Mailing list Innamorati di Maria


Questa è la pagina dedicata ai santi, beati, venerabili di Innamorati di Maria.

Beata Veronica da Binasco
di Vincenzo Maddaloni

Introduzione | Home page | Dedicazione | Fede | Preghiere | Siti | Indice bollettini | Ora pro nobis !! | Amici

Indice Beata Veronica da Binasco

11 - IL SIGNORE APPARE ED ISTRUISCE VERONICA SULLA SUA PASSIONE E MORTE

La chiamata di Veronica alla vita religiosa era insistente e ben chiara, ma le difficoltà per realizzarla erano tante e sembravano insuperabili. Le suore del monastero di sant'Orsola l'avevano rifiutata. Le monache agostiniane di santa Marta, invece,l'avevano invitata ad esaminare più profondamente la sua vocazione. Inoltre, l'avevano esortata ad imparare a leggere ed a scrivere.
Obbediente, Veronica, con umiltà,virtù tanto caldeggiata dal santo padre Agostino, pregava, lavorava e studiava... quando una domenica del 1463 le comparve la ss. Vergine. L'apparizione la meraviglò e la turbò, ma la sfavillante Signora, dopo averla rincuorata, le consigliò di non dare eccessiva importanza all'esortazione d'imparare a leggere ed a scrivere.Le consiglò,invece, di memorizzare soltanto tre cose, le quali erano importantissime per essere una buona e santa religiosa: essere casta e pura, non mormorare mai nei confronti del prossimo,tanto meno delle consorelle o confratelli, ma soprattutto meditare sull'atroce ed umiliante morte del suo figlio Gesù.
Fin da piccola Veronica amava meditare sulla passione e morte del suo Salvatore. Ma dopo l'apparizione della ss.Vergine (del Buon Consiglio) la meditazione divenne più assidua ed intensa,nonchè più partecipe.
Ma chi aveva istruito Veronica sulla passione e morte del Redentore?Ella non sapeva leggere per cui non aveva mai sfogliato le pagine delVangelo riguardanti lo storico evento del Calvario.
Da figlia prediletta,ebbe varie visioni dei fatti umani che segnarono la vita terrena di Gesù,fatti che coinvolsero anche sua Madre. In una delle prime apparizioni, il Salvatore,grondante di sangue, dopo averla istruita sulla sua passione,la sollecitò a farne continuo oggetto di meditazione,dicendole:" Sappi,figlia,che mi è molto caro chi versa lagrime di compassione per i miei patimenti e maggiormente per quelli di mia Madre".
L'esortazione rimase inculcata in modo indelebile nella mente e nel cuore di Veronica tanto che la sua vita divenne una meditazione-comparticipazione all'orribile ed umiliante morte del suo Sposo sulla croce.
In particolare, Cristo crocefisso durante una delle tante apparizioni indicò a Veronica tre giorni della settimana da dedicare maggiormente alla meditazione sulla passione:
Il mercoledì, meditare sul dolore che sua Madre provò quando Egli partì per Gerusalemme per fare la Pasqua con i suoi discepoli ed iniziare la sua passione dolorosa, ma anche sul dolore che provò quando si separò da lei e sulle lagrime che ella versò nel dargli la benedizione materna.
Il giovedì, meditare sulla sofferenza che i suoi discepoli provarono quando si ritirò da solo nell'orto per pregare, dicendo loro :"... non sarete più con me. Vi raccomando,però, di essere lume e specchio di buon esempio per tutti, pieni di umiltà e mansuetudine, perchè possiate essere riconosciuti per veri miei discepoli." Meditare anche sulle loro lagrime e su quelle che Gesù versò, dovendoli lasciare come pecore senza pastore. Il venerdì, meditare sulla sua presentazione ad Anna, dove fu percosso al volto, a Caifa, a Pilato, ad Erode e,poi, nuovamente a Pilato con grande umiliazione. Meditare sulla sua situazione fisica: estenuato e languido per il sudore di sangue, per i disagi e per i maltrattamenti subiti, per la flagellazione e la corona di spine che gli trapassarono il cranio fino al cervello,tanto che era più morto che vivo; sulla condanna a morte, dopo tante angherie subite; su come gli fu posta la croce sulle spalle; sull'incontro, lungo il viaggio per il Calvario, con la Madre, la quale, vistolo così trasfigurato, quasi non lo riconosceva; e su quanto e quale sia stato il suo dolore e quello della Madre in quell'incontro;infine, sull'arrivo sul Calvario, sulla straziante morte in presenza della sua tenerissima ed addoloratissima Genetrice.
Nelle varie apparizioni il Signore non solo la istruiva e le mostrava in spirito le varie fasi del suo patimento e di sua Madre, ma soprattutto l'esortava a trasmettere agli altri l'insegnamento avuto perchè tutti potessero conoscere e meditare sul grande amore che albergava nel suo cuore per gli uomini; amore che lo portò alla morte più ignominiosa.
La missione di Veronica non finì con la sua morte avvenuta il 13.1.1497, ma ora più che mai dalla sua terra, Binasco, insegna ed esorta a meditare sulla Passione e morte del Redentore,specie durante la Settimana Santa.

