RUBRICHE : SCARABOCCHI

 

                   Le mille e una notte

 

È successo, in un recentissimo passato, di essermi trovato a parlare di malattie con alcuni amici. Avendo letto qualche libro dello srittore-neurologo Oliver Sacks, conosciuto per il bellissimo film “Risvegli”, tratto appunto da un suo libro, mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo ma non mi riuscì di rendere le conoscenze acquisite.

Secondo Sacks, difetti disturbi e malattie possono avere un ruolo di paradosso, portando alla luce risorse, sviluppi, evoluzioni e forme di vita latenti che, in loro assenza, potrebbero non essere mai osservati e nemmeno immaginati. Questo perché infinite sono le forme di adattamento individuale attraverso cui gli organismi umani adattano e ricostruiscono se stessi quando vengono posti di fronte alle sfide ed alle vicissitudini della vita.

Un bambino deficitario presenta un tipo di sviluppo qualitativamente diverso, particolare; ad esempio un bambino sordo o cieco raggiunge, nello sviluppo, lo stesso livello di un bambino normodotato, ciò significa che i bambini deficitari raggiungono lo stesso livello in un altro modo, per un’altra via, con altri mezzi (probabilmente è per questo che il termine handicappato è stato sostituito da diversamente abile). Per il pedagogo è particolarmente importante conoscere il percorso che il bambino deve compiere, in modo da poterne agevolare il cammino.

Il cervello non è qualcosa di programmato e statico, ma un sistema adattativo sommamente efficiente, dinamico e attivo, attrezzato per l’evoluzione e il cambiamento, costantemente impegnato ad adattarsi alle necessità dell’organismo, prima fra tutte quella di costruire un sé e un mondo coerenti, indipendentemente dalla presenza di difetti o disturbi della funzione cerebrale.

Questa grande plasticità del cervello spinge Sacks a chiedersi se non sia il caso di ridefinire i concetti stessi di salute e malattia per riconsiderarli in termini di capacità dell’organismo di creare un ordine e un’organizzazione nuovi, adatti alla sua disposizione ed alle sue esigenze, così particolari e alterate. In altre parole quando l’organismo viene colpito da una malattia si rompe un equilibrio che la completa guarigione può ristabilire identico, ma se la malattia ha effetti tali da rendere impossibile il ripristino dell’equilibrio primitivo, l’organismo tende a stabilirne uno nuovo che permetta il protendersi verso la vita, non solo a dispetto delle condizioni di malattia, ma spesso proprio a causa di esse, a volte proprio con il loro aiuto.

Chi scrive è particolarmente sensibile all’argomento per aver vissuto, sulla propria pelle, un’esperienza riconducibile a quelle documentate da Sacks, ma quasi tutti siamo in grado di verificarne la veridicità, molti hanno subito una frattura o patito guai muscolari, qualcun altro avrà avuto noie di altro genere; tutti, o quasi, abbiamo quindi potuto constatare  di aver sviluppato, in quel periodo, nuovi modelli di comportamento, abitudini diverse, approdando, in alcuni casi, ad una diversa identità.

Nel mio caso alcuni degli adattamenti furono programmati e pianificati da me, ma molti avvennero da sé, inconsciamente, attraverso riprogrammazioni ed adattamenti dei quali non so nulla, come non so nulla di come l’uomo faccia a camminare normalmente. E la guarigione non è automatica, ma avviene secondo percorsi in parte altrettanto misteriosi, un insieme di aggiustamenti muscolari e posturali anche questi in parte voluti, seguendo i consigli, gli avvertimenti e le raccomandazione del medico, in parte secondo le vie che il mio sistema nervoso trovò senza il minimo concorso della mia volontà.

Non a caso William Osler, padre della moderna pratica clinica, nonché sostenitore dell’uso della marijuana come analgesico, soleva dire che  parlare di malattie è un intrattenimento da mille e una notte.

                                                                                                       Macchianera    

               

 

                   

 

Hosted by www.Geocities.ws

1 1