Negli
anni '80 si è cominciato a parlare, nell’Unione Europea –allora era ancora la
C.E.E.- di « libera circolazione delle persone ». Per alcuni Stati membri,
la libera circolazione doveva applicarsi esclusivamente ai cittadini europei,
il che imponeva di mantenere i controlli alle frontiere interne[1]
per distinguere i cittadini europei da quelli dei paesi terzi. Altri Stati
membri auspicavano invece una libera circolazione per tutti, con la conseguente
soppressione dei controlli alle frontiere interne. Vista l'impossibilità di
giungere a un accordo tra tutti gli stati della Comunità Europea, Francia,
Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi si accordarono nel 1985 per creare
fra di loro un territorio senza frontiere, il cosiddetto « spazio
Schengen » (dal nome della città lussemburghese nella quale sono stati
firmati i primi accordi).
Sviluppo dello spazio Schengen
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14/06/1985 |
Francia, Belgio,
Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania sottoscrivono l’accordo di Schengen
relativo alla libera circolazione delle persone |
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viene firmato
dai paesi del Benelux, dalla Francia e dalla Germania il trattato di Schengen
sull'eliminazione dei controlli alle frontiere |
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27/11/1990 |
l'Italia firma
il trattato di Schengen |
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25/06/1991 |
Spagna e
Portogallo firmano il trattato di Schengen |
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05/11/1992 |
la Grecia
firma il trattato di Schengen |
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26/03/1995 |
il trattato di
Schengen entra in vigore fra Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi
Bassi, Portogallo e Spagna |
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28/04/1995 |
l'Austria
firma il trattato di Schengen. |
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19/12/1996 |
firmano
Danimarca, Finlandia e Svezia viene
sottoscritto un accordo tra Stati Schengen, Norvegia ed Islanda |
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26/10/1997 |
Italia ed
Austria in Schengen (frontiere aeroportuali) |
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01/04/1998 |
cessano i
controlli alle frontiere italiane ed austriache terrestri e marittime |
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01/05/1999 |
entra in
vigore il trattato di Amsterdam. Il trattato di Schengen diventa parte
dell’accordo comunitario della UE |
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01/01/2000 |
cessano i
controlli alla frontiera greca |
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01/03/2001 |
cessano i
controlli alle frontiere dei paesi nordici |
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Dopo il primo accordo di massima tra i cinque paesi
fondatori (1985), fu elaborato il trattato che ha permesso di far cessare i controlli alle
frontiere interne tra gli Stati firmatari e di creare una frontiera esterna
unica lungo la quale i controlli all'ingresso dello spazio Schengen
vengono effettuati secondo procedure identiche. Sono state adottate norme
comuni in materia di visti, diritto d'asilo e controllo alle frontiere
esterne onde consentire la libera circolazione delle persone (cittadini di
Schengen ed anche di paesi terzi) all'interno dei paesi firmatari. Per
conciliare libertà e sicurezza, inoltre, la libera circolazione è stata
affiancata dalle cosiddette "misure compensative" volte a
migliorare il coordinamento tra polizia, dogane e amministrazioni giudiziarie
nonché a combattere, in particolare, il terrorismo e la criminalità
organizzata. A tal fine, si è creato il complesso Sistema d'Informazione
Schengen (SIS), che consente di scambiare dati sull'identità delle persone e
sulla descrizione degli oggetti ricercati. Lo spazio Schengen si è esteso
progressivamente a quasi tutti gli Stati membri dell’UE -tranne il Regno
Unito e l'Irlanda- e comprende anche la Norvegia e l’Islanda. La libera
circolazione delle persone, che già figurava tra gli obiettivi dell'Atto
unico europeo del 1986, è ormai una realtà. |
Misure prese dagli Stati dello spazio
Schengen
Fra le
misure di maggiore rilievo vanno segnalati:
Relazioni con Islanda e Norvegia
Questi
due paesi formano, insieme a Svezia, Finlandia e Danimarca, l'Unione nordica
dei passaporti; quest’accordo,
risalente agli anni 1954-1957, permette ai cittadini degli stati membri (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia) di muoversi tra i paesi firmatari presentando solo la carta d’identità e non il passaporto. La Svezia, la Finlandia e la Danimarca sono diventate firmatarie degli accordi di Schengen in quanto Stati membri dell'UE, mentre l'Islanda e la Norvegia sono associate ai trattati dal 19 dicembre 1996. Pur non disponendo di un diritto di voto nel comitato esecutivo di Schengen, questi paesi possono esprimere pareri e formulare proposte. I controlli alle frontiera tra stati Schengen dell’UE, Islanda e Norvegia sono stati soppressi (ma non verso le isole Svbalbard).
Partecipazione dell'Irlanda e del Regno
Unito
L'Irlanda
ed il Regno Unito possono partecipare, integralmente o parzialmente, alle
disposizioni dell'acquis di Schengen dopo una votazione all'unanimità dei
tredici Stati parti degli accordi e del rappresentante del governo dello Stato
interessato. Nel marzo 1999, il Regno Unito ha chiesto di partecipare ai
seguenti aspetti della cooperazione avviata nel quadro di Schengen:
cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale, lotta contro gli
stupefacenti e sistema d'informazione (SIS). Tuttavia, a causa del problema
particolare di Gibilterra, fonte di conflitti tra Spagna e Regno Unito, il
processo ha subito ritardi e la decisione favorevole del Consiglio è giunta solo
il 29 maggio 2000.
La Svizzera dovrebbe entrare nello spazio Schengen nel 2006 o nel 2007 [24/05/04].
N.B. :
I controlli alla frontiera tra Spagna e Gibilterra non sono stati soppressi.
[1] Frontiere interne: quelle tra due stati
dell’Unione Europea (Italia-Francia,
Spagna-Portogallo, Italia-Austria…).
Frontiere
esterne: quelle tra uno stato dell’Unione Europea ed uno stato extracomunitario
(Italia-Svizzera, Grecia-Bulgaria, Finlandia-Russia… )