12 - Veronica viene istruita sul significato del commiato di Gesù dalla Madre

La vita di una monaca agostiniana è fatta di preghiera, di studio e di lavoro. Quella di Veronica,monaca agostiniana, è fatta di particolare intensa preghiera-colloquio con il suo Creatore, che accetta umilmente di farsi crocefiggere dall'uomo da lui stesso creato per amore.
A Veronica,prediletta figlia, il Salvatore racconta e mostra in spirito la sua umiliante morte con un preciso scopo:quello di istruirla perchè istruisse gli uomini. Lei che non sapeva leggere,nè scrivere!
Una delle tante vicende umane narratele riguarda il commiato da sua Madre per recarsi a morire sulla croce.Il Redentore, comparendole grondante di sangue, le espone e le mostra in visione l'ultima cena in Betania, dove si fermò a parlare a lungo con la Madre della sua imminente passione.Durante tale colloquio, ella, vedendolo senza l'abituale sorriso, gli chiese il motivo di tanta sofferenza che traspariva dai suoi occhi,pur sapendo della prossima sua straziante morte a Gerusalemme.
Dopo un sofferto silenzio, Gesù le rispose che il giorno della sua passione era vicino. Spiegò,poi, a Veronica che con quel silenzio voleva significare che ogni uomo dovrebbe ponderare bene le parole che intende dire prima di proferirle, per evitare scandalo nel prossimo od offesa a Dio.
La Madre nell'apprendere la triste e drammatica notizia svenne per il dolore.Come sua Madre,rivela alla figlia della terra di Binasco, così dovrebbe fare anche il peccatore. Sapendo di averlo offeso, dovrebbe dolersi di vero cuore fino allo svenimento e,poi, perseverare con cuore contrito ed umiliato. Egli non saprebbe mai respingere i gemiti di un cuore travagliato dal pentimento.
Gesù continua raccontando e mostrando che la Maddalena, accorsa e conosciuta la motivazione del pianto di sua Madre, e mise un grido di dolore, esortandolo a non andare a Gerusalemme, dove sarebbe stato catturato e condannato ingiustamente a morte.
Quel grido di dolore, specifica a Veronica, indica l'amore profondo della Maddalena per lui. Ugualmente, dovrebbe fare chi crede in Dio, amarlo con tutto il proprio cuore e per amor suo amare il prossimo, cercare di convertirlo ed impedire che commetta il male.
Mentre Veronica estasiata ascoltava la divina lezione, nota che Gesù s'inginocchia davanti alla ss.Vergine e Madre, domandandole umilmente la benedizione ed il permesso di partire per andare a compiere la volontà del Padre suo.Tale comportamentosignifica, precisa il Maetro a Veronica, che ciascuno deve sottomettersi ai suoi genitori e agli altri superiori spirituali e temporali, non agendo mai senza il permesso e la loro benedizione.
Subito dopo Veronica constata che la Madre, nonostante fosse superiore per la maternità, considerandosi sua creatura e Gesù suo Dio,s'inginocchiava anche lei davanti a Lui,insegnando che tutti, anche i grandi ed i potenti, devono sottomettersi agli altri ed amarsi reciprocamente. Nota anche che la Vergine, con il volto afflitto dal dolore riferisce al figlio che il suo cuore è "oscurato" per la sua partenza. Gesù ancora una volta chiarisce che così dovrebbe sentirsi il peccatore, poichè essendosi allontanata da lui la Grazia, egli rimane al buio, perchè privo non solo della Grazia santificante, ma anche del lume della vera ragione e della partecipazione ai meriti della Chiesa militante, essendo egli un membro morto,poichè non riceve più la vita dal resto del corpo.
Partito che fu Gesù, la ss. Vergine si rivolse alla Maddalena invitandola a seguire il suo Maestro, il quale fu con lei tanto misericordioso da perdonarle tutti i peccati, e pregarlo di ritornare da lei. Ciò significa, spiega il Maestro, che il peccatore deve seguirlo con perseveranza e pregare alfine di ottenere la Grazia e la misericordia.Inoltre, che conscio dei benefici avuti,lo inviti a ritornare nella propria anima con la sua Grazia.
Appena la Maddalena lo raggiunse, lo scongiurò di tornare indietro, ma le rispose di riferire a sua Madre che sarebbe risorto il terzo giorno e che le sarebbe apparso.Con questo voleva intendere che il peccatore deve avere fiducia nella misericordia di Dio,credendo che egli comparirà nella sua anima nel terzo giorno, cioè dopo la contrizione, la confessione e la penitenza.
Poi la Maddalena tornò da Maria riferendole la risposta di Gesù, alla quale replicò:" Ma che farò io in questi tre giorni?" Con ciò voleva insegnare al peccatore che non deve mai differire la sua conversione, anzi ripetere ad ogni ora a se stesso:" Che sarà di me in questo giorno ? Esso può essere l'ultimo della mia vita! In esso io posso essere colto da morte improvvisa senza avere il tempo di convertirmi e di fare penitenza." Come la Madre mantenne intera la sua fede concernente la risurrezione, così il peccatore non deve diminuire la sua fiducia in Dio, poichè la sua misericordia sarà sempre pronta a riceverlo e ridonargli la Grazia purchè con umiltà si penta di aver violato la legge divina.
Gli insegnamenti avuti direttamente dal Maestro, Veronica dalla sua umile terra di Binasco li trasmette con semplicità e chiarezza a quanti, consapevoli che nel loro cuore vi è oscurità, cercano la luce, quella vera ed eterna.

