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Settentrione o IF?
La scelta è necessaria per evitare uno spreco di risorse, umane ed economiche

Il problema non sussisterebbe se qualche imprenditore, tra gli italiani che lavorano in Finlandia, decidesse per una volta di vestire i panni del Mecenate e elargisse una piccola parte dei suoi soldi alla cultura. Ma ciò non accade ed è anche difficile sperare che possa accadere in futuro. E anche se venisse fuori un animo tanto nobile, per quale motivo dovrebbe elargire le proprie risorse ad una rivista che è, in fondo, la copia dell’altra? O in iniziative che, il più delle volte, qui in Finlandia, risultano essere prive di alcun interesse se non da parte di chi le organizza? I soldi, quindi, deve metterceli, anche in questo caso, lo Stato, ma ciò non significa che, coloro che gestiscono il danaro pubblico, non debbano prestare attenzione sul come impiegarlo.

Ho avuto possibilità di dare solo una breve lettura alla nuova rivista di studi italo-finlandesi IF. Inizialmente ero un po’ scettico sulla necessità di due riviste che trattano argomenti spesso di ugual natura. In realtà sono ancora convinto che, in un paese piccolo come la Finlandia, due riviste di studi italo-finlandesi, siano troppe, ma sono giunto alla conclusione che, l’istituto di cultura, scegliendo di patrocinare la neonata IF, abbia avuto il coraggio, per una volta, di fare la cosa giusta. Certo ci dispiacerebbe assistere alla fine di Settentrione, soprattutto per un fatto affettivo. Anzi, forse solo per quello. Diciamolo, la rivista non riscuoteva già da tempo interesse particolare neanche tra gli addetti ai lavori. Necessitava senz’altro di un rinnovamento mai avvenuto. Ed è proprio questo, forse, ciò che, al contrario, più convince in IF. Il fatto di essere diretta da un giovane (Dario Martinelli) non è sicuramente un elemento da trascurare. Così come non è da trascurare il fatto che, per una volta, in Finlandia, una simile possibilità venga concessa ad un semiotico, capace quindi di realizzare un lavoro scientifico, molto più del solito, spesso noioso o nel peggiore dei casi mediocre, laureato in Lettere o Lingue. IF, inoltre, ha il merito di aver puntato unicamente al contenuto, risparmiando sulla stampa. Cosa non da poco, visti i tempi.

Il problema dei finanziamenti sarebbe risolto se, il console Benito Casagrande, da sempre benefattore di Settentrione, ritornasse sui propri passi e decidesse di restituire i fondi alla rivista. Fondi oggi destinati alla ricerca sulla storia della sua abitazione, utilizzati, quindi, di male in peggio. Ma è anche vero che dei propri soldi, ognuno fa quel che vuole. Dei propri soldi, non dei soldi dei contribuenti che, nel caso in cui si decidesse di usarli per finanziare entrambe le riviste, verrebbero sperperati solo per far piacere a qualcuno. Per tale ragione dubitiamo che, le nostre istituzioni, abbiano intenzione di finanziarle entrambe. Sarebbe inconcepibile, soprattutto per un paese come il nostro che si trova nell’impossibilità di investire grosse somme di danaro (spesso anche piccole somme) nella cultura e ancora di più qui in Finlandia. Per quanto mi risulta, inoltre, le istituzioni, pur volendo, non hanno la possibilità materiale per finanziare anche Settentrione. Per farlo, dovrebbero, con un escamotage, spostare somme di danaro che, invece, servono per finanziare altre attività culturali. È quindi chiaro che non si presterebbero ad una cosa del genere. Inoltre, sarebbe, ripeto, insensato, mantenere economicamente, in una realtà come quella finlandese, due riviste molto simili. A questo punto, la cosa da fare, sarebbe quella di unire le forze, investendo su IF e sulle capacità del suo giovane Direttore. In questo modo verrebbe sacrificato Settentrione, ma si creerebbe una rivista più ricca di firme, quindi di contenuti e si avrebbe anche la possibilità di investire in attività culturali di diversa natura: vi sembra poco? (8.12.2007)

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