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La Turchia sta all’Europa come i cavoli a merenda!

Non è un mistero per nessuno che l’Europa sta attraversando un momento critico dal punto di vista sociale e culturale e l’Italia non è immune da queste problematiche, basta pesare ai disordini scoppiati nelle periferie parigine che hanno scatenato un effetto domino in tutto il paese, oppure alla tensione palpabile che attraversa l’Olanda, stato in cui etnie diverse coabitano ma non convivono e oggi si guardano con sospetto, costrette a fare i conti con una realtà ignorata per tanto tempo e che ora invade le strade con prepotenza.
Per quel che riguarda noi italiani, sembra che ogni sforzo d’arginare l’emigrazione clandestina sia vano, perché i centri d’accoglienza scoppiano, i fondi e le risorse umane sono insufficienti e chi vive senza documenti è facilmente preda della criminalità organizzata, che può contare su manovalanza a basso costo per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione, ma forse non è questo il nocciolo del problema.
Ciò che spaventa gli italiani però è la feroce violenza, gli stupri e gli omicidi perpetrati da clandestini che a “valanga” giungono dall’Est e trovano terreno fertile da noi. Giustizia e non vendetta, hanno chiesto i valdesi di Roma che si sono stretti alla famiglia di Giovanna Reggiani, la donna orribilmente trucidata e uccisa da un romeno, ai funerali che si sono svolti sabato nella basilica cattolica del Cristo Re nel quartiere Prati a Roma. Giovanna Reggiani era catechista nella chiesa valdese di piazza Cavour, ma un ergastolo sicuramente non ci sarà e trent’anni non valgono la vita di una donna trucidata. Gli italiani si domandano quanto altro sangue dovrà essere versato, prima che avvenga un vero cambiamento politico.
Molti politici sostengono che un ordinamento più attento riguardo l’emigrazione alleggerirà le tensioni sociali, e che il popolo italiano si deve preparare ad essere sempre più multietnico, per creare un clima più disteso.
Questo concetto ha però l’aspetto d’una grossa balla, poiché è fin troppo evidente che in Francia ad esempio, dove ci sono immigrati di seconda e terza generazione, il problema della convivenza si è incancrenito esplodendo in una vera e propria rivolta. Il nocciolo della questione non è la disoccupazione, la povertà o l’indigenza, altrimenti queste persone si sarebbero rivoltate nei rispettivi paesi d’origine e l’avrebbero fatto contro i loro governi com'è accaduto altre volte nella storia. Nel 1789 in
Francia il popolo si ribellò per fame contro la corona e basta dare un’occhiata ad altri momenti storici per capirlo.
L’epicentro del problema è fin troppo evidente di matrice religiosa, poiché non ci sono mai state rivolte di Filippini o di altri gruppi cattolici o ortodossi, assai più numerosi di quelli islamici e che si integrano molto più facilmente.
I Mussulmani anche di seconda o terza generazione sembrano poco inclini ad accettare le nostre regole, i nostri usi e costumi e tendono fortemente ad imporre e a pretendere regole che garantiscano la loro diversità, se non addirittura tentando d’imporla!
Il mondo Islamico sembra essere molto aggressivo verso il diverso (infedele)! Basta pensare a paesi come la Gran Bretagna
o la Francia, Stati ormai ex-coloniali, quindi ad altissima densità d’immigrazione, nei quali gruppi che hanno raggiunto un benessere economico impensabile, hanno usato questa base per incitare alla rivolta estrema le masse insoddisfatte.
Sbaglia chi crede che un’apertura ulteriore verso la Turchia
porterà ad un periodo di pace, o chi pensa che concedere scuole coraniche o chador dia come risultato l’appagamento degli islamici, bensì al contrario si aumenta la loro forza e la loro capacità di chiedere ancora.
Ricordate che ad Istambul la cattedrale di Santa Sophia non esiste più perché è una moschea e che un semplice frate francescano non può girare con il saio, ma deve farlo in abiti civili.
Credete forse che qualcuno prenda in esame l’ipotesi di togliere un velo ad una donna? Dunque, la Turchia
non è Europa, non fa parte della nostra identità culturale e non ha senso che entri a far parte dell’unione. Possiamo avere rapporti diplomatici o economici con qualunque stato, ma non per questo dobbiamo unirci a lui!
Se a
ccettiamo la Turchia come membro dell’unione europea, domani dovremo fare altrettanto con il Kenya e forse è il caso di rifletterci!
Lasciare che la Romania entrasse in Europa è stato un palese errore e soprattutto gli italiani stanno pagando lo
scotto, con le vite di persone che pagano le tasse e vengono trucidate a casa loro.
In Francia, dove la presenza di cittadini islamici è salita a milioni d'unità, stanno accadendo cose che contrariamente a noi, molta stampa italiana nasconde!