13 - Domenica di Pasqua Veronica in spirito vede Gesù risuscitato che appare alla ss. Madre.

La domenica di Pasqua, prestissimo,Veronica venne condotta in spirito dal suo Angelo, con il quale aveva particolare familiarità, sul monte Sion, dove Gesù Cristo aveva consumata l'ultima cena con i suoi discepoli.
Là l'Angelo le mostrò la ss. Vergine,tristissima per la morte del suo diletto Figlio,che era in compagnia delle pie donne,di Marta e di Maddalena. Le fece vedere anche che Maddalena, premurosa come sempre, chiese alla Vergine Maria di potersi recare al sepolcro del divin Salvatore per ungerne il sacro corpo.
Veronica, estasiata, constatò che, mentre Maddalena si allontanava,sul volto della Genitrice del Redentore, comparve un gioiso sorriso, tanto da dire serenamente : " Non posso più piangere." Subito dopo,infatti, apparve il Signore in veste candida e risplendente di luce ,accompagnato da una miriade di festosi Angeli e di candide anime appena liberate dal Limbo.
Notò che la Madre appena lo vide gli andò incontro e con umile e profonda riverenza prima lo adorò e poi l'abbracciò poichè era suo Figlio, ma anche il suo Dio.Anche il Risorto abbracciò sua Madre,salutandosi e consolandosi reciprocamente, con grande affetto, ma con il profondo rispetto che la creatura deve al Creatore.
Quindi,vide il Risorto scomparire, lasciando la Madre e le pie donne con il cuore pieno d'inesprimibile gioia per il miracolo della Resurrezione.
Poi l'Angelo, sempre in spirito, condusse Veronica al sepolcro dove ebbe la visione di Maddalena,degli Angeli, dell'apparizione del Risorto alla Maddalena, a Pietro, alle quattro pie donne sulla strada, ed,infine, ai due discepoli ad Emmaus,proprio come è narrato dettagliatamente nel Vengelo.
Successivamente, il Risorto in persona, di domenica,per un intero anno, compariva a Veronica per narrarle e mostrarle le diverse apparizioni successive alla risurrezione. In una delle tante apparizioni le disse :" Sappi figlia, che chiunque mi domanderà una grazia di domenica, con animo contrito e volontà ben disposta al bene,pregandomi per l'immensa gioia che provò mia Madre quando le apparvi e per il mistero della mia risurrezione, che io ebbi a compiere tra voi mortali sulla terra, l'esaudirò, purchè la grazia che mi si domanda sia giusta e conveniente alla salute dell'anima."
Il messaggio del Risorto è semplice e chiaro: chiunque potrà domandare, ma otterrà favori solo chi chiede non per la salute del corpo, ma per la salvezza dell' anima. E' un grande insegnamento che ben pochi sono disposti a recepire poichè specie l'uomo moderno tende più ad avere beni materiali, che spirituali.
Veronica,coscientemente, preferì al bene materiale quello spirituale, il solo che sfida e vince ogni ricchezza ed il tempo.Per la sua libera ed impegnativa scelta,dopo la morte del corpo, Ella risuscitò spiritualmente in Dio.

