Unico ed intimo testimone d'un'epoca a noi ignota
è quella rupe, la Rocca Salvatesta,
che abbiamo veduto nascendo, ed abbiamo contemplata adulti.
Con essa ci siamo rallegrati vedendola la mattina
indorata dal primo raggio di sole
e poi salutata la sera dall'ultimo. 

L'abbiamo veduta coperta di neve,
poi sbattuta dall'aquilone e dal fulmine:
l'abbiamo toccata, ci siamo stati sopra. 

Lungi da essa,
l'abbiamo sognata e ci è parso di vedere Novara,
la nostra casa, il nostro focolare,
le persone amate.

Con gioia l'abbiamo riveduta e col cuore quasi abbracciata.

Ci è stata sempre presente.

Vecchi e curvi sotto il peso degli anni e delle delusioni
ad essa tardo ed ansioso volgerem lo sguardo,
la risaluteremo ancora una volta
trepidanti e sconfortati,
poi, un'altra e un'altra ancora....
poi l'ultima. 

Sarem cenere,
ma essa udrà ancora le armonie della vita
e sarà sempre là immobile e grandiosa,
finchè un soffio dell'onnipotente natura la frantumerà,
confondendo quei granellini
fra gli immensi atomi del Creato. 

 

- Gaetano Borghese, storico Novarese, 1875 -
 

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