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Cosa succede in città

Io non sono napoletano!

Sono le 9.30 di lunedì 7.1. Sono appena arrivato in cantiere per incontrare i responsabili della ditta madre, quella da cui appalto i lavori. La riunione è stata spostata alle 10.30. Negli uffici ci sono alcuni responsabili e un ingegnere. Quest’ultimo, intento a fare delle fotocopie, mi dice di aver letto sull’Helsingin Sanomat di quanto sta accadendo a Napoli, poi aggiunge:

Sono stato in Italia quattro volte, due volte a Firenze, una a Torino e una a Venezia. Al Sud mai... Napoli e la Sicilia hanno solo la mafia, niente industrie, nessun benessere.”

Il primo pensiero è quello di trovarmi in presenza del solito presuntuoso finlandese: quello che va in vacanza in Italia durante la bassa stagione, in alberghi a due stelle, nella periferia della grande città, per una settimana mangia McDonald's o pizza e poi, al ritorno, sa dirti tutto dell’Italia. Con calma cerco di spiegargli che l’Italia meridionale non è Napoli o la Sicilia, che nel Meridione d’Italia c’è di più, molto di più dei luoghi comuni di cui soprattutto Napoli, come nessun altra città italiana, da sempre gode. Quegli stessi luoghi comuni che fanno cascare come mammalucchi soprattutto i finlandesi. Ma quello insiste, sino a permettersi di dire che tutto il Sud d’Italia è sporco, come Napoli. A questo punto, quindi, la mia calma si è esaurita. Perché Napoli e la napoletaneità non mi rappresentano, perché culturalmente sono nato e vissuto in una città che nulla ha a che fare con Napoli. Perché la colpa della sporcizia in cui affoga quella città, non può essere attriubuita unicamente ai politici, ma sicuramente a gran parte della popolazione che, da sempre, non certo dall’altro ieri, vive in un contesto non dignitoso e, soprattutto, perché quella stessa popolazione ha eletto e poi rieletto gli stessi politici che hanno fatto sì che la città fosse sommersa, anche nel periodo della loro gestione, dalla spazzatura. Oggi più che mai, ho la necessità di distinguermi dai napoletani, perché da nessun altra parte al mondo, neanche in quei paesi dove c’è la guerra, la popolazione si permette di attaccare e distruggere le ambulanze. Ho necessità di dire che non sono un napoletano, perché l’immondizia di Napoli sta sommergendo anche noi italiani all’estero e l’immagine dell’Italia tutta. Ma in che maniera posso scaricare la mia rabbia addosso a quell’arrogante finlandese? Le loro città sono pulite, nel loro parlamento non ci sono politici condannati dalla magistratura, le loro regioni non sono gestite dalla mafia. Beh, potrei dirgli che in fondo se un ingegnere lavora per una ditta a stipendio fisso, che tra l’altro è inferiore a quello del mastro carpentiere della mia ditta, di certo un genio non sarà. Oppure posso ricordargli che, in Finlandia, anche grazie alla sua ditta, vengono impiegati operai polacchi e estoni pagati a due euro a ora: roba da negrieri. Ma tanto cosa gliene importerebbe? Questa, a differenza di quella napoletana, è immondizia che appartiene a tutta l’Europa, ma accuratamente tenuta nascosta dalla Unione Europea. (7.1.2008)




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