14 - VERONICA VEDE IN SPIRITO CELEBRARSI IN CIELO LA FESTA DEL SS.SACRAMENTO

Quella di Veronica fu una vita veramente coinvolgente ed affascinante. Approfondendone la conoscenza, si scopre che la veggente e mistica della terra di Binasco ha vissuto da vera religiosa agostiniana, vocazione costantemente alimentata dalla preghiera-meditazione. Non una meditazione fatta su testi appositamente scritti, poichè non sapeva leggere, ma con la continua visione del Cristo sofferente prima e trionfante dopo. Una delle tantissime meravigliose visioni che ha avuto durante la sua straordinaria vita riguarda la festa del Corpus Domini.
La notte che precede la solennità del ss. Sacramento, comunemente chiamata festa del Corpus Domini, ella venne condotta in spirito dal suo Angelo in cielo, dove notò che fervevano grandi preparativi per solennizzare la festività.
Osservò che Angelie Beatieranoserenamente e gioiosamente impegnati nell'abbellire la celeste Gerusalemme, il cui ordine, bellezza, armonia e splendore non possono essere facilmente descritti, nè raccontati, non solo per mancaza di appropriate parole, ma anche perchè la mente non riesce a ricordare tutto quello che può aver veduto, come già aveva specificato Dante all' inizio della terza Cantica della sua immortale poetica e teologica opera.
L'umile figlia del santo padre Agostino, come già fece Dante, si limita a riferire di aver visto e udito cose indescrivibili, tutte in preparazione della festa in onore del ss. Sacramento. Ella era ammaliata da tanto splendore, da tanti straordinari canti, dalla presenza di candidi e splendenti Angeli e Santi, quando l'Angelo accompagnatore le disse con parole semplici e comprensibili:" Figliuola, tutto questo grandioso apparato e tutti questi melodiosi canti e suoni si fanno per celebrare la festa del ss. Sacramento: voi la solennizzate in terra e noi la solennizziamo in cielo."
Trascorsa la nottata immersa nella divina visione, la mattina successiva il suo Angelo guida le mostrò Gesù che era seduto sul suo luminoso trono, mentre sua Madre era seduta su di un altro, di poco meno luminoso. La ss. Vergine, quindi,si alzò dal suo trono e andò ad inchinarsi davanti al suo divin Figlio, accompagnata da un innumerevole stuolo di Angeli e dal coro delle vergini; ricambiata con filiale devozione, andò a sedersi a fianco del Risorto.
Intanto, si alzarono dai loro rispettivi troni le schiere angeliche ed i Beati e si recarono anche loro arendere omaggio alla Maestà divina, inchinandosi profondamente, cantando e suonando con ineffabile soavità, per adorare il Vivente nei secoli dei secoli, nonchè per venerare la sua divina Madre.
Ogni schiera, poi, con lo stesso ordine, si allontanò senza che la Veggente potesse vedere dove andassero,poichè scomparivanoai suoi occhi.Vide,però, la ss. Verginescenderedal trono,sul quale si era seduta prima a fianco di suo Figlio, e ritornare al suo posto, costantemente rivolta verso il suo divin Creatore.
Mentre Veronica era tutta immersa nella divina contemplazione,che la mente non può ritenere e la lingua non può riferire, se non in minima parte, l'Angelo le precisò:" Tutto quello che oggi hai visto è per insegnare a te e agli uomini sulla terra che dovete ornare dignitosamente le chiese e gli altari per celebrare il più degnamente possibile una così importante e grande solennità, quella del Corpus Domini; ma che soprattutto dovete prepararvi a tale festa con il purificarvi l'anima da ogni peccato con il sacramento della penitenza ed ornarla di sante virtù."

