
Questa è la pagina dedicata ai santi,
beati, venerabili di Innamorati di Maria. 
La Ven. Maria-Teresa González-Quevedo
della
Congregazione Mariana di Madrid
Egidio Ridolfo s.j.
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Maria-Teresa González-Quevedo e la Compagnia di Gesù
Il 9 giugno 1983 papa Giovanni
Paolo II proclamava "Venerabile" una una giovane
spagnola di Madrid: Maria-Teresa González-Quevedo, vissuta solo
vent'anni, dal 12 aprile 1930 all'8 aprile 1950. La Chiesa
coronava così ufficialmente questa vita breve ma intensamente
vissuta, conclusa nel noviziato delle Carmelitane della Carità,
la congregazione nella quale avrebbe desiderato spendere tutta la
sua vita, nella preghiera e nellapostolato attivo, ma anche
con il desiderio espresso di lavorare in terra di missione.
La vita di questa giovane madrilena è legata in vari modi alla
Compagnia di Gesù. Infatti Teresita (come comunemente veniva
chiamata) formò la sua vita spirituale nella partecipazione
attiva alla Congregazione Mariana, da lei frequentata nellIstituto
delle Carmelitane della Carità, dove compiva gli studi.
Si sa che le Congregazioni Mariane hanno origine proprio dalla
Compagnia di Gesù. I gesuiti le hanno diffuse in buona parte del
mondo cattolico come una "via" di impegno cristiano
aperta specialmente ai giovani, che portano così nel loro
ambiente, famiglia, luogo di lavoro e attività apostoliche, i
valori di una spiritualità maturata grazie agli Esercizi
Spirituali di S.Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti.
Una "via", questa della Congregazione Mariana, fatta di
formazione teologica a vari livelli (secondo le varie tipologie
di congregati), di preghiera costante e frequente revisione di
vita, rafforzata appunto dalla partecipazione annuale agli
Esercizi Spirituali, e avendo come riferimento caratteristico la
Vergine Maria, contemplata sia nel suo ascoltare e vivere la
Parola di Dio, sia nel suo slancio di comunicare agli altri
questa ricchezza ricevuta. Anche oggi queste associazioni sono
presenti nel mondo cattolico, adattate nella forma alle mutate
condizioni sociali del nostro tempo, e vengono denominate
"Comunità di Vita Cristiana" (CVX).
L'altro legame con la Compagnia di Gesù è costituito dal fatto
che la famiglia della Ven.Maria-Teresa conta tra i parenti anche
due gesuiti. Due fratelli infatti del padre di Teresita erano
gesuiti, uno dei quali è il P.Antonio González-Quevedo. Sarà
proprio da lui che Teresita riceverà per la prima volta
l'Eucarestia.
Il periodo nel quale visse non fu certo sereno, anzi fu
attraversato dalla violenta guerra civile spagnola, durante la
quale si scatenò una vera persecuzione religiosa, che causò la
morte di 7.000 sacerdoti e 13 vescovi. Tra questi martiri
figurano anche tre fratelli del padre di Teresita.
I primi anni
Maria-Teresa González-Quevedo nacque a
Madrid il 12 aprile 1930, dopo il fratello Luigi e la sorella
Carmen. Il padre, Callisto González, era un noto medico della
capitale. La madre di Teresita era Maria del Carmen Cadarso,
nipote dell'ammiraglio Luis Cadarso y Rey, caduto in battaglia
nel 1898, a bordo dell'incrociatore "Regina Cristina".
Crebbe in una grande casa al centro di Madrid, nel cuore elegante
della capitale, la piazza d'Oriente, di fronte al Palazzo Reale.
La prima infanzia trascorse serenamente, e la sua scuola fu
l'Istituto delle Carmelitane della Carità. Scelta favorita dal
fatto che una zia di Teresita, Suor Carmen, insegnava
nell'Istituto. La stessa che anni dopo l'avrebbe accolta come
Madre Maestra nel Noviziato.
