|
I colori di Tintoretto non sono più un mistero
Scoprire il segreto della brillantezza dei colori sulle tele di Tintoretto è stato il lavoro di esperti e critici d'arte per oltre quattro secoli. Oggi, grazie a due ricercatrici della National Gallery of Art di Washington, il trucco è stato svelato. Quella che in passato era stata considerata “polvere magica”, altro non è che polvere di vetro sapientemente impastata ai colori della tavolozza. Barbara H. Berrie e Louisa Matthew hanno analizzato la Santa Caterina di Lorenzo Lotto del 1522, con un microscopio digitale a raggi x e sono giunti alla conclusione che si tratta della stessa polvere di vetro che viene usata nei laboratori artigiani dell'isola di Murano. Anche
la tela di Tintoretto, Cristo sul mare di Galilea (1575 –
1580), è stata analizzata dalle due ricercatrici. Si è
così scoperto che, per la tunica di Gesù e per il
mare, l'artista ha usato polvere di vetro colorata con pigmenti
verdi e gialli. I raggi x hanno anche rivelato scorie di bismuto,
per cui quella polvere era stata fatta arrivare dal Nord Europa,
in quanto di quel tipo in Italia non se ne trovava. Alla domanda
se le considerazioni sull'astuzia degli artisti veneziani saranno
di condanna, la Berrie risponde così: «In fondo, ci
hanno dato una bella lezione: bisogna sempre guardare oltre le
cose come appaiono. È lo stesso principio alla base
dell’arte e della ricerca scientifica». (1.9.2005)
|
|
|---|