15 - A G O S T I N O E V E R O N I C A in festa in cielo

Il cuore di Agostino arde ancora nei suoi figli sparsi in tutto il mondo per diffondere la parola di Dio e darne testimonianza con l'esemplarità della vita.Un esercito di circa 50.000 uomini e donne, divisi in circa 90 ordini, congregazioni, istituti secolari e movimenti laicali, che a lui s'ispirano, vivono il Vangelo alla maniera dell'Ipponate con carità, amore, amicizia, umiltà, gioiosamente, per realizzarsi,nonostante la diversità, nell'unità in Dio.
Molti conoscono Agostino per la profondità del suo pensiero, per le sue straordinarie opere scritte, spascolo speculativo per tanti uomini di cultura e ricchezza per tante case editrici, ma pochissimi sanno o si chiedono dove riposano le sue ossa, eppure " e bella e santa fanno al pellegrin la terra che le ricetta."
Le più belle città d'Italia, tra cui Pavia, sono visitate giornalmente da migliaia di turisti. In quest'ultima, la più fortunata del mondo, non si trova una segnalazione, una indicazione... per i turisti. Se si chiede a qualche pavese dove riposano i resti mortali di Agostino non tutti sanno rispondere. Se si chiede, invece, dove è venerata Santa Rita, rispondono senza esitazione... nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro.
Pavesi, turisti e studiosi,molti o pochi non saprei,ignorano che sull'altare maggiore della storica ed artistica basilica longobarda vi è una maestosa e monumentale arca sotto la quale si trova l'urna che contiene le ossa del più grande Padre della Chiesa e del più grande pensatore della storia. Lì può essere visitato e onorato non solo dai cristiani, ma anche dagli uomini di cultura laica, poichè il suo pensiero è una sorgente perenne di acqua limpida per tutti.
La sua festa si celebra con solenne concelebrazione il 28 agosto. La ricorrenza da qualche anno ha assunto una particolare e significativa rilevanza per la presenza del Padre Provinciale dei frati agostiniani d'Italia, Padre Gianfranco Casagrande,il quale, infaticabilmente, è anchepresente nellediverse località italiane dove ci sono gli agostiniani con lo scopo preciso di dare più solennità liturgica alle varie festività.
Ma la festa più importante viene celebrata in cielo,alla quale nessun mortale può assistere. Solo una sua figlia, rapita come al solito, vi ha potuto assistere, spiritualmente.
Tra Pavia e Milano, si trova un'amena località ormai nota agli agostiniani laici e religiosi, ma anche a tanti devoti:Binasco.Nella chiesa di Santo Stefano, dove venne battezzata nel 1445, ora riposano i suoi resti mortali. Sono quelli della Beata Veronica. Nel vederla si capisce subito che è una monaca agostiniana per il saio e la cintura di cuoio neri, segni esteriori per individuare un religioso della famiglia agostiniana.
La sua vita fu esemplare. Visse il Vangelo alla maniera di Agostino. Imparò a leggere e a scrivere dall' Angelo che la seguì per tutta la vita terrena e l'accompagnò alla Gerusalemme Celeste. Fu mistica e veggente come la consorella tedesca Anna Caterina Emmerich. La loro vita fu una continua contemplazione della Croce e dell'Eucarestia.La binaschina,in particolare, instaurò un sofferto rapporto con il Cristo grondante di sangue e con il suo Angelo,il quale spesso le mostrava in spirito avvenimenti straordinari e soprannaturali.
Un 28 agosto, l' Angelo,in spirito, condusse Veronica in cielo per farla assistere alla festa del suo santo Padre Fondatore. Osservava la paradisiaca cerimonia,quando la sua Guida le disse:"La processione che vedi sfilare è fatta in onore del tuo spirituale Padre sant'Agostino. E' quello che si trova tra san Nicola da Tolentino e san Guglielmo di Malavalle."
Mentre la processione avanzava solennemente, ella vide il santo Vescovo risplendente come il sole, vestito con abito pontificale. La sua veste era di colore rosso, il piviale bianco, fregiato di bellissimi raggi d'oro, la mitra era magnifica ed ornata di lucidissime pietre preziose. Teneva nelle mani una chiesa in miniatura, ma tutta d'oro ed adornata di pietre
preziose.
Seguivano la processione una miriade di angeli,che cantavano e suonavano dolcissimamente, mentre altri due vestiti da diaconi incensavano,nonchè Dottori della Chiesa, Pontefici, Confessori, Sacerdoti e Religiosi, tra i quali, frati, eremiti e monache dell'Ordine di sant'Agostino.
Quando passarono le monache agostiniane, l' Angelo disse a Veronica:" Quelle che passano hanno vissuto nello stesso tuo monastero di santa Marta.Quella è suor Michelina di Rimini. Le altre due sono una Suor Michelina, che ti diede l'abito, e l'altra è suor Margherita che la precedette come Madre Badessa.Quella con la palma del martirio in mano è suor Giustina,che visse isolata e disprezzata da tutte le consorelle.
Poi l'Angelo precisò:"Quelle monache che tu vedi più rifulgenti e più gloriosamente vestite hanno vissuto con grande umiltà interiore ed esteriore nell'Ordine, non curandosi d'essere stimate,anzi si rallegravano di non essere curate e disprezzate.Non puoi immaginare quanto sia gradita a Dio l'umiltà!"
La processione, cantando ed incensando, giunse davanti al trono di Dio. Qui tutti s'inginocchiarono, togliendosi dal capo la corona, con profondissima riverenza, per adorare il Signore, onnipotente ed eterno, il quale tutti benediceva. Quindi s'inchinarono innanzi alla Regina del cielo, che sedeva sul suo trono, vicino a quello del suo divin Figlio. Poi si diressero verso il trono della RIVERENZA, sul quale era asceso il glorioso sant'Agostino, che tutti onoravano con letizia.Infine, tutti ritornarono ordinatamente al proprio posto, lodando e
magnificando gioiosamente il Signore.
L'atmosfera, lo splendore, l'armonia e l'ordine della processione sono sommariamente descritti poichè Veronica riescì a raccontare alle consorelle solamente una minima parte di quello che aveva visto e sentito durante quelle meravigliose sette ore di estasi: tanto durò la solenne processione in onore dell'intramontabile Padre della Chiesa, Agostino.