Della scuola Maria-Teresa amava l'ambiente, un po' meno lo
studio... e la entusiasmavano soprattutto le partite della
pelota, e per questo sapeva scegliere con cura le compagne di
squadra... Per la sua bravura era molto ricercata, era generosa
in tante piccole cose della vita di tutti i giorni, e per questo
non si esitava a ricorrere a lei.
Una madrilena autentica, con uno straordinario senso dellumorismo.
Una fanciulla come le altre, ma con una inquietudine nellanima...
che a poco a poco lavrebbe portato molto lontano, al di là
di quanto lei stessa poteva prevedere, fino alla donazione totale
al Signore. Di questa "inquietudine" abbiamo la prima
traccia in un appunto da lei scritto quando aveva solo dieci
anni, sia pure storpiando un po la grammatica: «O deciso
di essere santa».
La Congregazione Mariana
Maria Teresa giunge ai tredici
anni con una fisionomia interiore e un carattere già ben
delineati. Non è alta, ma ben proporzionata e molto agile.
Bionda, con occhi azzurri un po a mandorla e un
atteggiamento che invita al sorriso. Chi l'ha conosciuta la
ricorda molto elegante e con unaria di distinzione
inconfondibile. In questo periodo ebbe modo di sviluppare i
fondamenti della sua vita spirituale grazie ad un corso di
Esercizi Spirituali tenuto nel suo Istituto. 
Il suo carattere si andava manifestando deciso e coraggioso.
Imparò presto a guidare la macchina, e ci racconta il padre come
dovesse stare molto attento con lei, dato che Teresita si
lanciava sulla strada senza titubanza o timore. Una volta sincaricò
di forare gli orecchi di unamica, per metterle gli
orecchini. Appena cominciata loperazione, la
"vittima" si sentì male fino a perdere la conoscenza.
Ma Teresita, figlia di medico, lungi dal preoccuparsi per lincidente,
lo ritenne la migliore occasione per proseguire il suo lavoro, e
approfittò dellincoscienza della sua amica per metterle
immediatamente i due orecchini. Una fermezza quindi unita a un
fine equilibrio, una calma che le conferiva un dominio
caratteristico nelle varie situazioni.
Proprio negli anni in cui Maria Teresa frequentava l'Istituto,
venne istituita la Congregazione Mariana, che venne subito
presentata con le sue esigenze impegnative. Teresita si sentì
subito conquistata da questo ideale, in cui confluiva la sua
particolare devozione alla Madonna.
I compagni di Teresita testimoniarono che con la sua
partecipazione alla Congregazione Mariana iniziò in lei una vera
evoluzione interiore, sorprendente e definitiva. La sorella
Carmen ricorda: "Fece un mutamento veramente radicale e
palpabile, che noi tutti che la circondavamo notammo. Finora, pur
essendo una brava ragazza, aveva alcuni difetti molto comuni
nelle ragazze della sua età, dalle quali si differenziava in
pochissime cose. Ma in questo periodo della sua vita - nel quale
secondo me cominciò ad essere poco comune - fece un vero
cambiamento".
Ma anche questo "mutamento radicale" non diminuì il
suo entusiasmo e la sua gioia "contagiosa", che fu come
la costante della sua vita.
Si consegnava ad ogni congregata mariana una medaglia. Secondo
l'uso Maria-Teresa doveva farvi incidere una frase, e ne scelse
una che esprimesse il suo programma di vita: «Madre mia, che chi
mi guarda veda Te».
Una preghiera carica di... conseguenze
Durante una celebrazione
mariana del mese di maggio, ecco che Teresita formula un
preghiera particolare, esprimendo qualcosa che sente
profondamente dentro, anche se ancora non in modo molto chiaro:
« Madre mia, dammi la vocazione religiosa! ». Come si vedrà
dopo, era in realtà la risposta alla chiamata del Signore verso
una totale consacrazione. Maria-Teresa si sentì quasi turbata,
comprendendo la portata della sua preghiera. «Mentre uscivo -
confiderà poi ad una amica - mi venne una paura terribile al
pensare: E se la Madonna me la dà veramente?!...».
