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L’Italiano
e l’italiano: oltre i confini del ridicolo Cari lettori, mi vedo costretto a rispondere, con questa mia, ad un connazionale di scarsa onestà, del tutto privo di sani valori, ma che, naturalmente, come spesso succede nel nostro Paese, gode di favori grazie ad amicizie all’interno delle istituzioni. Amicizie che, in passato, arrivarono a procurargli somme che si aggirano intorno ai 40.000 euro e di cui, in un altro articolo, vi diremo come furono utilizzati. Chi mi conosce sa che sono una persona che non le manda a dire, che non uso fare giri di parole e non mi intimoriscono le minacce. Quando ho da dire, quindi, dico e, nella stessa maniera, quando accuso, lo faccio scrivendo nome e cognome dell’accusato. Questo perché mai, in vita mia, ho calunniato. La calunnia, ancor di più quando chi la usa è abbastanza furbo e vigliacco da non fare nomi e cognomi, è tra i più indegni modi di agire, proprio di vigliacchi impostori che non accusano direttamente in quanto, mentendo, sono consapevoli di ciò a cui andrebbero incontro. Ma per una volta nella mia vita, ho deciso di stare al gioco dell’impostore, del calunniatore di mestiere, dell'approfittatore della cosa pubblica, dello spennellatore per eccellenza (e non solo di Sua Eccellenza), di colui che all’occorrenza tira fuori il coniglio dal cilindro (o la lingua dalla bocca) e si ricorda, per pura convenienza, di un’amicizia che non c’è mai stata, di un rispetto inesistente, al solo scopo di ottenere un favore, la possibilità di poter calunniare chi lo ha denunciato senza timore. Non farò quindi nomi, così come non li fa lui. Anzi, lo identificherò con tanti nomi, nessuno dei tantissimi che dice di avere, comunque tutti perfettamente calzanti al personaggio di cui vado a scrivere. Su consiglio di una cara amica, apro la prima pagina di un giornale telematico e vedo la messinscena fotografica del “Profittatore” in disinvolto atteggiamento da intellettuale. La prima reazione è quella di scoppiare a ridere, la seconda, quella di andare a prendere la copertina del dvd “Totò al giro di Italia” e rendermi conto che, tra i due personaggi, dal punto di vista fisico, si intende, non c’è quasi alcuna differenza. Nel senso che entrambi provocano la stessa reazione all’osservatore. La differenza sostanziale, sta nel fatto che Totò, nella vita di tutti giorni, era persona seria e intelligente. Clicco sul link e apro la lettera, naturalmente lunga, ovviamente piena di spennellature a destra e a manca, inevitabilmente noiosa, indiscutibilmente viscida. Chiaramente non è mia intenzione leggerla tutta, ma dando uno sguardo veloce, mi rendo conto che, il profittatore di danaro pubblico, ma anche privato (sto pensando di pubblicare le ricevute dei soldi che ha intascato illegalmente: dalle mie parti si chiama “appropriazione indebita”) parla timidamente di me. Io lo conosco bene, il calunniatore. Dunque, su questa lettera in cui si fanno accuse (per serietà Il Loggione non pubblicherebbe mai una lettera in cui si lanciano accuse senza poter essere dimostrate e neanche lettere in cui si semina zizzania non avendo il coraggio di scrivere nomi e cognomi degli accusati; questione di stile e di serietà) gratuitamente, lasciando solo intendere senza essere sufficientemente chiari, la “Pettegola” scrive, probabilemte rivolgendosi al Loggione, di avere collaboratrici che in realtà non esistono. La nostra unica collaboratrice, però, per sfortuna del bugiardo, è anche iscritta all’albo dei giornalisti e non sarà difficile neanche per lui, per il “Mentitore”, il conoscitore di sole frasi fatte in latino, ma, al contrario, il buon