16 - L'ANGELO RACCOGLIE LE LAGRIME DI VERONICA

La Beata Veronica, binaschina, e la Serva di Dio Suor Anna Caterina Emmerich,tedesca,vissute la prima nel 1400 e la seconda nel 1800, sono due consorelle agostiniane veggenti e mistiche. La loro vita fu caratterizzata da continue visioni riguardanti la storia di Cristo sofferente e trionfante. Alimentaronola loro vocazione religiosa agostiniana con la costante contemplazione della Passione e con la forza vivificatrice dell'Eucarestia.
Le due monache agostiniane furono prescelte da Dio, perchè condividessero pienamente l'atroce sofferenza della Crocifissione, anche se in maniera differente. Infatti,Suor Anna Caterina Emmerick ebbe il dono delle stimmate, come il notissimo Padre Pio. Veronica, invece, ebbe quello delle lagrime. Parteciparono al dolore del Redentore in modo diverso, ma unite dal mistero della Crocefissione per la salvezza dell'uomo. Provarono nella loro carne l'atroce sofferenza che sopportò l'Uomo/Cristo.

Due acute spade ferivano il cuore della Beata Veronica. Due mistici dolori la tormentavano causandole copiose lagrime tanto che i suoi occhi divennero due inesauribili sorgenti. Si sentiva ferita dalle offese che quotidianamente arrecava al suo Creatore, anche se veniali, ma che nella sua profonda umiltà reputava gravi. Era tormentata dall' immenso dispiacere che ella provava nel meditare sull' atroce passione e morte del suo divino sposo e sulla sua incapacità di amarlo totalmente. Due spade, due dolori: uno d'amore e l'altro di timore. Amare e temere di non amare abbastanza.
L'amore ed il timore ferivano il suo cuore,il quale era anche turbato dalla preoccupazione di come celare alle consorelle il grande dono avuto dal Cielo. Cercava o di nascondendersi, ma quelle sorelle che abitualmente la frequentavano non potevano non vedere le lagrime che uscivano dai suoi occhi, le quali erano tanto copiose per cui alcune le bagnavano le vesti,bensì si spargevano sul pavimento intorno alla sua persona.
Tale misterioso e prodigioso dono l'accompagnò quasi per tutta la vita, ma negli ultimi quattro anni della sua esistenza terrena le lagrime divennero più abbondanti ed assidue, specialmente di venerdi e durante la settimana santa, quando il Signore le mostrava in spirito tutta la sua dolorosissima passione e morte.
Fu la stessa Veronica a confidare segretamente alla sua confidente Suor Taddea che il dono delle lagrime le era stato concesso per la particolare devozione che aveva per santaMaria Maddalena, sorella di san Lazzaro e di santa Marta, e per le copiose lagrime che la grande penitente ebbe a versare prima ai piedi di Gesù e poi nella grotta in cui trascorse da eremita il resto della sua vita, non molto lontano da Marsiglia.
In seguito le lagrime uscendo dai suoi occhi, miracolosamente, divenivano cubetti di ghiaccio che si accumulavano ai suoi piedi, mentre era nella cella in estasi. Quando ritornava in sè, quei cubetti si scioglievano bagnando abbondantemente il pavimento.
Testimone attendibile di tale prodigio fu Suor Taddea, la quale pensò di raccoglier quelle misteriose lagrime per sua devozione e di conservarle, sperando che avrebbero potuto avere benefici e miracolosi effetti sulle infermità.
Pertanto,preparò nella cella della Beata Veronica un una tazza di pietra damaschina e rimase in attesa che ella andasse in estasi. Ma l'Angelo la prevenne. Infatti,poichè Veronica andò in estasi mentre suor Taddea era assente, il suo Custode pose la tazza predetta sotto gli occhi della Beata,raccogliendo le sue lagrime, riempendola. Quando Suor Taddea,poi, entrò nella cella per adempiere il suo desiderio, trovò la tazza piena.
Meravigliata, le domandò chi avesse raccolto le lagrime. Veronica,umilmente, le rispose:" E'stato l'Angelo del Signore...; Esso vi ha prevenuta, o Madre, e vi ha risparmiato la fatica, raccogliendo egli stesso le mie povere lagrime per comando di Dio, deponendole nel recipiente che aveva predisposto."
Suor Taddea spiritualmente e visibilmente commossa,portò via quel tesoro per conservarlo, con il proposito di raccoglierne altre, ma, successivamente, per umiltà, fu impedita dalla devota figlia di sant' Agostino.
Dopo la morte di Veronica,avvenuta il 13 gennaio del 1497, quelle prodigiose lagrime servirono
miracolosamente a guarire parecchie infermità degli occhi e per molti anni furono consevate religiosa-
mente conservate religiosamente,finchè,rottosi ilvaso,misteriosamente,si sparsero sul pavimento, senza
alcuna possibilità di poterle raccogliere.