Questo desiderio di donazione totale al Signore emerge spontaneo
nell'episodio di un pomeriggio domenicale, nel quale Teresita
conversava con una compagna. L'amica a un certo punto le dice:
"Io viaggerò, mi divertirò finché sarò giovane, e quando
sarò più vecchia, entrerò in convento per assicurarmi il
Cielo". La risposta di Teresita fu immediata e rivelatrice:
«Quanto sei gretta ed egoista!... E credi che Gesù ti accetti
ormai piena di acciacchi, dopo che hai offerto la parte migliore
della tua vita al mondo?! Gesù ha gusti migliori, e vuole in
dono la giovinezza, con le sue gioie e i suoi sogni!»
Verso la scelta decisiva
Siamo nel 1947. Teresita ha 17
anni. D'estate la famiglia va a Fuenterrabía, nel nord della
Spagna, per le vacanze al mare, in un tratto di costa non lontano
dal confine francese. Lì Teresita si trova magnificamente: amava
pescare i calamari con i pescatori, giocare a tennis, e amava
partecipare alle tipiche danze basche sulla piazza del paese. Ma
non trascurava l'impegno a favore degli altri. Partecipava
infatti attivamente alle vendite di beneficenza a favore delle
missioni, andando in giro per le botteghe artigianali per
procurarsi il necessario.
E' evidente che attirava l'attenzione dei ragazzi, presi dalla
sua bellezza, dall'eleganza del vestire e dalla spontanea
allegria del suo comportamento. Ridevano, scherzavano, cantavano
con lei, tuttavia molti di loro diranno poi che nei suoi
confronti sentivano di non poter andare oltre a una sana
amicizia, perché vedevano in Teresita qualcosa di indefinibile,
che invitava a un grande rispetto, presentivano forse che il suo
orizzonte andava oltre quello che normalmente una ragazza di
quella età sogna e desidera...
Difatti Maria-Teresa aveva ormai chiara la decisione di fare il
"grande passo", di chiedere l'ingresso in Noviziato tra
le Carmelitane della Carità. Ma era una decisione che nessuno
ancora conosceva, e che anzi avrebbe colto molti di sorpresa.
Finita l'estate, riprende l'anno scolastico. Poi alla fine di
ottobre qualcosa fuori dell'ordinario: la partecipazione a un
convegno della "Gioventù Missionaria" che le
carmelitane organizzano a Tarragona. Circa 400 giovani giungono
in questa città da tutta la Spagna, e il gruppo di Madrid è
guidato proprio da Maria-Teresa. Una partecipazione come al
solito attiva ed entusiasta.
A Tarragona il tema del convegno sono le missioni in Cina.
Teresita - già sensibile a questi temi - viene conquistata
ancora di più dall'ideale missionario, tanto che si può dire
que questo costituisce una delle motivazioni che l'hanno spinta a
scegliere la vita religiosa, il sogno cioè di voler partecipare
in prima persona al lavoro missionario. Nel frattempo infatti
aveva già "adottato a distanza" un bambino delle
missioni, inviando delle offerte per la sua educazione.
Durante il suo Noviziato manifesterà esplicitamente questo suo
desiderio: "Ho una evidente vocazione di missionariama, la
mia vocazione è chiarissima". Ma come avvenne per S.Teresa
di Lisieux, che avrebbe voluto lasciare la Francia per andare in
un Carmelo del Vietnam - la malattia le impedì di realizzare
questo sogno, almeno su questa terra...
La notizia!
Il 21 novembre 1947 decise di comunicare
la sua scelta alla zia Suor Carmen, che sta a Carabanchel,
proprio dove c'è il Noviziato. La zia comprende la serietà del
passo della nipote, ma cerca di farla riflettere:
"Sei troppo giovane! - le dice - dovresti aspettare almeno
fino ai vent'anni, come zia Irene, come me..."
"Zia, temo che tu non mi abbia capita - replica Teresita -
Ho deciso davvero. Ci penso da tempo. Anche il Padre Múzquiz
approva. Ma devo essere solo io ad annunciarlo in famiglia, e
come si deve. D'accordo?"