conoscitore di grammatica italiana (per quello è pagato), poterlo scoprire. Si sa, lui è noto per le sue qualità nello spionaggio (e per le sue ridicole “scoperte” su personaggi famosi). Certo fa molto meglio quando finge di scandalizzarsi perché un italiano che vive in Finlandia da dieci anni parla un pessimo finlandese. Infatti, la lingua è l’unica cosa che lui sa usare bene, a parte quella volta in cui, un giorno, all’università, rivolgendosi a delle ragazze, chiese: “Voitko antaa tussun?” Invece di “Voitko antaa tussin?” Nel secondo caso la domanda è: “Mi dareste un pennarello?” Invece lui chiese: “Mi dareste una fig.?”... ma lasciamo perdere! Cosa ci si può aspettare da uno che spende un capitale in viagra? Dunque il calunniatore, oltre a spettegolare, mente, ma tale cosa è arcinota a chiunque lo conosca. Poi va avanti, l’insegnante di grammatica che si spaccia indebitamente per storico (ma poi chiede a me chi è Giorgio Cavalleri) e comincia a parlare di cinema e del regista Lucio Giordano invitato a Turku dal Loggione. Quindi si prende un bel po’ di meriti su tale iniziativa, scrivendo che lui, il tuttologo, ha organizzato gran parte dell'evento. È vero, lui ha mandato gli inviti agli italiani residenti a Turku, punto. Ma, nonostante avessi detto a chiare lettere che tutti, ma proprio tutti gli italiani dovevano essere invitati, l’approfittatore, ha pensato di non invitare quelli a lui antipatici. Tra questi, un suo ex “caro amico”, tagliato fuori dagli inviti in quanto, pochi giorni prima, gli aveva negato l’utilizzo di una sala per la solita inutile e deplorevole cerimonia pagata dagli italiani in Patria. Il tuttologo, quindi, si dilunga e comincia a parlare di cinema. Sino a citare (questo sì che vuol dire essere barbari) un regista italiano, sottratto con l’inganno proprio dal doppiogiochista, al Loggione: che faccia di bronzo! Ma poi, che ne sa lui di cinema? Fui proprio io a raccontargli del regista di cui sopra, a lui completamente ignoto e di tanti altri registi italiani e non. L’ultima volta che è stato al cinema, ci è andato solo perché davano un film sulle crociate (il comico personaggio di cui parliamo è un aderente di alcune sette cavalleresche e logge di vario genere, ma non vuole che si sappia, altrimenti perderebbe il titolo di cavaliere). E si accorge solo oggi, a distanza di qualche anno da Ernesto Galli Della Loggia, che il cinema è la fonte culturale a cui le gente ama abbeverarsi e che questo è destinato a prendere il posto dei libri e di altre forme culturali (ancor di più degli inutili e miseri seminari organizzati dall'Impostore). Vabbé, c'è Loggia e loggia e per il nostro comico italo-finlandese, esiste solo una loggia. Ma nonostante ciò, azzarda una brevissima critica al film di Giordano per poi dire che è sconsigliabile lasciare l’iniziativa di organizzare tali eventi ai privati e che per evitarlo lo Stato (italiano) dovrebbe investire più soldi in cultura. Traduco: “I soldi che mi dà lo Stato italiano per organizzare eventi a cui partecipano al massimo dieci persone, sono pochi. Datemi più soldi perché se l’istituto in cui insegno sta decidendo di chiudere il mio inutile ufficio, non è per colpa mia, ma dello Stato italiano che non mi da soldi a sufficienza, e dei i privati che organizzano eventi riuscitissimi”. In questo passaggio, l’intascatore di danaro altrui, dice che i privati finanziano eventi solo per un ritorno di immagine. Diamola un attimo per buona anche se, nel mio caso, cosa realmente ci avrei potuto guadagnare non lo so: non frequento la comunità italiana, mi tengo a distanza dalle istituzioni sia italiane che finlandesi, vivo di un lavoro che mi porta via