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Catturato Bernardo Provenzano

Ricercato dal 1963, la primula rossa numero uno in Italia, è caduto nelle mani delle Forze dell’Ordine.

Da più di mezzo secolo latitante, Bernardo Provenzano era considerato il boss dei boss. Gli agenti dello SCO e della Squadra Mobile di Palermo lo hanno individuato e arrestato nei pressi di Corleone, in una masseria. Non esistevano immagini che ritraevano il suo vero aspetto. L'ultima sua foto risaliva al 1958, anno in cui fu arrestato. Solo negli ultimi mesi era stato diramato un suo nuovo identikit basato su informazioni del pentito Antonino Giuffrè, suo ex braccio destro, finito in carcere tre anni fa. Fu lo stesso Giuffrè ad informare la magistratura sul modo di operare di Provenzano. Il boss non usava comunicare col telefono, ma esclusivamente attraverso i cosiddetti pizzini, ovvero bigliettini di carta che faceva circolare attraverso i suoi uomini più fidati. E al momento dell'arresto, infatti, gli agenti gli hanno rinvenuto nella tasca dei pantaloni proprio i bigliettini di carta scritti a macchina. Finisce quindi la latitanza di Provenzano, colui che, con Totò Riina, entrambi luogotenenti di Luciano Liggio negli anni ‘50, allora capo incontrastato di cosa nostra nel corleonese, avevano dato vita alla più potente organizzazione mafiosa siciliana. (11.4.2006)




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