Il Padre Múzquiz le suggerisce - vista la particolare devozione
di Teresita verso la Vergine Maria - di comunicare alla famiglia
la sua decisione per la festa dell'Immacolata, l'8 dicembre. Ma
anche su questo punto Teresita ha un suo progetto preciso:
rivelando uno squisito senso di delicatezza sceglie di comunicare
la notizia solo dopo l'Epifania, in modo che il periodo natalizio
trascorra serenamente.
Il 20 dicembre le alunne si riuniscono in Cappella per pregare
insieme prima di separarsi per le vacanze di Natale. E qui
Adelaide Muñoz - una sua compagna - nota in Teresita delle
lacrime silenziose... Evidentemente Teresita avverte ora più
chiaramente il peso del distacco che l'attende, distacco dalla
famiglia, dagli amici, dai compagni di scuola... ma è solo un
momento, e con grande forza d'animo presto riprende la sua
allegria abituale... Qualche giorno dopo, la vigilia di Natale,
scrive una delle sue ultime lettere "sbarazzine",
parlando all'amica Marisa della nuova automobile acquistata dal
padre: "E' bellissima, di color verde chiaro, con aria calda
e fredda e molte cose belle; manca solo la radio..."
Racconta poi di aver partecipato a una festa: "Ieri Maruja
Parrella, sai chi è, ha fatto la festa dei 18 anni: mi hanno
dato il permesso di andarci, sebbene sia finita alle due e mezzo
della mattina... Mi sono divertita un mondo e ci siamo fatte dei
vestiti da grandi: una gonna di velluto nero quasi sino ai
piedi... La cosa più interessante è che mi sono messa i
tacchi..." Ma alla fine della lettera scrive: "Se vuoi
farmi il favore di pregare per una mia intenzione, te ne sarò
molto riconoscente". L'amica non sa ancora cosa ha in mente
Teresita, nè certo avrebbe potuto indovinarlo dal tenore
spensierato della lettera...
Ed eccoci - finito il perido Natalizio - al 7 gennaio 1948.
Teresita, come aveva deciso, comunica al padre la "grande
notizia"... Il padre comprende... conosce sua figlia, sa che
se si è decisa a questo passo è perché è sicura di quello che
fa, ma cerca ugualmente di farla ancora riflettere:
"Ma Teresuca, ti rendi conto di ciò che dici? Tu che sei
tanto vivace e allegra, tu che ti diverti tanto alle
feste..."
"Niente di questo mi soddisfa, papà!"
"Tu lo sai, vero, che se diventerai una religiosa ti aspetta
una vita di molto sacrificio?"
"Sì, lo so. Ma è proprio ciò di cui vado in cerca,
papà!"
E comunica al padre anche la data da lei scelta per l'ingresso in
Noviziato, il 23 febbraio!... Al padre che un po' sorpreso le
chiede il motivo di questa data così precisa, Teresita risponde
molto semplicemente aprendo le dita della sua mano...
"Perché guarda, papà: due più tre fa cinque...
Maria!..."
Ingresso in Noviziato e... Neve!...
Naturalmente la notizia si
propagò subito tra parenti, amici e compagni di scuola, e fu
grande sorpresa per tutti... Come è naturale i pareri furono i
più vari: chi dice che è l'esaltazione di adolescente, altri
commentano che è proprio un peccato che una ragazza bella,
elegante e intelligente come Maria-Teresa vada a chiudersi in un
convento, rinunciando a un avvenire che per lei certo sarebbe
stato radioso!... Altri superano la sorpresa, cominciano a
ricordare, a riflettere... e dicono che sì, sarà certamente
un'ottima religiosa...
Il 23 febbraio si avvicina... Unaltra passione di Teresita
era stata sempre la neve, che non manca a Madrid durante
l'inverno. E per le battaglie a palle di neve la grande piazza dOriente
era proprio l'ideale! come anche il cortile della scuola, dove,
eludendo la vigilanza, Teresita si sdraiava sulla coltre di neve,
fra allegre risate!...
Allapprossimarsi del famoso giorno, l'amica Consuelo la
chiama al telefono:
"Sei contenta?"
"Contenta? Contentissima! Sì, ti assicuro, Consuelo, sarà
un giorno felice per me. E se la Madonna appagasse un mio piccolo
desiderio..."
"Quale? Dimmelo!"
