Commento a
dal Cimento dell’Armonìa e dell’Invenzione, di Vivaldi
(I movimento)
Sotto dura staggion dal sole accesa,
langue l’huom, langue ‘l gregge ed arde il Pino.
Scioglie il cucco la voce
e tosto intesa,
canta la tortorella e ‘l gardelino.
Zeffiro dolce spira,
ma contesa
muove Borea improvviso al suo vicino;
E piange il Pastorel, perché sospesa
teme fiera borasca e ‘l suo destino.
(II movimento)
Toglie alle membra lasse il suo riposo
il timore de lampi e tuoni fieri
e de mosche, e mosconi il stuol furioso!
(III movimento)
Ah che pur troppo i suoi timor son veri.
Tuona e fulmina il ciel e grandioso
tronca il capo alle spiche e a’grani alteri.
Questo dovrebbe essere ciò che Vivaldi voleva descrivere quando scrisse l’ “Estate”; dovreste quindi prendere ‘sto testo, e leggerlo man mano che la ascoltate.
U.R. 28/10/07