Non ci credete? Continuate a leggere!
Alcuni studenti musulmani reclamano e ottengono di togliere gli alberi di Natale in diverse scuole comprese quelle materne.
(Le Parisien)
Giovani musulmani esigono di essere esentati dai corsi di sport e biologia e questo non influisce sulla loro valutazione scolastica. (Nouvel Observateur)
Ragazze musulmane esigono e ottengono orari riservati solo per loro nelle piscine comunali.
(Revue politique)
Studentesse musulmane esigono e ottengono di presentarsi agli esami con il marito e pretendono di essere esaminate da una donna. (Nouvel Observateur)
Un’associazione musulmana all'università di Parigi respinge il diritto d'un professore di cultura occidentale di giudicare il lavoro di uno studente musulmano. (L'Express)
I musulmani nelle scuole francesi reclamano una revisione di alcuni libri di testo per inserire la storia dei loro paesi d'origine e della loro religione. (Nouvel Observateur)
Studentesse di medicina musulmane esigono di curare solo ed esclusivamente donne. (Le Monde)
Un manuale di buona condotta: "Il lecito e l'illecito nell'Islam" venduto in Francia, spiega come un buon musulmano può picchiare la moglie con la mano e senza frusta né pezzi di legno ed evitando di colpire il viso. (L'Express)
Aziende come la Peugeot e France Television e i Supermercati Casinò hanno firmato un contratto dando preferenza a stranieri per l'assunzione di personale. (fonte di governo e sindacati)
In alcune scuole superiori, studentesse musulmane vanno alla lavagna con il cappotto per non indurre in tentazione. (Le Monde)
Nelle scuole elementari alcuni genitori musulmani rifiutano che le loro figlie siano lasciate in classe con un maestro maschio anche se sostituisce temporaneamente la maestra. (Le Monde)
Una scuola ha dovuto organizzare una stanza senza finestra per riconoscere le madri in viso coperte dal burka prima di consegnare a loro i figli. (Le Monde)
In molte scuole nei servizi igienici vi sono rubinetti riservati ai musulmani e spogliatoi separati perché un circonciso non può essere visto da un impuro. (Le Figaro)
Tutto questo c'induce a pensare che molto presto tutte le “usanze” islamiche con la loro “cultura” giungeranno anche in Italia e in tutta l'Europa. Tutto ciò che avete letto in questa pagina può apparire incredibile e lontano da noi, ma sono fatti di cronaca verificatisi in una regione europea vicinissima a casa nostra: la gloriosa Francia.
L'Eurabia dunque è alle porte e sta entrando senza bussare e senza chiedere permesso. Non c'è da stare allegri se si pensa solo per un attimo che l'invasione vera e propria è in atto e che noi, cittadini d'origine cristiana-europea, siamo o diverremo una misera minoranza nelle mani di un potere politico e religioso che non riusciamo a comprendere. Troppo distante dalla nostra mentalità e dalla nostra cultura.
(10.11.2007)

Simona Aiuti




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