gran parte del mio tempo e in cui conta saper fare e non apparire. Ma diciamo che il finanziatore, in fondo, ci rimette dei soldi di tasca propria, quindi, almeno un piccolo tornaconto glielo si può concedere. E che dire di lui, l'esattore che utilizza i soldi dei contribuenti italiani e da decenni li sperpera inutilmente? Anzi, non proprio inutilmente. I soldi degli italiani, gli sono serviti a mandare avanti sé stesso e la propria famiglia, a finanziare pubblicazioni da cui sottraeva danaro per proprio conto, a procurarsi una serie di medaglie che avrebbe sì meritato, ma non sul petto, dove inopportunamente gliele hanno messe. Ma anche di quest’ultima cosa parleremo in futuro. Dunque il buono a nulla, dopo aver gestito per decine di anni un ufficio a cui dall’intestazione hanno giustamente tolto la parola “cultura”, si lancia in una serie di accuse che mirano a scaricarsi da colpe che, al contrario, gli appartengono. Un esempio: se invece di rompere le scarpe con le sette cavalleresche, il nostro italiota si fosse dedicato di più ad altro genere di cose? E se invece di perdere gran parte del suo tempo durante il lavoro alle stesse sette e alle organizzazioni monarchiche di mezza Europa (che tanto lui nobile non lo sarà mai), quel tempo lo avesse dedicato al buon funzionamento del suo ufficio? Se invece di organizzare inutili eventi a cui non partecipa nessuno perché sono ridicoli, quei soldi fossero stati utilizzati diversamente? E se invece di assumere e licenziare i dipendenti a seconda del suo stato d’animo e della convenienza del momento, fosse stato un po’ più onesto, non avrebbe ciò contribuito a dare dell’Italia un’immagine diversa? Quell'ufficio è motivo di commenti non proprio positivi da parte di tutti coloro che lo conoscono e lo hanno conosciuto. Perché, lo sanno tutti, il disonesto non gode di alcun rispetto se non dai pochissimi che lui stesso ama definire “i miei protetti”. Altro che mafia, altro che film e personaggi che danneggiano l’immagine dell’Italia all’estero. Qui l’unico a danneggiare l’immagine del nostro Paese e a contribuire in maniera deplorevole a svuotare le sue casse, è proprio l’impostore, l’approfittatore, colui che ha fatto di un ufficio dello Stato, il punto di ritrovo della sua famiglia. E poi l’infamia gettata sull’italiano che, a dire della Pettegola-calunniatrice, non potrebbe rientrare in Patria. Beh, sicuramente, in questo caso, non si rvolgeva a me, in quanto io, in Italia, ci vado molto più spesso di lui e, al contrario di lui, in Italia, a me non mi ridono dietro. In questo momento mi rendo conto che, forse, non avrei neanche dovuto rispondere a chi, nella sua vita, ha conosciuto solo fallimenti e si è dedicato in gran parte a sperperare i soldi dei contribuenti italiani. L’ho fatto, ma per la prima e ultima volta, adeguandomi allo stile di una pettegola che, come tutte le pettegole, trova sempre chi gli da possibilità di calunniare, lanciare saette, squarciare (almeno nelle intenzioni) schiene. Finalmente il servo per eccellenza (e non solo di Sua Eccellenza) ha trovato chi lo serve. L'onesta Rondinella PS. Tornando alle cose che più interessano gli italiani di Finlandia e non solo quelli, vi preannuncio che nei prossimi giorni parleremo del dipartimento di lingua italiana di Turku che, come molti di voi sapranno, vista la poco utilità e la scarsa efficenza, l’Università sta pensando di chiudere, ma che, al contrario, continua a ricevere fondi dall’Italia. Soldi che servono a finanziare avvenimenti che risultano essere sempre fallimentari. Il tutto, naturalmente, sarà testimoniato da inconfutabili prove. |
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