratta di una figura complessa, di un grande studioso del diritto e delle politiche della famiglia, attivo in un periodo, quello del fascismo-regime e del secondo dopoguerra � fu apprezzato sia da Giuseppe Bottai, sia da Amintore Fanfani �, in cui furono poste le basi di molte realtà tuttora in essere in questo campo. Il saggio, che si avvale anche di un�intervista a quattr�occhi con Loffredo, offre un primo accostamento non partigiano a un intellettuale forse sconcertante, ma interessante [I-3-2003- 08].



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