"Che il giorno 23... nevichi. Vorrei che quel giorno tutto,
tutto fosse bianco..."
Un desiderio che ne richiama un'altro uguale, espresso tanti anni
prima in Francia da Teresa di Lisieux, per il giorno della sua
Professione... E come Teresa, anche Maria-Teresa
González-Quevedo sarà accontentata...
La vigilia della partenza, il 22, viene a salutarla l'amica
Amparo... e con meraviglia ammira il raffinatissimo vestito che
indossa Teresita... Sembra sorpresa di tanta eleganza... Teresita
capisce e sorride: "Tu lo sai, Amparìn, a me piace vestire
bene... Ma quando entrerò in Noviziato tutto questo finirà.
Voglio arrivare ad essere santa, non voglio mediocrità".
Più tardi Consuelo la chiama ancora al telefono: "Tere, ti
richiamo per dirti addio!..."
"Adiós, Consola! Ma vedi che bella notte? Non ci sarà
nulla di quello..."
Niente neve dunque? Ma come con Teresa di Lisieux, anche qui
avviene l'imprevedibile... Nella notte una fitta nevicata veste
di bianco la grande città di Madrid... e il mattino del 23
febbraio Teresita, felice, ringrazia il Signore per questa
"delicatezza" nei suoi confronti... Coincidenza? Ma è
il suo giorno, e il fatto è che ora tutto è completamente
bianco di neve, come aveva desiderato...
E qui Teresita ha ancora uno stratagemma in serbo per evitare
alla madre l'ultima pena del distacco... Con uno
"studiato" ritardo, quando la madre laspettava
ancora per andare a messa, convince il padre e il fratello Luis
ad accompagnarla di corsa al Noviziato di Carabanchel!...
Al Noviziato l'accoglie la Superiora, Suor Maria-Teresa
Rodríguez, che senza sapere del desiderio dell'aspirante novizia
commenta: "Chissà se Teresita ha chiesto al Signore la
neve, come S.Teresa del Bambino Gesù?"... Teresita risponde
solo: "Mi piace molto la neve..."
Teresita novizia a Carabanchel
Nel Noviziato di Carabanchel
Teresita trovò quello che desiderava profondamente, e tra le
cose che più apprezzava era lo stile povero di vita delle
carmelitane, in contrapposizione agli agi e alla ricchezza che
sempre l'avevano circondata in famiglia. Qui il suo amore per la
Vergine Maria ebbe modo di approfondirsi, e il risultato era una
grande fiducia: "Da Lei ottengo tutto, la sento a portata di
mano. Se le nostre madri ci amano tanto,
quanto ci amerà la Santa Vergine? Cosa
ci negherà? Sono sicura che sarò santa, poiché lo chiedo alla
Madonna e Lei può tutto". E aggiungeva: « Ho moltissima
devozione a San Giuseppe. Che direbbero Gesù e Maria se non
amassi questo gran Santo? ».
Cominciarono subito le visite delle sue compagne di collegio, che
tanto la rimpiangevano. Era curioso vederla nel salone circondata
da ragazze che lascoltavano senza fiatare e che ripartivano
protestando contro la brevità della visita!
Qualcuna le parla delle ultime vacanze: "Senti, Tere, non ti
ricordi di Fuenterrabía?" "Me ne ricordo - replica
Teresita - perché non ho perduto la memoria, ma ti assicuro che
non ne sento affatto la mancanza, perché, se vedessi come si sta
bene qui! Io credo che se nel mondo sapessero che cosè il
Noviziato, farebbero la fila per entrarvi!"
Quando fanno indossare a Teresita l'abito da postulante, Suor
Carmen non può fare a meno di contemplare la bellezza dei suoi
capelli, che stanno per essere nascosti dal velo... Ammira i
riccioli piegati con cura e commenta: "Oh quanta vanità, ma
quanta vanità!..." Teresita replica: "Sì, madre,
tanta, tanta vanità. Ma ormai è finito tutto!"
