Ho deciso di postare queste due ultime lettere giuntemi dall'amico Gerardo Lutte perché molto toccanti e presenti. Spero commuovano anche voi

Miguel, 17 anni circa, che veniva ogni giorno al movimento eseguiva regolarmente la scuola. Quelle e quelli che i hanno visitato in questi ultimi tempi si ricorderanno di questo ragazzo tranquillo e taciturno. Miguel voleva uscire dalla strada, era nella lista di quelli che vogliono entrare nella casa che speriamo di aprire in gennaio. Un mese fa era stato pestato a morte dai sicari incaricati di eliminare le ragazze e ragazzi di strada. E' morto solo in ospedale. Sono permesse solo due visite di un'ora alla settimana. L'ospedale non ci ha avvisato della sua scomparsa e quelli che sono andati. il giorno della visita, hanno trovato il letto vuoto. La sua famiglia - la strada, il mojoca - non hanno potuto vegliarlo e accompagnarlo ai cimitero. In Guatemala, continua la guerra sporca contro i giovani. Nessuno riesce a fermare la mano deglo assassini. Sono loro che dominano il nostro mondo. Adiós Miguel, amico, fratellino. Gerardo

Un amico che aveva saputo della morte de Miguel mi chiese: "Cosa possiamo fare". Per lui, purtroppo nulla. Per le ragazze e ragazzi che ancora vivono, ma la cui vita è quotidianamente minacciata, risponderei: rinforzando il mojoca, dando loro i mezzi per svilupparsi. Lp ha capito bene una socia di amistrada che ci ha dato, in modo anonimo, 5.000 euro per la casa dei ragazzi, come aveva fatto prima di lei due altre socie con 6.000 euro. O come fanno molti giovani europei che si pagano sei o dodici mesi di tirocinio o di puro volontariato con le ragazze e ragazzi di strada. E soprattutto lottando qui, nell'occidente ricco contro l'oppressione dei paesi del Terzo Mondo.

In memoria di Miguel che ha lottato a lungo contra la morte, come mi scrive July que era andato a visitarlo la vigilia della sua morte, vi mando una poesia di una poetessa nicaraguense che mi ha fa fatto pervenire Nora.

Questo bambino è morto per disidratazione o denutrizione, se preferisci. Ma è morto per qualcosa di più che non entra in un certificato di morte in una storia in un lamento. È morto per aver attraversato scalzo e solo il dolore lungo è morto secoli di fame e freddo è morto per non avere sogni dipinti con matite colorate è morto per ignorare il sorriso e la brevità delle domeniche e quello che si nasconde sotto il telone del circo. Ed è morto anche di scambio ineguale di imperialismo di blocco economico di dollaro finanziere della morte di deputati compiacenti che approvano preventivi spaventosi è morto di tutto quello che ti sembra polemica, ma, vedi, uccide.

Questo bambino è morto anche di me e di te che intrichiamo i nostri piedi in carte e discorsi quando bisognava correre a pugnalare la sua morte. Ora che ci è scappato dalle mani come un piccolo insetto meraviglioso che sfugge irrimediabilmente aiutami a riaggiustarmi nel mondo perché la morte di un solo bambino è una condizione terribilmente sufficiente e urgentemente necessaria a riaggiustare il mondo. Bisogna allora accomodare viti e rimuovere molle e rovesciare strutture e indicare colpevoli con nome e cognome e conto bancario. Aiutami perché ho paura di odiare non mi importa dell'amore se muore un bambino.

Mariana Yonusg Blanco







CONTINUA LO STERMINIO DEI BAMBINI DI STRADA IN GUATEMALA

Il 16 novembre scorso, alle 8,30 del mattino, il poliziotto municipale Calel Bin, ex agente
dell'esercito, uccise con una pallottola alla testa Luis Antonio Sosa Valdez di 10 anni per il solo fatto che rifiutava di scendere dalla rete di protezione di un asilo dove era salito. Il bambino era venuto per partecipare alla festa di chiusura di un corso estivo per bambini di strada organizzato dal comune della capitale, con il quale collabora il movimento dei giovani di strada.
Il fatto è tanto clamoroso che lo stesso sindaco della capitale ha chiesto che il poliziotto sia rapidamente arrestato e giudicato. Ma questo episodio rivela il poco valore che si da alla vita umana, la mancanza di rispetto per i bambini e la disumanità di troppi militari e membri delle forze dell'ordine in Guatemala.

La lista dei martiri della strada si allunga di settimana in settimana e rende sempre più necessario la riorganizzazione della "ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA DIFESA DELLE RAGAZZE E RAGAZZI DI STRADA". Come ti scrivevo, qualche giorno fa, inizieremo all'inizio del prossimo anno una campagna internazionale per denunciare le violenze e gli assassini di cui sono vittime bambini e giovani, particolarmente nella strada, in Guatemala.

Ti manderò gli indirizzi elettronici e il testo di una lettera da mandare al presidente e altre autorità del Guatemala.
Troverai sotto un formulario di adesione all'associazione. Non possiamo tollerare che una sola bambina, un solo bambino sia maltrattato, violato, torturato, massacrato nel mondo.
Un cordiale
Saluto
Gerardo Lutte




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