17-VERONICA IGNORATA DALLA STORIA DI MILANO

Nella storia di Milano non vi è posto per una grande donna vissuta nella seconda metà del " 400. Gli storici non la menzionano in nessun testo. E' inutile cercare. Forse perchè una mistica e veggente è degna di essere ricordata solamente dalla storia della Chiesa locale.
Eppure ella visse a Milano e umiliò l'uomo che fece tremare amici e nemici del suo tempo,preannunciandogli la fine della sua dinastia.
Era il 1476 quando fu assassinato Galeazzo Maria, che aveva regnato per circa 10 anni da tiranno sul Ducato di Milano. Allora suo fratello Lodovico, quarto figlio di Francesco Alessandro Sforza e di Bianca Maria Visconti,incline all'odio e alla vendetta, tramò con ogni mezzo per conquistare il potere. Fece relegare la cognata Bona di Savoia ed il nipote Gian Galeazzò in una fortezza di Pavia. Si seppe, poi, che il giovane era morto misteriosamente; morte voluta, come si vociferava, da Lodovico, ma nessuno osava esprimersi apertamente. Nessuno parlava degli omicidi commessi, dei misfatti, delle ingiustizie di ogni genere. L'omertà regnava sovrana nella vita di Milano.
Nel 1494, con tristi manovre, documentate dagli storici, realizzò il suo sogno. Fu investito del potere dall'Imperatore Massimiliano I. Divenne Duca di Milano, tristemente noto come Lodovico Sforza detto il Moro. Come uomo e come politico incuteva terrore. Il Ducato vide un uomo crudele spadroneggiare su tutto. I sudditi impauriti subivano ogni sorte di angheria per la ferocia con la quale reagiva. Solo una donna non lo temeva, anzi lo fece chiamare. Sostenuta non tanto dal suo status religioso quanto dalla sua profonda fede in Dio, gli fece sapere che voleva parlargli per rimproverarlo ed esotarlo ad essere un politico responsabile ed un Duca moderato e rispettoso dei suoi simili.
Quando fu informato, non reagì, come era sua abitudine, ma fu incuriosito. Gli avevano parlato della monaca agostiniano di santa Marta, della questuante che passava il suo tempo pregando, questuando tra la gente di Milano, accudendo il bestiame e pulendo le pentole del suo monastero.Gli avevano riferito della straordinarietà di quella donna che tutti conoscevano come Suor Veronica da Binasco.
Un giorno, accompagnato da quattro uomini di fiducia della sua corte, si recò al monastero. Entrato, le monache, che non erano a conoscenza della visita, preoccupate ed impaurite, lo fecero accomodare nel parlatorio. Una sorella chiamò Veronica, che stava lavorando nel pollaio. Quando ella comparve con il suo povero saio agostiniano consunto, si guardarono negli occhi, senza proferire parola. Ad un tratto ella ruppe il silenzio, enumerando i peccati che si commettevano a Corte. Leggeva nella coscienza del Duca come in un libro aperto. Gli Parlò di Gian Galeazzo, di quanto aveva patito a Pavia,del dolore di Bona. Il Moro ascoltava con grande imbarazzo e con il capo chino. Capiva di essere in errore, ma non aveva la forza di decidersi a cambiare condotta politica e morale.