L'ultimo mese di Maggio
Maggio 1949, lultimo
nella vita di Teresita. All'inizio del mese Teresita dice:
"Altre volte ho visto chiaramente quello che la Madonna
vuole da me, ma ora non ho visto nulla...". Sullimbrunire,
qualcuno nota laspetto febbrile di Suor Maria-Teresa:
"Ti senti male? - le chiede la zia, che è anche la Madre
Maestra." "Macché!... mi sento piuttosto pigra".
Ma il termometro spiegò il motivo di quella pigrizia...
"Per ora la Madonna mi chiede questo: sopportare con
pazienza tutto quello che mi manda. Non so quanto ciò durerà,
si faccia la volontà di Dio. Sono nelle mani della mia
Madrecita, Ella sa ciò che mi conviene... Sono
contentissima."
Si trattava di una pleurite acuta, che la tenne a letto tutto il
mese di maggio... il che non le impedì di diffondere ottimismo,
amabilità e gioia: "Ah! che ridere, sorella!... Non sa che
mio padre se nè andato molto preoccupato perché ho molta
"velocità"? [di sedimentazione del sangue] Pensi,
proprio io sempre lenta lenta... ed ora lo preoccupa... la mia
velocità!".
Un miglioramento - più apparente che reale - le permise di
tornare presto alla vita normale, ma la malattia continuava il
suo corso...
"Alla Comunione - leggiamo nel suo diario - avevo così
tanto desiderio di darmi tutta a Gesù per dimostrargli quanto
volevo amarlo, che mi offrii come vittima perché facesse di me
ciò che voleva ». E Dio... suole avere un udito molto fine per
ascoltare questo genere di preghiere!
Altre riflessioni di questo periodo:
"Per essere santi il primo passo è la fiducia, poi
l'abbandono nella mani della Vergine, perché Dio faccia quello
che vuole".
"Non capisco come ci siano persone alle quali la Madonna sia
indifferente e non vivano di Lei, perché si complicano di molto
la vita."
Durante il Noviziato lesse per intero la "Storia di
un'anima", cioè l'autobiografia di S.Teresa di Lisieux, e
scrisse nel suo diario: "Cercherò di imitarla, perché
Gesù trovi in me tutte le consolazioni che le diede questa
piccola Santa... Mi piace molto la "piccola via" di
S.Teresa, ma per me questa via deve passare attraverso la
Madonna".
Viene un giorno sua madre a visitarla e le chiede:
"Teresita, come va la santità?" E lei: "Va
avanti, mamma". "Ma ti costa molto?" Teresita
replica con decisione: "Anche a Luis costa molto diventare
ingegnere, e non c'è confronto tra le due cose!"
"Mi è toccato il primo premio!"
Il 18 gennaio
1950, Teresita avverte un forte dolor di testa. La Madre Maestra,
in un primo momento ottimista, crede poi più prudente chiamare
il padre, anche per la sua professione di medico, ma senza temere
ancora nulla di grave.
Il dottor Quevedo, al contrario, si rese subito conto della
gravità del caso. La diagnosi non lasciava speranza: si trattava
di meningite tubercolare. Per questo disse alle suore:
"Decidete voi... Mia figlia morrà, tanto a casa che qui...
e sarei quasi del parere di non sottoporla a cure, perché alla
fine dovrà ugualmente morire, dopo aver sofferto molto».
E il padre volle lui stesso avvertire la figlia: "Teresuca,
figlia mia, stai maluccio, ed anche se cercheremo di farti
guarire, sarà bene che tu ti prepari..." Teresita comprese
subito e rispose prontamente: "Si, papà, al più
presto."
E tra la sorpresa di quanti la assistevano e visitavano, la
notizia della sua prossima morte fece esplodere in Teresita una
gioia incontenibile: "Sono così contenta; ma come sono
contenta!..." "Ma, non hai paura di morire? "Come
posso aver paura. se ho una Madre in Cielo che mi verrà
incontro?"
"Però, se tu non lo hai ancora guadagnato il Cielo -
insinuava la Madre Maestra - come potrai possederlo così presto?
"Certo che non lho guadagnato. Ma me lo regalano! Tu
sai il fatto del buon ladrone. Se Gesù e Maria me lo vogliono
regalare, sono padronissimi."
Era tanto impressionante lo spirito soprannaturale e la gioia di
Teresita dinanzi alla morte, che quando le fu dato il sacramento
degli Infermi il padre, pur disfatto dal dolore dinanzi allimpotenza
della scienza umana per salvarla, disse: "Veramente, sarebbe
uninfamia il ritardarle la partenza..."
"Mi è toccato il primo premio! - diceva allegra Teresita
alle sue compagne. E poi a quelle che imparavano i canti
liturgici: "Come va la Messa da Requiem? Mi sembra che sarò
io ad inaugurarla... "
Ma il male faceva il suo corso, ed erano spesso dolori
lancinanti. In queste tremende crisi la sua supplica era sempre
la stessa: "Signore, Signore, non ne posso più... mi sembra
di diventare pazza... Sono strabica? Madrecita mia, non ne posso
più!"
A chi la invitava a recitare la preghiera mariana del
"Memorare", rispose: "Sì... ma non perché mi
passi il dolore, vero? No, non chieda che mi passi, ma che lo
sappia sopportare bene."
E spuntò lalba del Giovedi Santo. Siamo nel 1950,
nell'Anno Santo proclamato da papa Pio XII. Quando tutti si
rallegravano per un relativo miglioramento, dopo due lunghi mesi
dintensa sofferenza, allimprovviso ecco Teresita
emettere un grido acutissimo, ecco sopravvenire un tremore
generale, una totale perdita di conoscenza... Eppure anche in
quello stato venivano spontanee alle sue labbra le sue abituali
invocazioni mariane...
La notte del Sabato Santo Teresita riuscì a partecipare con
fervore e perfetta conoscenza alla preghiere che si facevano
attorno a lei per la sua anima, e mentre si andava spegnendo
progressivamente continuava a ripetere: "Madre mia, ti amo
molto!" "Gesù... ti amo... per quelli che non ti
amano..."
E quando ormai credevano di non riudire più la sua voce,
esclamò con forza, tra la meraviglia generale, tanto da essere
udita nella stanza accanto, con le braccia levate in alto:
"Madre mia, vieni a ricevermi... e portami con Te in
Cielo!" Poi, più calma: "Per quelli che... non ti
amano..." Una suora le suggerisce di chiedere la grazia
della guarigione, ma Teresita replica con chiarezza: "Madre
mia! quello che tu vuoi!..." Poi alzò un'ultima volta le
mani e disse sorridendo: "Come è bello!..." A cosa si
riferiva? Cosa vedeva?... Le sue mani poi si riabbassarono, e
proseguì ripetendo silenziosamente le giaculatorie che le
suggerivano... Spirò dopo pochi minuti...
Era l'8 aprile 1950. Mancavano pochi giorni al compimento dei suo
vent'anni...

Bibliografia:
- L.Uboldi, Maria Luisa Lopez de Uralde: I miei vent'anni, Roma
1973.
- Maria Luisa Lopez de Uralde: Teresita, Apuntes biograficos de
la Hermana Maria Teresa González-Quevedo y Cadarso, de Jésus,
Ed.Vedruna, Madrid 1978.
- E.Iturbide: Venerable Teresita González-Quevedo, Ed.Gomez,
Pamplona 1984.
- Lia Carini Alimandi: Teresita: nella vita come Maria, Città
Nuova 1988.
- Paolo Risso: Teresita, Profilo biografico di Maria Teresa
González-Quevedo, LDC 1992.
Ringraziamo
Fr.Egidio Ridolfo s.j. per aver collaborato alla creazione di
questa pagina e per averci concesso l'uso delle pagine del suo
sito "San Giuseppe Moscati ed "Il Gesù Nuovo":
http://www.pxl.it/moscati/Ita.html

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Ti ringrazio
Mamma Celeste perché so che ogni persona che ha visitato questa
pagina è stata chiamata da te.
Ti chiedo di proteggere e di accompagnare queste anime nella loro
vita.
Fa ,o Madre, che tutti possano conoscere presto
l'Amore di Dio.
"Se
sapeste quanto vi amo piangereste di gioia."- Madonna di Medjugorje

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- 24-05-97 Maria
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