Comunque, forse per rimorso o per curiosità, successivamente,le visite al monastero divennero più frequenti. Ogni volta Veronica, con affabilità ed insistenza, lo esortava alla conversione, alla ricerca di un' umiltà sincera,a bandire dal suo cuore l'odio e dal suo comportamento la prepotenza, uniche strade per la sua salvezza, inclusa quella terrena.
Il Duca ascoltava sbalordito e terrorizzato. Non riusciva a comprendere come Veronica potesse leggere nella sua " mente" persino i suoi pensieri più reconditi. Ma anche Veronica tremava. Si era improvvisamente resa conto di leggere nelle coscienze delle persone. La scoperta la terrorizzava.
Vedeva per il Moro un terribile futuro: la discesa in Italia di Carlo VIII, la Lega di Venezia contro i Francesci, la sua cacciata dal Ducato di Milano ad opera di Francesco XII, il tradimento di Novara da parte delle sue stesse milizie svizzere, la sua consegna alle truppe francesi.
Con la speranza di salvarlo, un giorno, con un tono di voce più incisivo e con maggior fermezza, gli disse:" Sappia V.S. che se non mette riparo a tanto disordine politico e morale; che se non darà ascolto agli avvertimenti del Signore, avrà grandi tribulazioni. Sarà privato anche del Ducato."
Poi, per intenerire il suo cuore crudele e contemporaneamente spronarlo,gli ricordò sua madre, precisandogli:" Sappia che sua madre Bianca Maria è in cielo, dove gode di una grandissima gloria per la vita santa che condusse sulla terra, per la tanta carità che fece ai bisognosi, che a lei si rivolgevano, tanto da meritare l'appellativo di madre dei poveri. Sappia pure che sua madre in cielo prega con insistenza per la sua conversione e per la sua salvezza."
Il cuore del Duca, temporaneamente, fu toccato ed intenerito dalle parole di Veronica e dal ricordo della madre. Ritornò a Corte con la ferma volontà di migliorarsi per il futuro. Ma la decisione durò poco. Infatti, dopo la morte di Veronica, avvenuta il 13 gennaio 1497, per la sua incostanza, ritornò ad agire in modo disonorevole.
Così,quanto la veggente binaschina gli aveva profetizzato si avverò. Anche la consorte Beatrice soffriva perchè sentiva in cuor suo che un giorno non lontano avrebbe segnato la fine del potere ed il tramonto della dinastia.
Quel giorno venne inesorabilmente. Il suo Stato fu invaso dai Francesi nel 1499. Fatto prigioniere, nel 1500 fu condotto in Francia. Solo, abbandonato da tutti e senza conforto, morì in terra francese nel 1510. Poco dopo finì anche la sua dinastia,miseramente.

Introduzione | Home page | Dedicazione | Fede | Preghiere | Siti | Indice bollettini | Ora pro nobis !! | Amici

Ti ringrazio Mamma Celeste perché so che ogni persona che ha visitato questa pagina è stata chiamata da te.
Ti chiedo di proteggere e di accompagnare queste anime nella loro vita.
Fa ,o Madre, che tutti possano conoscere presto
l'Amore di Dio.


"
Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia."- Madonna di Medjugorje

Questa pagina è dedicata all' Ausiliatrice
- 24-05-97 Maria Ausiliatrice -

May you live to see & feel the GOD's LAND

U r visitor number ...

1